Precauzioni... di pesca
 

Ogni volta che ci allontaniamo da casa per effettuare una sessione di pesca potremmo incappare, sia durante il viaggio di trasferimento che durante le giornate dedicate al nostro sport preferito, in incidenti più o meno gravi, ma che se prevenuti con opportuni accorgimenti, possono essere risolti, nella maggior parte dei casi, senza grossi problemi.

Vivere per giorni a contatto con la natura è sicuramente salutare ma allo  stesso tempo molte minacce si nascondono intorno a noi. Cambiamenti improvvisi di tempo, insetti, animali velenosi, guasti all'auto, sono purtroppo all'ordine del giorno. Vediamo di analizzare i più probabili, quelli in cui potremmo imbatterci con più frequenza, per capire quale strategia adottare nel caso in cui...

 

Il tempo

Durante il periodo estivo si possono verificare improvvisi cambiamenti di tempo, dovute all'intensa insolazione che produce una massa d'aria surriscaldata al contatto del suolo. Normalmente si formano dei piccoli vortici di poca importanza e che si dissolvono molto velocemente. Ma a volte le cose vanno peggio e ritrovarsi in barca, nel bel mezzo di un lago con un grosso vortice che si avvicina, non è molto piacevole. Prevedere questo evento è quasi impossibile, ma possiamo salvaguardarci indossando un buon giacchetto di salvataggio. Personalmente ho visto sul lago di Bolsena un catamarano andare sottosopra. Inoltre sulle pagine dei servizi ho raccontato una brutta esperienza di pesca. (Lo potete leggere cliccando qui).

 

Un vortice con temporale su Bolsena

 

Sempre in estate, quando le temperature raggiungono valori elevati attenzione ai colpi calore. Bene sempre avere qualcosa a protezione della testa. Un cappello di paglia alla Sampei è a volte la cosa migliore.  Inoltre le scottature sono sempre in agguato. Meglio ripararsi, durante le ore più calde, sotto ad un ombrellone e costantemente usare creme ad alta protezione, almeno nei primi giorni e cioè quando siamo bianchi come morticini.

Per le basse temperature le cose cambiano. Cadere dalla barca non è sicuramente salutare, soprattutto in quei laghi d'alta quota dove la temperatura dell'acqua raggiunge valori molto bassi. Quindi bisogna fare molta attenzione ai vari spostamenti dentro il natante durante la navigazione e soprattutto durante il recupero del pesce. Si è a volte talmente presi dal combattimento, che ci si dimentica di ogni altra cosa. Con spiacevolissime conseguenze. Nel caso in cui dovesse succedere, vi consiglio di guadagnare la riva il prima possibile e dopo essersi asciugati, entrare subito dentro al sacco a pelo. Meglio se con niente addosso, visto che le imbottiture rispondono diversamente al contatto diretto con la pelle. Una bevanda calda aiuta sempre. Questo nel caso in cui le cose si mettono bene. L'importante è comunque avere sempre un compagno di pesca, il quale potrà intervenire in qualsiasi momento, decidendo a seconda dei casi il da farsi. Se sopraggiungesse lo stadio di ipotermia, una delle misure di pronto soccorso da adottare in questi casi consiste nell'avvolgere la vittima in una o più coperte, se necessario insieme al soccorritore.

Nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere la riva, si rischia sicuramente l'ipotermia e qualcosa di peggiore, con conseguenze disastrose.  Il compagno in questi casi dovrebbe immediatamente avvisare il 118 e informare i Carabinieri. La tempestività dei soccorsi è sempre l'unico modo che abbiamo per riportare a casa la pelle tutta intera. Non esitate quindi a contattarli all'istante.

Le aziende ci vengono incontro anche per questi problemi. Tempo indietro un amico mi ha mostrato un tessuto che al contatto dell'acqua fredda si riscalda. Con questo hanno preparato una serie di capi di abbigliamento intimo che potrebbero essere indossati proprio durante le sessioni invernali. Quanto prima vi farò sapere come procurarveli.

Inutile dire che con le temperature basse il ghiaccio e la neve potrebbero creare qualche problema in più. Scivoloni sia a terra che dentro all'imbarcazione sono all'ordine del giorno. Attenzione quindi a non finire dentro al lago. Un mio amico, per avere una foto particolare, si è avventurato su una parte del lago dove la superficie era ghiacciata, ma come ha fatto due passi è sprofondato, fortunatamente fino al ginocchio. Altra cosa da evitare sempre. Per gli spostamenti fate un controllo dell'auto prima di partire, liquido antigelo, catene ecc.., e soprattutto attenzione a dove andate a pescare. Nel caso di una nevicata abbondante, c'è il rischio di rimanere bloccati per giorni dentro a qualche vallata. Pertanto controllate sempre le previsioni del tempo, guardate se ci sono abitazioni nelle vicinanze e se il cellulare ha campo. Questi semplici accorgimenti potrebbero tirarvi fuori da bruttissime situazioni. 

