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Inverno |
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Prima dell’avvento del carpfishing, il pescatore (io in
primis) non si poneva il problema della pesca invernale,
la stagione di pesca alla carpa iniziava nel mese di
Marzo e si concludeva verso la fine di Ottobre, era una
credenza comune a tutti i pescatori che le carpe
smettessero di nutrirsi nel periodo freddo. Forse era un
problema relativo ad esche poco interessanti sotto
l’aspetto nutritivo, forse non avevamo gli accessori
necessari per restare in riva ad un lago con basse
temperature ad attendere la fatidica abboccata, ma
molto difficilmente, a meno che si trattasse di Autunni
particolarmente caldi, la pesca alla carpa si protraeva
fino al mese di Novembre.
Dobbiamo ringraziare
gli amici d’oltremanica pionieri della nostra tecnica,
per averci insegnato che si possono catturare anche con
le bassissime temperature. La carpa è un animale a
sangue freddo ed è vero che con l’abbassamento della
temperatura dell’acqua rallenta le sue funzioni vitali,
ma comunque, anche se in maniera ridotta, continua a
nutrirsi. |
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DALL’ALBUM DEI
RICORDI
Ricordo con piacere, ma senza nessuna
nostalgia, le ore del mattino o della sera, passate
pescando nel modo tradizionale la carpa, in Primavera e
nel tardo Autunno, quando il freddo intenso mi penetrava
nelle ossa e le mani intirizzite dal freddo mi
impedivano di manovrare i mulinelli. Iniziando la
tecnica del carpfishing per i primi anni le cose non
migliorarono molto; infatti non disponevo della tenda e
di un lettino, passando molte notti sotto un semplice
ombrellone, dormendo “all’addiaccio”, ma fare più di una
notte era pura utopia. Ora, grazie alle innovazioni
tecnologiche apportate dalle aziende del settore,
abbiamo a disposizione tutto ciò che è indispensabile
per salvaguardare la salute e abbiamo la possibilità di
effettuare lunghe sessioni di pesca. Chi non appende le
canne al chiodo neanche con il freddo più intenso, può
andare comunque incontro a situazioni che ci mettono a
dura prova. Di ricordi particolari ne ho tanti: come
dimenticare il lago di Ripasottile completamente
ghiacciato, quando ho dovuto attendere l’aiuto di un
amico che grazie ad una barca in ferro con motore, mi ha
tolto da una situazione molto imbarazzante in quanto mi
trovavo su un palchetto di legno, senza possibili “vie
di fuga” con temperatura abbondantemente sotto lo zero.
Anche lo scorso Anno, nel mese di Novembre, quando mi
trovavo in Romania con Mantovani, ho passato momenti
“indimenticabili”. Durante la nostra permanenza, una
corrente d’aria fredda proveniente dai Balcani, durante
la notte, porto la neve e fece precipitare la
temperatura oltre i 20° sotto lo zero. Risultato:
segnalatori e mulinelli bloccati, lenze completamente
ghiacciate sul corpo delle canne e cimini completamente
bloccati dal ghiaccio. Fortunatamente, la conoscenza del
posto da parte di Massimo, non ci ha tolto impreparati
ed eravamo ben equipaggiati, altrimenti, trovandoci
molto distanti dall’hotel Raduta, non so se avremmo
superato indenni la notte. |
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PERCHE’ PESCARE IN INVERNO
Con l’inizio
dell’inverno, la disponibilità del cibo naturale scende
vertiginosamente. E’ proprio per questo che spesso
l’attenzione delle nostre carpe si focalizza quasi
esclusivamente verso il cibo introdotto in acqua dai
pescatori. Questo potrà sembrare normale per molti pesci
che normalmente apprezzano le nostre esche durante tutto
l’arco dell’anno, ma non lo è per pesci che abbassano i
loro freni inibitori nei confronti delle nostre esche
solo quando la presenza di cibo naturale sul fondo è
quasi nulla. Per noi carpisti tutto ciò si fa più
interessante perchè molto spesso i pesci di cui parliamo
sono proprio gli esemplari di taglia più grande. C’è da
ricordare inoltre che le carpe sono animali a sangue
freddo e quindi con l’inizio dell’inverno si fa più
grande che mai il bisogno di accumulare cibo per il
periodo di dormienza invernale. Oltre al cibo naturale,
si riduce drasticamente l’azione di disturbo dei piccoli
ciprinidi (carpette, tinche, carassi) di conseguenza
aumentano notevolmente le possibilità di selezionare il
pesce. Un altro fattore da non trascurare è che il
numero di carpisti presenti sulle sponde è molto
ridotto, da ciò ne consegue una minore pressione di
pesca e questo elimina il rischio che possa finire
troppa pastura in acqua vicino il nostro hot-spot.
