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Riproduzione |
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In primavera le carpe
si preparano per la fase dell’amore, da cui nasceranno
le future generazioni di carpe. Esse ricercano zone con
acque poco profonde, ricche di vegetazione o di ostacoli
di varia natura quali vecchi tronchi di alberi, sassi
pietre ed altro. Normalmente scelgono ogni anno gli
stessi posti, dove trovano l’ambiente e soprattutto la
temperatura ideale per questo evento. Solo nei bacini
artificiali soggetti a continui cambiamenti di livello
dell’acqua saranno costrette a ricercare le zone del
lago ideali per la frega, dove i raggi del sole riescono
a riscaldare in anticipo le acque. Quando quest’ ultime
raggiungono i 16° le uova arrivano a maturazione, poi a
seconda dei tipi di ambiente inizia la deposizione delle
uova (intorno ai 18° - 20°) che le carpe portano in
“grembo” dall’Anno precedente. Infatti subito dopo la
deposizione delle uova, le femmine iniziano una nuova
ovulazione. In alcuni ambienti dove la temperatura
dell’acqua rimane alta per buona parte dell’anno si
riproducono anche due volte nell’arco di dodici mesi. |
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Normalmente in questi tipi di acque, che
possiamo trovare nel sud Italia ed in Sardegna, si
genera una ricchissima presenza della specie, che in
assenza di selezione da parte dei predatori o dell’uomo,
(attraverso la pesca di mestiere) da luogo al fenomeno
del nanismo, (pesci con testa grande e corpo piccolo e
magro) in quanto il cibo a disposizione, non è
sufficiente per soddisfare il fabbisogno alimentare per
il numero dei pesci presenti. La durata della frega
biologicamente può durare anche oltre un mese perché non
tutti i soggetti portano a maturazione le uova nello
stesso momento. In genere le carpe più piccole sono
quelle che iniziano la deposizione delle uova per poi
lasciarla alle più grandi. Le carpe, in questa fase
diventano molto sensibili ai cambiamenti atmosferici. |
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Un abbassamento improvviso della
temperatura dell’acqua può avere un effetto disastroso
sulle carpe. Tutto il loro metabolismo è rallentato e
soprattutto le femmine hanno seri problemi se non
riescono a liberarsi delle uova perchè le energie sono
al limite e l’abbassamento improvviso della temperatura
dell’acqua favorisce la formazione di parassiti,
septicemie ed altre infezioni che possono portare alla
morte. Infatti questo è il momento in cui le carpe sono
maggiormente vulnerabili perché hanno scarse difese
immunitarie. E’ per questo motivo che nei laghi di
montagna difficilmente la frega và a buon fine, ed in
caso di stagioni anomale ciò può avvenire anche in laghi
di pianura nei casi di Primavere molto fredde o in caso
di copiose nevicate fuori stagione. Nel lago di Montbel,
un lago artificiale che si trova ai piedi dei monti
Pirenei, vicino il confine che separa la Francia dalla
Spagna, negli anni 90 ci fù una moria quasi totale della
popolazione di carpe presenti nel lago. |
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Era il mese di Maggio,
le carpe si trovavano in una grossa ansa (pronte per la
frega) dove entrava l’immissario principale. Arrivarono
a valle acque molto fredde dovute ad una grossa nevicata
fuori stagione sui monti Pirenei. Questo fenomeno si
rivelò devastante per il 90% della specie. La
deposizione delle uova come abbiamo già detto, avviene
quando l’acqua si stabilizza intorno ai 18°. Questa
temperatura favorisce lo sviluppo ottimale di
zooplancton (organismi microscopici), il nutrimento
naturale che si sviluppa abbondantemente in acque calde
e ricche di vegetazione di cui le larve di carpa hanno
bisogno nei primi giorni di vita. Le uova liberate dalle
femmine sono fecondate dallo sperma dei maschi su
vegetali acquatici, su strati rocciosi o su alberi
sommersi. La deposizione delle uova avviene in acque
molto basse, soleggiate ed esposte a venti provenienti
dal settore Sud.

