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Quanto pasturare |
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Riuscire a capire
quali siano le quantità giuste di pastura da utilizzare può sembrare
semplice ed ininfluente, ma come vedremo ci renderemo conto che ci
saranno molteplici aspetti da valutare per non compromettere il nostro
lavoro. Scrivo questo articolo consapevole del fatto che non è cosa
semplice dare consigli parlando di laghi in generale. Questo perché
molto spesso le carpe hanno diverse abitudini alimentari e diverse
risposte alle nostre pasturazioni pur trattandosi di bacini con le
stesse caratteristiche. In questi casi assume un’importanza particolare
l’esperienza che ognuno ha maturato e che, per ovvi motivi sarà maggiore
per chi ha pescato in ambienti differenti. Ciò aiuta nell’analizzare,
nell’interpretare e molto spesso nell’intuire le migliori strategie di
pasturazione da adottare. Cionostante non è mai un compito semplice
soprattutto quando si affrontano acque nuove e senza pasturazioni
preventive. In questi casi personalmente opto per abbondanti
pasturazioni a base di pellets e granaglie molto semplici e digeribili
(quali, grano, mais, canapa, favino ed altre), e con ridotte quantità di
boiles, tiger-nut.
Successivamente
dopo aver valutato l’attività nella zona prescelta mi regolo di
conseguenza interrompendo la pasturazione nel caso sia pressoché
assente, oppure integrandola solo con boiles e tiger nel caso di
numerose partenze. |
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In generale
questi sono i parametri da prendere in considerazione:
DURATA SESSIONE
PERIODO
PRESSIONE DI
PESCA
QUANTITA’ DI CIBO
NATURALE PRESENTE
DIMENSIONI LAGO
POSTI DI
PASSAGGIO O DI STAZIONAMENTO
PRESENZA DI ALTRE
SPECIE DI DISTURBO
NUMERO DI CARPE
PRESENTI |
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DURATA SESSIONE -
Se la sessione è limitata al fine settimana non bisogna esagerare con le
quantità perché in caso di scarsa attività delle carpe si riducono al
minimo le possibilità che trovino i nostri inneschi. Se al contrario le
troviamo in un momento di grande frenesia alimentare abbiamo
l’opportunità di reintegrare il posto ad ogni partenza. Se la sessione
dura diversi giorni possiamo provare a fare abbondanti pasturazioni
all’inizio per portare in zona il più alto numero di carpe possibile.
Nei giorni successivi integreremo la zona in caso di partenze o
interromperemo la pasturazione nel caso contrario. |
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PERIODO - In base
alla stagione in cui andremo a svolgere la nostra azione di pesca
dovremo valutare le quantità di pastura da utilizzare, perché il
fabbisogno alimentare della carpa varia in base alla temperatura
dell’acqua dove vive. La temperatura ottimale per un buon accrescimento
è tra i 24° ed i 26°, perchè a queste temperature il metabolismo della
carpa è tra i più attivi, e la quantità di ossigeno disciolto in acqua è
ancora sufficiente per permettergli una buona respirazione. Con una
temperatura di 24° la carpa ingerisce una quantità di cibo che và dal 6%
al 9% del suo peso corporeo, ciò vuol dire che una di 10kg ha bisogno di
ingerire dai 600 ai 900 grammi di cibo, una di 20kg una quantità che và
dall’ 1,200 kg all’1,800. A 15° una percentuale del 3-4%, a 8° è
dell’1,50%, sotto i 5° dello 0,5%. Questi parametri sono molto
indicativi per capire quando sia il caso di ridurre o aumentare le
quantità di esche per la pasturazione in base alla stagione di pesca e
la relativa temperatura dell’acqua. In Primavera c’è una discreta
ripresa alimentare di tutti i ciprinidi, di conseguenza possiamo
pasturare con abbondanti dosi di granaglie limitando a qualche manciata
l’uso delle boiles nella prima parte della stagione quando sembrano
destare poco interesse verso le carpe. In Primavera inoltrata (fine
Aprile) possiamo aumentare la loro dose perché ci avviciniamo al periodo
della riproduzione e le carpe sono particolarmente attive. In estate le
carpe sono molto apatiche nella ricerca del cibo soprattutto se
peschiamo in laghi con fondali molto bassi, dove si fa sentire la scarsa
quantità di ossigeno disciolto nell’acqua, soprattutto nei laghi di
pianura che hanno bassi fondali . I venti ed i violenti temporali estivi
giocano un ruolo determinante perché ossigenando le acque favoriscono la
loro ripresa alimentare. Sarà importante quindi, regolarsi in base alle
condizioni climatiche del momento. Personalmente in questo periodo mi
limito all’uso di sole boiles soprattutto se mi trovo a svolgere la mia
azione di pesca in laghi dove non sono presenti gli amur. In Autunno
possiamo tornare alle corpose pasturazioni di granaglie e boiles perché
le nostre amiche sono in grande frenesia alimentare dovendo
immagazzinare i grassi per l’inverno. In questa fase, in un’acqua ben
ossigenata una carpa di 10 kg può arrivare ad ingerire 300gr di palline
in meno di un’ora. In Inverno il metabolismo delle carpe subisce dei
rallentamenti ed i loro spostamenti si riducono notevolmente di
conseguenza bisogna tralasciare le grosse quantità di esche, curare la
loro qualità e dedicare maggior tempo nella ricerca del posto.
