Esche naturali
 

Ogni anno che passa le nostre carpe, continuamente soggette a forti pressioni di pesca, diventano sempre più sospettose nei confronti delle esche utilizzate normalmente dai carpisti, le boilie, il mais, le tiger nut ecc...

Quindi spesso ci si trova di fronte a sessioni di pesca negative e quasi sempre l'unico pensiero che ci passa per la testa è che un cappotto ogni tanto è normale.

Sicuramente il discorso fila, capita sovente di tornare a casa senza avere sentito il suono dell'avvisatore, soprattutto nei periodi invernali e durante la stagione primaverile. Ma siamo proprio sicuri che il cappotto non si poteva evitare?

La scelta del posto, l'esca utilizzata, la profondità della posa dei terminali ecc.., sono certamente fattori che possono influenzare la pesca in ogni situazione. Ma in particolar modo le solite esche possono condizionare ancora di più le nostre catture. Ecco che allora la scelta di nuove esche, o per meglio dire vecchie come il mondo, potrebbero portare qualche pesce in più dentro al guadino.

Vediamo come possiamo utilizzare alcune di esse, rispettandone, se possibile, la naturale presentazione in acqua.

 

Il lombrico

Il lombrico è un anellide appartenente alla sottoclasse dei bischeroni  I lombrichi strisciano nel terreno, inghiottendo il terriccio e digerendone le componenti organiche. Per questa ragione svolgono un ruolo molto importante nell’aerazione dei terreni e nella formazione dell’humus. Sul lato superiore del canale digerente è presente una doccia, detta tiflosole, che permette un miglior rimescolamento del terriccio e fornisce una superficie maggiore per l’assorbimento delle sostanze nutritive. I lombrichi sono ermafroditi insufficienti. Gli apparati riproduttori maschili e femminili si trovano in segmenti diversi. Un ispessimento detto clitello, ricco di ghiandole mucipare, permette l’adesione dei due individui, che si accoppiano disponendosi in versi opposti. Questo è quanto riporta Wikipedia.

 

Accoppiamento tra lombrichi

 

L'esca in questione è sicuramente poco selettiva, dato che quasi tutti i pesci ne sono ghiotti. Facile da reperire, se si esclude la stagione calda quando si rintana in profondità. Basta munirsi di una zappetta, trovare un posto ombreggiato e umido e il gioco è fatto. Altrimenti si possono acquistare presso un qualsiasi negozio di pesca. La cosa più importante nell'utilizzo di questa esca è la presentazione. Consiglio vivamente di usare un terminale a più capelli, il medusa rig, dove per ogni capello andremo a  infilzare, purtroppo, uno dei nostri lombrichi. Bene tenere una parte del verme fuori dal capello in modo che esso possa muoversi più liberamente. Sicuramente molti pesci saranno attratti dalla nostra esca. Ma se usato in quei periodi neri, come ad esempio in inverno o inizio primavera sicuramente darà qualche soddisfazione. Inutile dire che usarlo come pastura è un poco difficile,  ma se impastato a farine che comunemente usiamo per preparare le pallette da lanciare con la fionda, non ci darà nessun problema. Altro inconveniente capita quando vogliamo lanciare a notevole distanza. Il lancio, se molto potente, potrebbe rovinare l'innesco e quindi è conveniente, per raggiungere grandi distanze, utilizzare una imbarcazione.

Altro problema di questa esca è il mantenimento. Essendo viva non la possiamo lasciare per molto tempo senza alimentarla. Ho letto che basta aggiungere ogni tanto un poco di zucchero e terra nuova che essa si mantiene anche per lungo tempo.

Poi se vogliamo farlo apparire "bello" ed invitante agli occhi del pesce, basta, qualche ora prima di innescarlo, metterlo dentro ad un contenitore con del muschio, quello che si utilizza normalmente per fare il Presepe di Natale. Risulterà brillante come nuovo.

Chiaramente questi accorgimenti sono validi quando ancora il verme non è compromesso. Soprattutto con la stagione estiva e il gran caldo, soffre più che mai. Conviene conservarlo in un luogo umido e ben arieggiato. Una cantina andrebbe benissimo. Controllate comunque sempre prima di partire lo stato dei vostri lombrichi in modo da non ritrovarvi con un barattolo contenente solamente terra.