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Esse rilasciano circa
300000 uova per kg di peso. Di queste solo il 60% sarà
fecondato ed arriverà alla schiusa tre o quattro giorni
più tardi. Circa il 10% delle larve diventano avannotti,
Qualche giorno più tardi se la temperatura dell’acqua
rimane costante gli avannotti escono dalle uova. Essi
non sono capaci di muoversi liberamente ed alcuni organi
non sono ancora completamente sviluppati, la bocca non è
ancora aperta e non sono capaci di nuotare liberamente
finchè non riassorbono il sacco vitellino. Questa è la
fase in cui sono maggiormente vulnerabili. Alla fine
delle varie fasi della riproduzione ed in buone
condizioni solo l’1% degli avannotti diventano carpe che
sopravvivono alla prima estate, dopo la quale pesano
circa 50 grammi. La presenza di predatori, la carenza di
zooplancton, le malattie e la qualità dell’acqua sono
tutti elementi che contribuiscono ad una massiccia
selezione. Ovviamente, nei casi di riproduzione da parte
di centri ittiogenici, le cose cambiano radicalmente ed
il tasso di mortalità degli avannotti è assai ridotto
rispetto alla riproduzione naturale. Dopo tre o quattro
giorni dall’uscita dalle uova diventano autonomi
riuscendo a nuotare e mangiare liberamente.
L’alimentazione nei primi giorni di vita è composta da
plancton microscopico che si sviluppa abbondantemente in
zone con acqua calda e ricca di vegetazione. |
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PESI
E PERIODI
Tra
il periodo antecedente la deposizione delle uova ed il
post frega, una carpa femmina può diminuire il proprio
peso anche del 25-30%, ciò vuol dire che una carpa che
pesava 30 kg prima della frega, catturata subito dopo
può superare di poco i 20 kg. Di esempi potrei portarne
molti, mi limito a ricordare una grossa regina che ho
catturato la prima volta nel mese di Settembre 2002 che
superava abbondantemente i 30 kg, l’ho ricatturata
l’anno successivo nel mese di Ottobre, subito dopo
essersi liberata delle uova al peso di 24 kg,
incredibile ma vero sembravano due pesci differenti.
Solo a seguito di un attento “confronto” fotografico ho
capito che si trattava della stessa carpa.
Fortunatamente, in questo caso, il pesce è stato
ricatturato dal sottoscritto, altrimenti sai cosa
avrebbe pensato la mamma degli imbecilli che è sempre
incinta (per rimanere in tema di riproduzione)!!!
Ancora sento l’eco delle voci di una grande specchi che
catturai sul lago di Pusiano nel periodo antecedente la
frega, ricatturata dopo tale evento da un altro carpista
con un peso minore. Quando la popolazione di carpe
presenti in un lago è fatta da elementi molto differenti
come taglia, ovvero da piccoli medi e grossi esemplari,
avviene come una suddivisione gerarchica. Questi gruppi,
difficilmente fregano alle stesse profondità o negli
stessi momenti. Come ho già detto, le carpe più grandi
si riproducono dopo le piccole e tale evento può
avvenire in periodi anomali. |
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COMPORTAMENTO DELLA SPECIE PRIMA DELLA FREGA
Durante lo sviluppo degli ovuli il comportamento delle
carpe è alterato per un afflusso di ormoni maschili o
femminili. I due sessi adottano comportamenti molto
differenziati. I maschi sono spermanti (hanno il latte)
per un periodo che và dai due ai tre mesi. Durante
questo lasso di tempo, questi si associano ad un habitat
di acqua bassa o in zone di frega dove erbai, algheti ed
altro sono in pieno sviluppo, mentre le femmine hanno
un’ovulazione più rapida che và dalle 24 alle 48 ore.
