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Negli ultimi 2 milioni di anni, in
Europa, ma soprattutto in Italia, a causa dei movimenti
continui della crosta terrestre, il magma, trovando in
alcune zone poca resistenza, è riuscito a risalire fino alla
superficie, formando così numerosi vulcani. Il nostro paese
si è ritrovato, soprattutto nelle aree che vanno dalla
Toscana alla Campania, con una notevole quantità di bocche
che hanno eruttato per molto tempo, creando in alcuni
casi vere e proprie montagne. Con il passare del tempo le
eruzioni si sono fermate, ma l'attività sotterranea è
rimasta. Vedi la zona di Larderello dove con il calore del
sottosuolo e il vapore generato grazie ad esso, centrali
geotermiche lavorano incessantemente generando energia
elettrica. La stessa cosa è successa anche sul Monte Amiata,
dove una serie di bocche eruttive hanno dato vita ad una montagna di
1700 e passa metri e tuttora l'attività vulcanica continua
poco sotto la superficie, sfornando
acque termali e vapori ad alta temperatura e pressione,
anch'essi utilizzati per generare corrente. Alcuni vulcani sono rimasti
attivi, come lo Stromboli e il Vesuvio. Allo stesso tempo
alcuni, una volta estinti, hanno dato origine a grandi
depressioni, che con il passare dei secoli si sono riempite d'acqua. Sono
così nati i laghi di Bolsena, Bracciano, Nemi, Mezzano ecc..
tutti appunto di origine vulcanica.
Questi laghi si dividono in due categorie,
laghi calderici e laghi craterici. Vediamone la differenza
Laghi calderici
I laghi calderici si sono formati grazie alla
presenza di vaste aree depresse interne al vulcano. La
grande quantità di magma espulsa e lo svuotamento della
camera magmatica generano un abbassamento di ampie
zone del vulcano, questo a causa delle differenti situazioni
meccaniche in profondità. I laghi di Bracciano, Vico e Bolsena fanno parte di questa categoria.
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Un lago calderico
(Pinatubo)
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Esempio del Lago di Bracciano (itinerario
Lago d Bracciano)
Circa 700.000 - 800.000 anni fa, grazie ad
una serie di eruzioni si è formato il sistema vulcanico
Sabatino. Finite le eruzioni, la camera magmatica, a pochi
chilometri sotto la superficie, svuotandosi, favorì il
crollo del tetto, generando una vasta caldera che con il
tempo si è riempita d'acqua. Per questa fase sono occorsi
circa 250.000 anni e alla fine il risultato è quello che
vediamo. Praticamente lo stesso evento ha generato anche il
lago di Bolsena (itinerario
Lago di Bolsena) e il Lago di Vico.
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Panorama
del lago di Bracciano |
Laghi craterici
I laghi craterici si sono formati con le
piogge e le sorgenti sotterrane interne al cratere. Certamente
si deve verificare la condizione che il fondo del cratere
sia impermeabile. Se il terreno fosse permeabile,
chiaramente le acque continuerebbero il loro cammino nel
sottosuolo. A questa categoria appartengono i laghi di Mezzano, Matignano, Monterosi, Albano
o lago di Castel Gandolfo, Nemi, Monticchio e Averno.
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Lago Albano
o lago di Castel Gandolfo. La sua origine è
craterica, esattamente si è formato
dall'unione di due crateri. |
Inutile dire che i laghi vulcanici hanno una forma
rotondeggiante. A volte è capitato che in una zona più
crateri si trovassero vicini. Nel corso del tempo le pareti si
sono erose e hanno dato origine ad un unica grande
depressione riempitasi con il passare dei secoli di acqua e formando il
bacino. Un esempio è il lago di Bracciano, nato appunto
dall'erosione di diverse caldere.
Dal satellite è ben visibile la forma rotonda
- ovale dei laghi vulcanici.
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I laghi di Bracciano e di Martignano |
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Il Lago di Nemi |
Per la nostra tecnica, questi laghi
rappresentano il massimo. Certamente perchè la loro origine
si perde nella notte dei tempi e l'immissione delle
nostre amate carpe su queste acque risale a molti secoli fa, addirittura all'epoca dei romani.
Quindi
avranno avuto modo di crescere!!! Battute a parte, per i
carpisti, i laghi come Bolsena e Bracciano hanno sempre regalato prede meravigliose,
sia per la loro grandezza che per la quantità. Non è raro
infatti catturare in una sessione di due giorni una trentina di carpe con una media che va
dai 12 ai 16 chilogrammi. Con la possibilità di toccare pesi fino a 25 chilogrammi
per il lago di Bolsena e oltre i 30 chilogrammi per il lago
di Bracciano.
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Una
meravigliosa 30 chilogrammi catturata da
Sandro Di Cesare sul lago di Bracciano |
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La stagione migliore per pescare su queste
acque va dalla tarda primavera all'inverno inoltrato. Questo
perchè la profondità dei bacini vulcanici è elevata e di
conseguenza il riscaldamento delle acque avviene più
lentamente. La primavera infatti, salvo particolari
anticipazioni, non riserva catture interessanti, anzi spesso
i cappotti si sprecano.