Questi sono tutti fattori determinanti al fine dei
nostri risultati e molte volte ci permettono di
catturare carpe che durante le altre stagioni non si
lasciano ingannare dalle nostre insidie. E’ anche il
momento buono per battere il proprio record personale in
quanto, dopo il “pieno” Autunnale per immagazzinare i
grassi per l’Inverno, le carpe avranno raggiunto il
massimo del peso corporeo e recuperato quello che per
ovvi motivi avevano perso durante il periodo della
deposizione delle uova (Aprile-Luglio asseconda della
posizione geografica e della temperatura di una
determinata acqua). Ecco allora che l’Inverno diventa la
stagione preferita per alcuni pescatori incalliti che
danno sfogo alla loro grande passione per il
carpfishing, nonostante tutte le complicazioni che la
stagione fredda comporta. |
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QUALI ACQUE SCEGLIERE
Le carpe hanno una
grande capacità di adattamento all’elemento liquido nel
quale vivono e si comportano in maniera differente se
nuotano in cave, canali, lanche, fiumi, laghi profondi
e laghi di pianura. Se ad esempio prendiamo in esame i
laghi vulcanici dell’Italia centrale con profondità
importanti, (Bracciano, Bolsena, Albano) questi, restano
abbastanza caldi anche in Inverno. In pratica il grande
volume d’acqua funge da tampone termico e la temperatura
difficilmente scende sotto i 10 12 gradi. Questo
permette alle carpe di restare molto attive e di trovare
forme di alimento naturale anche nei mesi freddi. Nei
canali, in cave poco profonde e nei laghi di pianura i
primi freddi Autunnali causano già un brusco calo della
temperatura che in pieno Inverno si abbassa
ulteriormente ed in caso di freddo intenso le loro acque
arrivano anche a gelare. Mi sembra ovvio quindi non
generalizzare, quando si tratta di dare dei consigli
sulla pesca in Inverno. Ad esempio, un vento di
tramontana che dura più giorni può “collassare” acque
poco profonde, raffreddandole in poco tempo, rendendole
improduttive soprattutto sulla sponda battuta dal vento.
Nei laghi con profondità importanti al contrario, può
essere molto redditizio pescare sulle rive battute dal
vento. Molti sanno quanto sia produttivo pescare con il
vento di tramontana in faccia, nella zona denominata lo
spiaggione sul lago di Bolsena, o sulla zona di Vigna di
Valle sul lago di Bracciano. |
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ALCUNE REGOLE PER NON FALLIRE IN INVERNO
CON QUALI ESCHE?
Prima di organizzare sessioni Invernali,
ci sono molti parametri da prendere in esame, per non
rischiare di passare fredde notti e giornate con
pochissime possibilità di riuscire nei nostri intenti.
E’ oramai risaputo che è infruttuoso iniziare campagne
di pasturazione con il freddo intenso, questo ci impone
di abituare il pesce alle nostre esche iniziando a
preparare il posto dall’Autunno. In pieno Inverno le
mangiate caleranno in modo vertiginoso, in parallelo con
il calo della temperatura, ma mai come in questo periodo
vale il detto “poche ma buone”. Infatti le piccole,
rispetto alle grandi hanno bisogno di un minore apporto
nutrizionale e non sarà come gli altri periodi, durante
i quali le grosse molto più lente e solitarie, faranno
fatica ad arrivare sui nostri inneschi. Comunque, anche
per quanto riguarda le esche, scartando a priori le
ready made economiche, non esiste un mix o una ready
made che prenda più di un’ altra, perché palline che
sono ottime per un tipo di acqua, potrebbero non esserlo
per altre. Personalmente, pescando in ambienti naturali,
la mia scelta va su boilie o mix con buona percentuale
di farina di pesce, mentre in altri ambienti,
soprattutto se non ho possibilità di effettuare
pasturazioni preventive, la mia scelta và su esche più
attrattive e digeribili; (ready made e mix) senza la
presenza di farina di pesce, con una netta preferenza
per i Birdfood con presenza di Robin Red. Anche le
pellets in Inverno svolgono un ruolo molto importante:
hanno un grande potere attrattivo e con esse non
rischiamo di saturare il posto con troppa pastura sul
fondo. Calare i propri inganni con un sacchetto in PVA
riempito con pellets, è molto spesso la carta vincente
in acque fredde. |
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NON INIZIARE
CAMPAGNE DI PASTURAZIONE IN INVERNO
Una delle componenti fondamentali per
riuscire a catturare in Inverno è la pasturazione preventiva.