Per contro le femmine hanno bisogno di un lungo periodo
per lo sviluppo delle gonadi (gametogenesi). Nel
periodo, che precede la frega, il loro bisogno di
proteine è immenso mentre, per i maschi, la
gametogenesi, è molto rapida. Maschi e femmine hanno
quindi bioritmi e bisogni energetici differenti: le
femmine hanno bisogno di molte energie per un lungo
periodo antecedente la frega, mentre i maschi hanno
bisogno di molte energie durante tutto il periodo della
stessa. Questi, sono i motivi per i quali maschi e
femmine, nel periodo precedente la frega, si dissociano
dallo stesso branco, frequentando zone differenti,
infatti, quando si catturano solo maschi è il segnale
che la deposizione delle uova è imminente. Questo
avviene perché i maschi sotto l’influenza ormonale del
testosterone perdono la loro diffidenza abituale e la
loro alimentazione diventa molto irregolare ed
aggressiva. Il menù preferito è composto da alimenti
molto ricchi di proteine (gamberi e anche piccoli
avannotti di pesce bianco). |
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Non è raro infatti,
che in questi frangenti un maschio si lasci catturare
per errore dai pescatori di lucci che utilizzano piccoli
pesci vivi. Molto spesso una cattura di un soggetto
attira gli altri componenti del gruppo. Le vibrazioni ed
i segnali emessi durante il combattimento somigliano
molto ai movimenti fatti dalle carpe durante la fase
della riproduzione. Gli altri componenti del gruppo
attratti da ciò seguono la carpa allamata fino
all’altezza del guadino. Le femmine sono meno gregarie
ed aggressive dei maschi. Esse effettuano la migrazione
verso le zone di frega molto prima dei soggetti maschi e
si mantengono in piccole zone di tenuta fino all’ultimo
momento. Sono meno attive dei maschi e si alimentano su
settori ben definiti e in orari molto ridotti.

Sono quindi da
tralasciare i posti di passaggio, mentre bisogna
ricercare piccoli settori come erbai, algheti ed altri
ostacoli sommersi e pescare con pochissima pastura, in
questi frangenti le pasturazioni abbondanti servono solo
a ridurre maggiormente le possibili abboccate. Le
femmine sono raggruppate in piccoli gruppi di qualche
individuo asseconda del grado di maturazione delle uova.
Le grosse femmine arrivano a maturità qualche giorno o
settimana dopo le piccole. In questi casi è possibile
trovare le grosse femmine nei posti di tenuta abituali,
lontani dalla zona di frega ed a profondità differenti.
Infatti, se si catturano solo maschi o piccole femmine
pescando in acqua bassa, non è raro catturare le grandi
lanciando le proprie canne un pò più a fondo lontano
dalla zona “dell’amore”. Durante questa fase è molto
facile stabilire il sesso delle carpe catturate perché
asseconda di esso rilasciano uova o latte sul
materassino. In altri periodi non si può stabilire con
sicurezza il loro sesso perché anche i soggetti maschi
possono avere il ventre molto sviluppato. |
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COMPORTAMENTO DELLA
SPECIE DURANTE LA FREGA
Durante le fasi della riproduzione le
cose si complicano nettamente con un raggruppamento disordinato di
maschi e femmine. Assistiamo alla riunione di branchi differenti, che
in caso di grandi laghi si incontrano durante la stagione solo in questa
occasione. Solitamente, almeno due o tre maschi seguono una sola
femmina. La femmina cerca di liberarsi delle uova smuovendo l’acqua in
superficie, i maschi attirati da ciò la seguono sempre più intensamente,
sbattendo fianco a fianco, fino alla liberazione delle uova che vengono
fecondate dal latte rilasciato dalle carpe di sesso maschile. Non è raro
in questi frangenti trovare centinaia di carpe in porzioni di lago molto
ristrette. Tutti i soggetti che partecipano a questo evento, ne escono
in pessime condizioni, soprattutto in acque con fondali rocciosi,
perdendo molte squame e riportando ferite in tutto il corpo, in
particolar modo nel loro ventre. |
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Anche questo evento può causare un
piccolo tasso di mortalità dovuto alle profonde ferite riportate da
alcuni esemplari. I maschi rispetto alle femmine hanno una perdita di
peso irrisoria, ma i danni riportati durante la fase della fecondazione
sono maggiori. In questa fase (sono sempre spermanti) hanno un grosso
bisogno energetico che li spinge ad abbassare i freni inibitori verso le
nostre esche, ed alimentarsi con grande frenesia. Le carpe restano nelle
zone di frega per un lasso di tempo che dipende dal regime termico
dell’acqua. |
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Le femmine che non hanno terminato
l’ovulazione si mantengono in zona fino alla nuova occasione di frega.
