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Tiger nut |
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Personalmente ho scoperto le tiger nut da circa 15 anni. Fino ad allora
non sapevo neanche della loro esistenza in quanto in Italia per quanto
mi risulta non erano importate e non si conosceva il loro utilizzo. Con
la nascita del carpfishing ed i contatti con i carpisti del Nord Europa,
anche nel nostro paese abbiamo imparato ad apprezzare il loro grande
potere adescante che hanno verso le carpe. Mà prima di parlare del loro
utilizzo in pesca è bene fare un piccolo accenno sulla loro coltura. Le
tiger nut (noix tigree) non sono dei frutti secchi come lascerebbero
pensare, ma sono piccoli tuberi conosciuti per i grossi benefici che
apportano alla salute. La loro coltura viene fatta in terreni sabbiosi
con un clima dolce, come la zona di Valencia situata sulla costa
Mediterranea Spagnola che è la zona ideale per la produzione di tiger
della migliore qualità. Si piantano nei mesi di Aprile/Maggio, vanno
irrigate settimanalmente fino alla loro raccolta che avviene nei mesi
Novembre/Dicembre. |
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In Italia sono conosciute per il loro utilizzo per la pesca
delle carpe, ma nel loro paese di origine hanno altri interessi
commerciali. Con esse viene fatta l’orzata che non è altro che un latte
alternativo a quello di vacca e di soia. E’ una bevanda molto popolare
in Spagna, molto nutritiva con un alto contenuto energetico, ricco di
minerali e vitamine. Con esse viene ricavata la farina di tiger dal
sapore molto dolce ed ideale per essere utilizzata nella produzione
dolciaria. Sono usate anche per produrre olio di ottima qualità. Sono
utilizzate anche nel campo della medicina, grazie alle particolari
proprietà digestive che ne richiedono l’impiego come terapia per curare
problemi di stomaco ed intestino.
Le loro proprietà sono le seguenti:
26% GRASSI
21% GLUCOSIO
12% FIBRE
6% PROTEINE
31% AMIDO |
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Dal punto di vista nutrizionale non hanno un grande valore proteico, ma
in compenso la percentuale di grassi e amido è molto elevata. Sono anche
meno interessanti rispetto ad altri tipi di granaglie più complete dal
punto di vista nutritivo, ma la loro alta percentuale di zuccheri le
rende molto apprezzate dalle carpe. Da qualche anno abbiamo fatto la
conoscenza anche delle black tiger, che rispetto alle tradizionali sono
di colore nero ed hanno una maggiore percentuale di zucchero. Queste
sono tuberi selvaggi di una specie commestibile originarie dell’Africa.
Da pochi anni anche questa specie viene prodotta in Spagna. Il loro
costo con l’aumento della concorrenza si è abbassato notevolmente
rispetto ai primi anni in cui per un kg di tiger occorreva spendere
dalle vecchie 15000 alle 20000 lire. Ora il loro costo và dai 2 ai 4
euro. Questa differenza di prezzo non è dettata dalla qualità del
prodotto, ma dalla maggiore domanda che noi carpisti facciamo verso i
negozianti, (ed indirettamente verso i produttori) per i grani di grosso
diametro. Questi ci permettono un’infinità di soluzioni di innesco,
dalla classica affondante, alle pop-up, alle bilanciate ecc. ecc.
Un’ottima soluzione è anche quella di innescarle “pelate”, togliendo la
buccia esterna, questa operazione aumenta notevolmente il richiamo
olfattivo verso le carpe, senza compromettere la resistenza dell’esca in
fase di pesca. |
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VANTAGGI
Hanno maggiore selettività rispetto alle boilies, in
ambienti ricchi di tinche, cavedani, carassi e breme.
La presenza di queste specie non ci permette di svolgere
una corretta azione di pesca in quanto molto spesso
spazzano via in poco tempo la nostra pasturazione
preventiva destinata alle carpe e mettono fuori pesca i
nostri terminali innescati con le boilies. Non è mai
piacevole recuperare le canne ed accorgersi di pescare
con il capello disinnescato. |
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Permettono di rimanere in pesca per tempi maggiori in
ambienti con alta presenza di gamberi ed uccelli
acquatici. Il problema dei gamberi non è da
sottovalutare, infatti molti nostri bacini sono
infestati di questi crostacei che in alcuni casi rendono
l’azione di pesca quasi impossibile se non si adottano
dei particolari accorgimenti. Uno di questi è proprio
l’utilizzo delle tiger che grazie alla loro consistenza,
rendono la vita difficile anche ai gamberi. Nei casi in
cui peschiamo in ambienti con forte presenza di uccelli
acquatici in acque poco profonde (sotto i 3 metri)
questi spazzano via la nostra pasturazione preventiva a
base di boilies e granaglie varie e mettono fuori pesca
i terminali, ciò avviene soprattutto nel periodo
invernale quando anche per gli uccelli aumentano le
difficoltà per il reperimento del cibo. Negli anni
scorsi, quando pescavo molto nel lago Lungo ed in
quello di Ripasottile, dove la concentrazione di uccelli
è molto elevata, molto spesso, soprattutto in inverno mi
vedevo costretto a pasturare con le boilie e ad
innescare grosse tiger nut per avere la certezza di
essere correttamente in pesca. Ogni qual volta innescavo
le boilie, rischiavo di ritrovare il capello privo di
innesco soprattutto se utilizzavo esche di colore vivace
(pineapple di colore giallo o tecnispice di colore
arancione). L’utilizzo di tiger nut in abbinamento agli
altri tipi di esche, ci dà maggiori garanzie nella fase
della pasturazione preventiva, in quanto gli uccelli non
riescono a mangiarle per la loro durezza e le trovano
con maggiori difficoltà, in quanto poco visibili per il
loro colore molto simile a quello della maggior parte
dei fondali lacustri. In ambienti sottoposti ad una
forte pressione di pesca dove le carpe conoscono molto
bene le boilies, le tiger nut sono un’ottima alternativa
a cui le nostre amiche non sono abituate. |
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Una volta ingerite, vengono triturate dai denti faringei che
non riescono a “macinarle” completamente, infatti
vengono rifatte dalle carpe a piccoli pezzettini che
vanno a loro volta a creare una sorta di ripasturazione
nella zona dove vanno a cadere i loro escrementi. Nei
casi in cui andiamo ad affrontare ambienti vergini in
cui le boilies “fanno fatica” ad essere accettate dalle
carpe, le tiger danno risultati molto più immediati, a
causa del loro contenuto molto dolciastro. La prima
volta che le ho utilizzate senza avere avuto
l‘opportunità di fare una pasturazione preventiva, mi
hanno permesso di vincere una gara, (organizzata
dall’amico Gigi Negri nel lago di Polverina) quando le
boilies non mi stavano dando i risultati sperati. |
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Altri momenti in cui mi hanno molto spesso permesso di
risolvere a mio favore battute di pesca altrimenti destinate al
cappotto, è stato nel periodo in cui le carpe erano prossime alla frega.
