Il cigno di...  Carola                                                                                     Luciano e Carola
 

Endine 12/05/2007, il sole comincia a sorgere, i canneti assumono il loro classico colore paglierino, una lieve coltre di umidità si alza dallo specchio d’acqua, il cinguettio degli uccelli, qualche rana che gracida e lo scricchiolio di un roditore la fanno da padroni.
Una situazione ben nota a noi carpisti, in una parola… magica.
All’improvviso l’incantesimo si dissolve nell’udire un urlo “papà un cigno”, apro gli occhi ancora stordito. Vedo quel magnifico animale volare, si posa proprio di fronte alla nostra postazione, alzo lo sguardo e vedo mia figlia con un’espressione esterefatta, quasi incantata, nel guardare quella scena come se volesse cogliere ogni particolare di quel momento quasi irreale.
Vi assicuro che nonostante un risveglio cosi brusco, vedere vostro figlio cosi preso da una situazione simile e soprattutto con voi in un mondo che è sempre stato solo vostro è come toccare il celo con un dito.
Carola ha otto anni, pesca con me da circa due, ha la curiosità di ogni bambino e come la maggior parte di essi vuole tutto e subito, anche se nella nostra passione non è poi cosi facile.
Da circa un anno partecipa con me ed il mio compagno di

pesca a qualsiasi tipo di sessione, diurne, notturne e di più giorni, con la massima tranquillità e interesse.

Non ve lo nascondo ci vuole tanta pazienza con i bimbi e molto impegno anche da parte nostra, ma poi col tempo si raggiungono delle bellissime soddisfazioni. Questo è un modo diverso di vivere la nostra passione, dove bisogna pensare al plurale in funzione a loro , ai loro bisogni , perché no ai loro capricci, modi diversi di pensare dal nostro accompagnandoli negli sbagli e facendoli sbagliare se ce n’è la necessità. Con grandissima pazienza e costanza avremo al nostro fianco un baby Carpista. L’universo bimbo è enorme, tanti caratteri, abitudini, personalità. Sarà vero ?

 

Carola e Luciano


Proviamo ad abbassarci noi al loro essere e forse ci seguiranno. Come tutti ben sappiamo i bambini , non sono mai stanchi, non stanno mai fermi, ed ad un certo punto è il disastro. Cerchiamo per esperienza personale di non arrivare mai a quel limite, portiamoli in pesca con noi rispettando i loro limiti, una canna fissa due bigattini, aiutiamoli a pescare quattro gobbetti e facciamoli sentire come se avesse preso una big carp, state tranquilli che il giorno dopo vi chiederanno di portarli in pesca.

 

Carola in azione

 

Non avete timore portateli sempre con voi durante i sopraluoghi, in un posto nuovo, fateli partecipe di qualsiasi cosa, però a patto che tutto le venga spiegato a grandezza di gnomo. Se dovessi pensare quante boiles anno mangiato i topi, anziché i pesci, quante parrucche ho snodato e piombi ho perso mentre mia figlia imparava mi viene da piangere.
Non preoccupatevi saranno loro se tutto è armonico a venire verso l’universo “pescioni “.
 

Gli amici di Carola

 

Se si parla di bambini un po’ più grandi tutto cambia un carpodromo è quello che fa per voi, carpe piccole, partenze multiple, da stancarsi, loro non si stancano e intanto imparano, ferrate, slamate, parrucche, lanci sbagliati, è come essere al parco giochi, intanto loro imparano.

 

Alice, la pescatrice più piccola


Ora non vi resta che cominciare a pensare come e quando provare.