Possibilmente, questa dovrebbe iniziare in Autunno, per abituare le
carpe a conoscere e ricercare le nostre esche. In Autunno le carpe sono
in continuo movimento alla ricerca di cibo, quindi possiamo pasturare
vaste aree per abituare a mangiare il pesce in zona. Andando verso
l’Inverno avremo un graduale abbassamento della temperatura e potremo
limitare la pasturazione solo nei settori ristretti dove pescheremo.
L’appetito della carpa, che è un animale a sangue freddo, dipende
essenzialmente dalla temperatura dell’acqua, più questa è bassa, più si
riducono i tempi di digestione. Per questo motivo, pasturando, dovremo
cercare di non esagerare con i quantitativi di esche, riducendole in
base all’Inverno più o meno rigido. Dobbiamo considerare che con una
temperatura dell’acqua di 25°, i tempi di digestione della carpa sono di
circa 4 ore, mentre con una di 8° sono di circa 20 ore. |
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SCEGLIERE ACQUE CON CONTINUA PRESSIONE DI PESCA
Se non abbiamo la
possibilità di preparare la posta in anticipo, dovremo
tentare nelle acque più conosciute, dove c’è una
permanenza continua di carpisti. Qui le carpe sono già
abituate alle esche artificiali e rimarranno attive
anche con i freddi più intensi. Una decina di anni fa
catturai una carpa sul Pusiano con la superficie del
lago completamente ghiacciata. Ero in compagnia di
Roberto Di Battista, lui rompeva il ghiaccio con un remo
e io avanzavo lentamente con la lenza sull’apertura da
lui creata. Pusiano, Endine, Bolsena, Varese, Annone,
Bracciano, Albano, per citare i più conosciuti, sono
laghi da prendere in seria considerazione anche in pieno
Inverno. |
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RICERCARE
POSTI DI STAZIONAMENTO E ALIMENTAZIONE
Considerando che con la temperatura dell’acqua molto bassa, le carpe
limitano al minimo gli spostamenti, dovremo evitare i posti di
passaggio, molto buoni in altri periodi durante i quali le carpe sono in
continuo movimento. I settori da ricercare saranno i posti di
stazionamento, cioè buche profonde in un fondale piatto, o ostacoli di
vario genere: legnaie, alberi sommersi, e grandi sassi sommersi, fitti
canneti, ecc, dove le carpe trovano una sorta di protezione e qualche
residuo di cibo naturale. Anche le pareti rocciose, presenti soprattutto
in molti laghi artificiali, mantenendo la temperatura dell’acqua più
gradevole, sono ottimi spot per tentare le carpe. |
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EVITARE ENTRATE DI
ACQUA FREDDA
Nella maggior parte dei casi, al
contrario dell’Estate, bisogna evitare di pescare nei pressi di zone
dove entra acqua fredda: ruscelli, rii, canali, fiumi ecc. Questa regola
vale soprattutto nei casi in cui entra molta acqua di neve. La
temperatura dell’acqua in queste zone, di solito è di qualche grado
inferiore alle altre porzioni del bacino, questo causa lo spostamento
delle carpe in zone di maggiore conforto. |
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UTILIZZARE MONTAGGI
DISCRETI
Di terminali idonei per pescare in
Inverno ne abbiamo parlato per Anni. Anche per questa scelta non si può
generalizzare. Le stagioni sono cambiate e anche le carpe si adattano ai
cambiamenti atmosferici. L’ultimo Inverno è da prendere come esempio: è
stato particolarmente mite e anche i piccoli esemplari, compresa la
minutaglia, sono rimasti attivi. Questo ci ha imposto di usare terminali
ed esche che solitamente utilizziamo nei periodi di maggiore attività
dei pesci. Comunque, in linea generale è consigliabile utilizzare ami
più piccoli, ai quali di conseguenza adatteremo gli inneschi
appropriati, in alcuni casi riducendo il loro peso specifico, innescando
pop-up o un doppio innesco ad omino di neve. Le carpe aspirano più
lentamente e un innesco più leggero viene portato in bocca con maggiore
facilità. Le ridotte dimensioni dell’amo ed il relativo minore spessore
del corpo, gli permettono una più facile penetrazione all’interno della
bocca. A tal proposito, quando le condizioni del fondale lo permettono,
è una buona regola anche accorciare leggermente la lunghezza dei finali.