Una volta però che l'acqua ha raggiunto
temperature ottimali, si mantiene più a lungo e quindi si
possono allungare le sessioni di pesca anche fino in inverno
avanzato. Anzi proprio in questa stagione spesso escono le
carpe più grandi.
Data la conformazione dei laghi vulcanici,
caratterizzati spesso da rive ripide e scoscese, ci si trova ad affrontare particolari situazioni di pesca. Un esempio è
il lago di Mezzano.
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Il lago di
Mezzano a pochi chilometri dal Lago di
Bolsena |
Dalla forma cilindrica, raggiunge fin da
pochi metri dalla riva grandi profondità. Onestamente devo
dire che le poche sessioni effettuate su questo meraviglioso
lago, a mio giudizio il più bel bacino dove ho messo a mollo
i terminali, sono state molto problematiche. Ricercare un punto
dove calare le esche non è facile. E' come pescare dentro ad
un tubo. L'unico sistema per catturare le carpe è stato
quello di portarle a mangiare sulla riva, e questo grazie a
pasturazioni mirate. Una strisciata di mais e boilie fin
sulla spiaggia e tanto tempo a disposizione. Inoltre il
problema delle alghe ci ha costretti a "falciare" uno
stradone di un metro di larghezza. Proprio in questa "strada"
abbiamo sistemato la pastura e successivamente, dopo
molto, molto tempo, siamo riusciti a catturare "qualche esemplare".
In altri laghi, ad esempio Bolsena, le cose
sono completamente differenti. Le coste del lago sono
generalmente basse e sabbiose (caratteristica la sabbia di
colore nero, residuo appunto degli antichi vulcani) in alcuni tratti
anche paludose. Tuttavia la costa non è affatto monotona ma
è interrotta spesso da piccole e basse penisole. I
promontori veri e propri sono pochi e per la precisione: il
Monte Bisenzio, che chiude a ovest i Monti Volsini, il Capo
San Bernardino, la penisola di Capodimonte, la punta di
Sant'Antonio. Lungo le coste si alternano rive placide e
tranquille, ideale per rilassarsi e per pescare, a campi e
orti, ricoperti di ulivi, vigne e ortaggi. La pesca in questo lago
è più semplice, e ricercare uno spot
risulta molto facile. L'unico problema esce fuori nella stagione calda, quando si
ha a che fare con la crescita delle alghe. In questi casi occorre cercare un corridoio
tra la vegetazione oppure si arriva al margine del "bosco" e
lì si depositano le esche.
Nei laghi vulcanici infatti le
alghe sono molto presenti dato che i materiali in
sospensione sono pressochè assenti, in quanto i fondali sono
caratterizzati quasi esclusivamente da sabbia basaltica, che
essendo composta da materiali pesanti, tende a rimanere sul
fondo. Quindi è nomale che le acque siano molto nitide e
trasparenti, tanto da permettere ai raggi solari di
penetrare fino ad alte profondità. Favorendo così lo sviluppo
di algheti anche oltre i dieci metri di acqua.
Per questo motivo ci si trova spesso, proprio
durante il periodo estivo, a dover calare le nostre esche a
distanze elevate, a volte si arriva a superare i 400 metri. Alcuni anni
fa, durante una lunga e caldissima estate, ricordo che per
trovare la fine delle alghe dovevamo calare i terminali su profondità
di 15 - 18 metri. La vegetazione era cresciuta oltre ogni
limite. I motivi di tutta questa proliferazione erano:
per primo l'alta temperatura dell'acqua, e poi per un lungo
periodo, la completa assenza di venti che aveva reso
l'acqua immobile e di conseguenza molto trasparente. La luce,
non trovando nessun ostacolo sospeso riusciva ad arrivare a maggiori profondità.
Da considerare
che tra le alghe si nasconde una
massiccia presenza di microfauna, tra cui in particolar modo
lumachine e gamberetti le quali rappresentano una grossa
fonte di nutrimento per le carpe. Questo ha coinciso,
proprio in quel periodo, con una serie infinita di cappotti,
forse proprio perchè le carpe trovavano tra la vegetazione
abbondante, una grande quantità di alimentazione.
La pasturazione
Per i laghi vulcanici occorre preparare una
buona quantità di pastura. Mais, tiger nut, semi di canapa e
boilie, vanno utilizzate senza risparmio, soprattutto nei
grandi laghi. Se si
effettua una pasturazione abbondante, prolungata nel tempo,
difficilmente le carpe rimarranno impassibili di fronte a
tali "leccornie". Anche durante la sessione, è bene
abbondare, dato che i branchi sono composti da numerose
carpe e quindi se le catture si susseguono è bene tenerle
sotto. Eventualmente, per aumentare la taglia, conviene
pasturare solamente con boilie, evitando così che gli altri
pesci, di più modeste dimensioni, disturbino la sessione. |