Personalmente in questa stagione all’uso delle granaglie preferisco
quello delle pellets perché hanno un forte potere attrattivo e con il
loro utilizzo non si corre il rischio di saturare il posto con troppa
esca sul fondo. |
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PRESSIONE DI PESCA -
Se la pressione di pesca è scarsa o nulla consiglio di pasturare con
abbondanti dosi di granaglie (vengono subito accettate dalle carpe) e con
qualche manciata di boiles. Queste ultime in alcuni casi vengono accettate
immediatamente, in altri occorrono alcuni mesi. Ho notato che nei bacini
artificiali vengono apprezzate più velocemente rispetto a quelli naturali,
molto probabilmente ciò è dovuto al fatto che nei secondi vi è una maggiore
presenza di alimento naturale. Nei casi di eccessiva pressione di pesca
dobbiamo fare molta attenzione a non esagerare con le grosse quantità di
cibo introdotto in acqua perché le carpe (soprattutto le più grandi)
associano ciò a fonte di pericolo allontanandosi dalla zona. Molte volte, in
questi casi la migliore strategia da adottare è quella di evitare la
pasturazione presentando l’innesco con uno stringer, o con una retina in PVA,
dove possono essere inserite pellets o boiles.
QUANTITA’ DI CIBO
NATURALE PRESENTE - La quantità di cibo naturale presente in un lago è un
altro aspetto molto importante da valutare. Nel caso sia abbondante dobbiamo
limitarci a quantità ridotte di esca per passare a quantità maggiori nei
momenti in cui esso inizia a scarseggiare (solitamente verso fine Estate), o
nei casi in cui sia assente.
DIMENSIONI LAGO - Nei
grandi laghi (Trasimeno, Bracciano, Bolsena ecc) gli spazi da coprire sono
maggiori, quindi anche le pasturazioni dovranno essere copiose (sia di
granaglie che di boiles ) per interessare e far rimanere nella zona il
maggior numero possibile di pesci. Nei piccoli laghi le probabilità che le
carpe intercettino la nostra zona di pesca sono maggiori quindi non c’è la
necessità di esagerare con le quantità, ma è necessario valutare altri
aspetti tipo : cibo naturale presente, periodo, pressione di pesca ecc. ecc. |
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POSTI DI
PASSAGGIO O DI STAZIONAMENTO - Le carpe nei momenti di maggiore attività
si spostano seguendo degli itinerari ben precisi, se decidiamo di
pasturare lungo questi percorsi dobbiamo gettare in acqua grosse
quantità di cibo per interrompere il loro tragitto. In questo caso
consiglio di utilizzare piccoli semi perché tengono impegnate le carpe
per tempi maggiori aumentando le possibilità di avere un maggior numero
di partenze. I posti di stazionamento sono quelli preferiti dalle carpe
perché in essi trovano riparo in ostacoli di varia natura e cibo
naturale. Nei periodi in cui esso scarseggia o in condizioni di
particolare attività (Primavera, Autunno) le nostre pasturazioni
potranno essere abbondanti.
PRESENZA DI ALTRE
SPECIE DI DISTURBO - Per altre specie di disturbo intendo la presenza di
altri pesci tipo: tinche, carassi, scardole, cavedani, breme ecc, che a
volte spazzano via in poco tempo ciò che buttiamo in acqua. Oltre a
questi ci sono “le minacce dal cielo”, cioè gli uccelli acquatici che
complicano notevolmente il nostro lavoro. In questi casi occorre
pasturare abbondantemente perché questi ospiti indesiderati ripuliscono
in breve termine il fondale con il rischio che le carpe non trovino
assolutamente nulla. In questi casi bisogna rendergli la vita difficile
con l’uso di boiles dure come pietre e di tiger-nut.
NUMERO DI CARPE
PRESENTI - Anche il numero di carpe presenti in un lago è determinante
ai fini delle quantità da utilizzare. In acque ben popolate il rischio
di eccedere è minore rispetto a quelle con una presenza limitata a pochi
esemplari. Su tale argomento possiamo prendere informazioni dai
pescatori di mestiere (se presenti), da colleghi che hanno già avuto
esperienze passate, o possiamo capirlo dalle catture. Se per un certo
periodo notiamo che le catture degli stessi pesci si ripetono nel tempo
sicuramente non sarà segnale di forte presenza di carpe. Con questo
articolo spero di poter rendere il compito più agevole soprattutto ai
principianti, in bocca alla carpa a tutti.
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