 

Il gambero

Il gambero nostrano d'acqua dolce sta scomparendo dalle nostre acque a causa di un antagonista importato dall'america e conosciuto come gambero killer. Essendo quest'ultimo più aggressivo rispetto al nostro bonaccione e mite crostaceo, è riuscito negli ultimi anni a moltiplicarsi a tal punto da invadere quasi tutti i laghi e i fiumi del nostro paese. Essendo molto adattabile ai più svariati tipi di habitat acquatici, anche molto inquinati, non ha rivali sotto tutti i punti di vista.

 

Gambero comune

 

La specie è onnivora e molto vorace e sta creando disastri soprattutto nei corsi d'acqua e stagni minori, a causa del precario equilibrio ecologico di questi piccoli ambienti. Inoltre, scava delle profonde gallerie compromettendo gli argini dei fiumi. Addirittura, riesce a vivere per ore fuori dal suo ambiente. Se vicino alle acque dove esso vive esistono coltivazioni, riesce persino a distruggere i raccolti tanto sudati dai contadini. Il problema è quasi mondiale, ad esclusione dell'Australia e del continente Antartico. Comunque, essendo molto prelibato, è usato per l'alimentazione.

 

Gambero killer

 

Quindi nulla vieta di appenderlo ad un hair rig. In effetti le carpe si cibano di crostacei, e penso che un bel succulento gamberetto non possa altro che far piacere ai nostri amati ciprinidi.

Vediamo il sistema migliore per innescarlo. Alcuni carpisti tranciano le zampette e la testa e passano il capello dentro la robusta corazza. Altri lo lasciano integro. Penso che in tutte e due i casi sia corretto, anche se non nascondo che la seconda soluzione mi attrae di più. Allo stato naturale, la carpa certamente non trova il gambero pulito, quindi visto che in questo articolo si parla di esche naturali perchè non innescare il gambero come natura l'ha creato.

So per certo che grossi esemplari di carpe sono usciti dall'acqua grazie a questa esca, tanto che sempre più spesso vedo gente impegnata alla cattura di questi crostacei proprio per metterli sul terminale.

Per raccattare un gambero basta procurarsi una piccola nassa e inserire al suo interno una sarda. Se i gamberi ci sono non tarderanno ad entrare nella trappola.

 

La cozza d'acqua dolce

Chi pesca in zone tipo il fiume Ombrone o meglio ancora il canale di Ostellato si sarà trovato di fronte a cozze di grosse dimensioni. Il canale Ferrarese è addirittura letteralmente tappezzato vicino alle sponde per una larghezza di almeno 4 - 5 metri. Le dimensioni sono notevoli e all'interno di queste "padelle" si nasconde un boccone prelibato per le carpe.

 

Alcune cozze sul fondale di un fiume

 

Esse infatti riescono a frantumarle e ad estrarne il contenuto. Se vogliamo utilizzarle come innesco conviene mettere il "boccone" all'interno di una calza. Anche perchè la carne del mollusco è particolarmente delicata e quindi non adatta ad essere innescata direttamente sul capello. Così facendo l'esca risulta perfetta e allo stesso tempo si può lanciare senza nessun problema.

 

Un bel boccone realizzato con una cozza

 

Il bigattino

Perchè non utilizzare come esca naturale anche il "bachino". Certamente anche in questo tipo di innesco avremo problemi di selezione del pesce. Il bigattino infatti è l'esca che tutti i pesci conoscono e adorano. Il problema è come fissarlo sul capello. Consiglio di adottare una soluzione più che valida, incollarli su una boilie per un innesco affondante o su una palletta di sughero o spugnetta per realizzare un innesco pop up.

Ci vuole pazienza, e con l'aiuto di una colla acrilica riusciremo nell'intento. Penso che alla fine ci ritroveremo un'esca molto catturante, da utilizzare nei momenti più difficili. 

 

Bigattini incollati su una pop up

 

In ogni caso bisogna comunque ricordarci che il cappotto è sempre li che ci aspetta. Quindi anche esche come quelle sopra descritte non ci salveranno da giornate "storte". Il fattore "Q" è sempre il fattore più importante, anche nella pesca.