In questa fase ho notato che molto spesso le nostre amiche rifiutano le
nostre palline profumate a favore delle granaglie, tiger in primis. Un
altro dei maggiori vantaggi che hanno le tiger rispetto alle boilies è
la loro maggiore facilità nella fase della preparazione e la maggiore
semplicità di conservazione. Dopo la fase di preparazione arrivano a
triplicare il loro volume, rispetto al prodotto secco che acquistiamo in
negozio. |
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SVANTAGGI
Le tiger nut nella maggior parte dei casi, aumentano le
nostre possibilità di cattura, ma in alcuni casi se non vengono
utilizzate con molta parsimonia, possono sortire l’effetto contrario.
Fanno la differenza in ambienti nei quali non vengono usate in grossi
quantitativi e dove non sono usate dalla maggior parte dei carpisti
presenti. Infatti se usate in quantità eccessive e per periodi
prolungati nel tempo perdono la loro efficacia in pesca e vengono
ignorate dalle carpe a causa del loro scarso apporto proteico.
In questo caso dobbiamo evitare di utilizzarle (o ridurre le quantità)
per la pasturazione preventiva, ma possiamo continuare ad innescarle per
lasciare i nostri terminali in pesca con maggiore fiducia quando si
presenta il problema dei gamberi, degli uccelli acquatici e di piccoli
ciprinidi. Altro motivo che ne sconsiglia un eccessivo uso è dato dalla
loro scarsa digeribilità. La loro particolare durezza e la loro rugosità
non permette ai denti faringei di “triturarle” completamente, questo può
causare l’infiammazione del foro anale e dell’intestino nelle carpe che
ne ingeriscono grossi quantitativi. Personalmente non oltrepasso mai un
chilogrammo per ogni pasturazione preventiva e durante l’azione di pesca
non oltrepasso mai l’etto per ogni canna. |
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PREPARAZIONE
Prendiamo un contenitore e mettiamo al suo interno un kg di
tiger.
Mettiamo al suo interno anche un etto di zucchero, questo
favorisce un più rapido processo della fermentazione dei grani. |
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Versiamo una quantità di acqua bollente sufficiente a
ricoprire completamente il contenuto e lasciamo riposare il tutto per
almeno 24 ore. In questa fase chi vuole può anche aggiungere 20 mm dello
stesso aroma delle boilies che si intendono usare nella pasturazione e
in pesca, o altri attrattori naturali quali Corn steep liquor (liquore
di grano), Melassa, Multimino ecc. |
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In questa prima fase i grani aumenteranno sensibilmente il
loro volume, per questo motivo abbiamo versato tutto il contenuto in un
tegame più capiente per la bollitura. Far bollire il tutto per circa
un’ora controllando che le tiger nut siano sempre ricoperte dall’acqua e
lasciarle raffreddare nello stesso elemento liquido della cottura.
Durante queste fasi i grani si gonfiano fino a triplicare il loro
volume. |
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Dopo alcuni giorni dalla bollitura inizieremo a vedere delle
bolle salire in superficie, questo vuol dire che è iniziata la fase
della fermentazione. Per non ritardare questo fenomeno è importante non
chiudere il contenitore dove riposano le tiger e l’acqua della
bollitura. Anche le fonti di calore anticipano questo processo per
questo sarebbe opportuno mettere il contenitore sotto l’azione diretta
del sole durante l’estate, o vicino ad un termosifone o altra fonte di
calore durante l’inverno. Trascorsi alcuni giorni, prendendo un pugno di
tiger nut, ci accorgeremo che l’acqua sarà diventata talmente densa da
formare una sorta di gelatina che non si stacca da esse. Questo sta a
significare che le nostre esche sono pronte per essere utilizzate. |
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Rispetto alle boilie, le tiger nut hanno un sistema di conservazione
molto più semplice e duraturo. Uno dei metodi più efficaci e di facilità
estrema è quello di mantenere per lunghi periodi le tiger nella stessa
acqua della bollitura, però bisogna fare molta attenzione a “riporle” in
un contenitore con chiusura ermetica per evitare che entri aria
all’interno. A maggiore garanzia di ciò, si può mettere tra l’acqua
della bollitura ed il coperchio, uno strato di pellicola trasparente. |
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