Se per le basse temperature vogliamo riscaldare la tenda, usiamo sempre le stufette catalitiche, quelle senza fiamma. Consumano pochissimo ossigeno e rendono l'ambiente umido e gradevole. Le stufette normali possono addirittura provocare incendi con tutte le più imprevedibili conseguenze.

Durante i temporali bisogna fare molta attenzione ai fulmini. La canne sono costruite infatti con materiali che conducono corrente. E' come se avessimo in mano un parafulmine. Quindi occhio. 

 

Una nutria mangia una pizzetta, totalmente abituata alla presenza dell'uomo

 

Animalacci con le ali

Quanti moccoli si tirano ad Ostellato. Gli insetti ti mangiano vivo. Inutile dire che è bene portarsi dietro un buon repellente contro le zanzare, mosche e tafani. Ho acquistato un cappellino con una retina che si chiude sul collo. Veramente utile e almeno per la faccia siamo tranquilli. Ci sono poi api, vespe e soprattutto i maledetti calabroni. Mi fanno impazzire, soprattutto dopo che uno di essi mi ha gonfiato la faccia per una settimana e un suo compagno ha mandato all'ospedale mio cugino. Questo succede nei soggetti allergici, ma è bene comunque portarsi dietro una antistaminico per i piccoli interventi. Nel caso di uno shock anafilattico, riconoscibile subito dopo pochi minuti dalla puntura, conviene correre di gran volata direttamente al pronto soccorso più vicino. Per la puntura delle api è bene estrarre il pungiglione con un coltello o una lametta, come se si stesse facendo la  barba. L'ape infatti lascia attaccato non solo il pungiglione ma tutto l'apparato velenifero. Quindi bisogna tirarlo fuori il prima possibile altrimenti i muscoli di questo contraendosi continuano a pompare il veleno e inoltre, prendendolo tra le dita, saremo noi a strizzare le sacche  del veleno svuotandole completamente dentro la nostra pelle.

 

Animalacci senza ali

Per le zecche non ho parole, le odio più di ogni altra cosa. Si nascondono, in qualsiasi luogo, ci succhiano il sangue e oltretutto, il contatto con esse o con i loro escrementi possono attaccarci una malattia, detta rickettsie, con conseguenze anche letali. Come ne trovo una la incendio.

 

Zecca Ragno Scorpione

 

I ragni normalmente non creano grossi problemi. Cacciano le loro prede tranquilli e beati, ma nella fascia tirrenica, abita un tipo particolare di ragno che il suo morso ti manda all'ospedale, a volte con atroci dolori. Per gli scorpioni non ci sono grossi problemi, allergie a parte. Il loro pungiglione non è così dannoso come molti credono. Basta sopportare il dolore e l'idea di essere stati trafitti "dallo scorpione" e con una pomata dopo poco tempo tutto passa.

 

Animali che strisciano

I serpenti provocano sempre un sussulto ogni volta che entrano nel nostro campo visivo. L'idea di essere morsi da queste innocue e utili creature non è piacevole. Bisogna prestare la massima attenzione quando invece del serpentello si incontra una vipera. Anche se il veleno non è letale come in altri serpenti, è bene fare molta attenzione e non giocare con il fuoco. La velocità di questo rettile è infatti impressionate. La cosa migliore è lasciarla allontanare, e se ciò non accade, andatevene. Nel caso di un morso, conviene rimanere tranquilli (so che non è facile), e senza affaticarsi dirigersi all'auto per poi andare verso il pronto soccorso più vicino. In farmacia è in vendita una siringa che aspira il sangue e si usa premendola sulla parte dove il morso è affondato.  Potrebbe essere utile. Speriamo comunque d non doverla mai utilizzare.

 

Per i piccoli interventi è bene avere dietro una cassetta di pronto soccorso. Pensate a quante volte un coltello, una cannuccia, un amo, provocano ferite sulle nostre mani. Quindi un disinfettante e un buon cerotto fanno sempre comodo.

Sta poi al carpista organizzare il tutto, a seconda del tipo di sessione e del periodo scelto, in modo che per ogni evenienza si possa intervenire sempre nel migliore dei modi per non trovarsi mai in grosse difficoltà.