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ATTREZZARSI PER LA
STAGIONE FREDDA
Pescare nella stagione fredda vuol
dire prepararsi ad affrontare tutte le varie condizioni climatiche, per
questo non bisogna mai lasciare nulla al caso, prima di avventurarci
nelle nostre battute di pesca, soprattutto nei casi in cui peschiamo in
zone che non si possono raggiungere con la macchina. La stagione estiva,
durante la quale molti carpisti (soprattutto principianti) si adattano
alla meno peggio, con attrezzature un po’ ortodosse è lontana, in
Inverno occorre equipaggiarsi con materiali idonei ad affrontare le
basse temperature. Bisogna utilizzare una robusta tenda a doppio telo,
un buon sacco a pelo invernale, una tuta termica e una lampada a gas o
una stufetta che ci permetta di scaldarci dopo una cattura, insomma,
nulla deve essere lasciato al caso per non compromettere la nostra
salute e per non trasformare la gioia di pescare in sofferenza. |
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IN DUE TUTTO DIVENTA
PIU’ SEMPLICE
In questo periodo
diventa fondamentale anche la presenza di un “affiatato”compagno di
pesca, le ore notturne sono lunghe, le partenze arrivano molto spesso
durante la notte ed avere un amico con il quale condividere tutto e con
questo intendo: alternarsi le partenze, passarsi la giacca dopo una
ferrata, accendere una lampada quando si rientra in barca dopo una
cattura ecc .. sono tutte cose che in due riescono meglio.
L’inverno è senza ombra di dubbio la
stagione più dura per gli amanti della nostra tecnica, alcune acque
arrivano a ghiacciare, molte volte si pesca in condizioni di tempo
proibitive, vento, acqua, neve, segnalatori bloccati dal ghiaccio, le
partenze si riducono notevolmente, ma a volte basta un solo pesce (a
prescindere dalle sue dimensioni) per ripagarci degli sforzi sostenuti.
E poi pescare durante questo periodo, ci dà l’opportunità di vedere
immagini paesaggistiche straordinarie alle quali non eravamo abituati
con la tradizionale pesca alla carpa, pensiamo alla bellezza delle
sponde innevate e alla nostra tenda ricoperta completamente da una
coltre bianca; che emozioni sa regalarci la pesca invernale. |
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TERMINALI
Anche per ciò che riguarda i
terminali, molto dipenderà dalla pressione di pesca su una data acqua,
dalla presenza di altre specie di disturbo e soprattutto se siamo in
presenza di un Inverno mite o rigido. In linea generale io prediligo
usare inneschi con boilie che vanno dai 14 ad un massimo di 20 mm. E’
ovvio che in caso di Inverni non Inverni come quello dello scorso Anno,
durante il quale anche la minutaglia era molto attiva, (carpette,
cavedani, carassi ecc) la mia scelta non è andata al disotto dei 20 mm.