Maschi e femmine che hanno terminato il lavoro restano qualche giorno
per nutrirsi delle uova depositate, che essendo molto ricche di proteine
gli permettono di superare con maggiore facilità questo evento molto
dispendioso di energie. Questo ci fà capire anche perché sia proibito
pescare con le uova di pesce. |
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Peso e sesso
Durante il periodo in cui la
riproduzione è imminente o è in corso, è molto facile riconoscere il
sesso delle carpe catturate perché asseconda di esso rilasciano uova o
latte sul materassino. Le femmine in questa fase hanno il ventre molto
più sviluppato dei maschi, ma in altri periodi non si può stabilire con
sicurezza il loro sesso in quanto anche i maschi possono avere il ventre
molto sviluppato. |
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Periodo di
riproduzione
In alcuni ambienti, dove la
temperatura dell’acqua rimane alta per buona parte dell’anno, le carpe
possono riprodursi anche per due volte. Forse questo spiega la cattura
di pesci con perdita di uova o latte in periodi durante i quali non
dovrebbero. Nella foto scattata dopo una cattura nel mese di Novembre si
può notare la perdita del latte in un periodo anomalo. |
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L’amur o carpa erbivora, è una specie
che si è perfettamente adattata alle nostre acque, è presente in diversi
laghi Italiani, canali e fiumi. Secondo gli esperti del settore, il loro
adattamento non riguarda però il ciclo riproduttivo. Infatti, dopo la
fase della frega le uova degli amur hanno bisogno di essere trasportate
in superficie su acque correnti con temperature stabili (circa 18°C) ed
acque molto torbide, in quanto le uova degli amur sono molto sensibili
ai raggi ultravioletti ed in casi di acque chiare e limpide si
deteriorerebbero molto facilmente. La cattura di piccoli esemplari in
acque dove non viene introdotta la specie da alcuni anni dimostrerebbe
il contrario. |
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TRATTIAMOLE CON CURA
Molti carpisti amano insidiare le
carpe anche nel periodo di chiusura per la fase dell’amore ed alcune
carpe si riproducono in periodi diversi da quelli previsti, questo però
non deve farci dimenticare l’etica del carpfishing, che prevede il
massimo rispetto per le nostre prede. Non dobbiamo dimenticare che il
pesce (soprattutto le grosse femmine) in questa fase è molto
vulnerabile, quindi sono assolutamente da evitare le sacche di
mantenimento, anche perché è vietato dalla legge detenere le carpe nei
carp sack nei periodi di chiusura. I pesci devono essere rilasciati
subito dopo la cattura e ove possibile, sarebbe opportuno effettuare le
foto ricordo direttamente in acqua. Ogni anno muoiono diverse carpe di
grosse dimensioni, carpisti maldestri non le trattano con cura,
effettuano una manipolazione sbagliata e prolungata, alcuni di essi le
mettono nelle sacche di mantenimento e per di più in poca acqua,
costringendo il pesce a mantenere il ventre pesante e grosso schiacciato
sul fondale, altri per riposarsi durante le pause tra una foto e
l’altra, poggiano il ventre del pesce sul ginocchio. |
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