Al contrario; in caso di Inverni molto rigidi, durante i quali, la carpa
riduce drasticamente gli spostamenti, il fabbisogno alimentare e la
minutaglia è inattiva, preferisco innescare palline di piccolo diametro,
coniugate con ami di piccole dimensioni. Solitamente abbino un’esca di
14 mm ad un amo del numero 6/8 a seconda della sua forma. Questo
permette alle carpe di aspirare più facilmente l’insieme e molto spesso,
vengono allamate più in profondità, in una zona molto più morbida,
rispetto alle labbra. Per lo stesso motivo, amo usare esche di peso
molto ridotto o neutro; per questo almeno due canne sono posizionate con
un omino di neve, in modo che la pop-up annulli il peso dell’affondante
e con una galleggiante bilanciata in modo perfetto, tanto da annullare
anche il peso dell’amo. Non sono un’amante dei materiali rigidi, (che a
parte per il whity pool rig dove per un perfetto funzionamento non è
necessaria la rotazione dell’esca per allamare correttamente;) e
svolgendo quasi sempre la mia azione di pesca depositando i terminali
con la barca, li utilizzo molto raramente. Bisogna comunque riconoscere
che in caso di pesca al lancio, i materiali rigidi (Stiff,
Monofluorocarbon) diminuiscono i rischi di grovigli e permettono di
allamare più facilmente il pesce, però secondo me non li allamano sempre
nel punto giusto e la slamata è sovente “dietro l’angolo”. |
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ESCHE
Personalmente non sono un cultore
degli aromi, tantomeno li utilizzo in base ai solventi con i quali sono
concepiti, quindi che siano in olio, glicole o alcool, secondo me,
(anche se mi scontrerò con molti di avviso diverso) non fa nessuna
differenza, in quanto in acqua fredda si comportano tutti nella stessa
maniera. Io non dico assolutamente di non utilizzarli, anche se è da
dimostrare che la carpa riesca a riconoscere la fragola da una banana,
dall’anas ecc. ecc. Mais secco, tiger nut secche, ghiande, castagne ecc
non hanno aromi eppure mi sembra che le carpe ne vadano matte, o
sbaglio? Quando vedo quei disegnini con freccette che sparano verso
l’alto, lateralmente, o a formare “un’aureola”, in base alla loro
composizione, mi cadono letteralmente le braccia, comunque, anche se non
le condivido, rispetto le idee degli altri, del resto, in una tecnica
così complessa e difficile, se la pensassimo tutti nella stessa maniera,
sarebbe la fine. Per quanto riguarda la parte liquida, la mia
precedenza, và su amminoacidi e vitamine, che oltre a garantire una
buona crescita delle carpe gli permettono di aumentare le difese
immunitarie. In linea generale, la componente principale alla quale
rivolgo la massima attenzione, è la composizione del mix. Se devo
affrontare ambienti con poca pressione di pesca, senza pasturazioni
preventive e per pescate rapide, scelgo un mix molto attrattivo, che
deve “dare tutto” in breve tempo. Se invece ho la possibilità di fare
pasturazioni preventive per lunghe sessioni di pesca, scelgo tipi di mix
concepiti con buona percentuale di farine di pesce e di carne per
condizionare le carpe ed incitarle a mangiare quotidianamente le mie
esche. |
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PRINCIPIANTI
Molto spesso il principiante, oltre
alla poca esperienza, non ha neanche la possibilità di visionare un
posto alla ricerca di zone buone, in quanto non ha la barca. Questo
comunque non deve rappresentare un problema in quanto in Inghilterra
dove i grandi laghi sono pura utopia, è vietato usare natanti (a meno
che si tratti di acque private) eppure le carpe vengono catturate con
continuità. Ecco, io partirei proprio da questo esempio, per consigliare
ambienti piccoli, (cave e canali in primis) dove è molto più facile
entrare in contatto con i pesci, piuttosto che andare in grandi laghi e
lanciare a caso. Negli ambienti piccoli è molto più facile trovare punti
di riferimento: è assai più semplice vedere dove saltano, trovare
scalini e buche con il plumbing, zone con canneto in acqua, che
solitamente nascondono forme di cibo naturale anche con il freddo,
alberi caduti in acqua, dove le carpe amano stazionare, in quanto oltre
alla possibilità di alimentarsi, trovano una forma di protezione ecc.
ecc. Se poi, abbiamo la possibilità di preparare il posto in anticipo, o
sappiamo che viene pescato con una certa regolarità, il gioco si fa
ancora più semplice, perché le carpe sono già abituate alle nostre
esche. |
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