La qualità delle esche
 

Trattare a fondo questo argomento richiederebbe la stesura di un libro intero, con questo articolo cercherò di limitarmi ad alcune riflessioni sull'importanza dell'uso di esche di qualità.  Dall'esperienza maturata in questi anni ho capito quanto sia importante offrire alla carpa prodotti di ottima qualità per ottenere buoni risultati nel tempo,  per la salute dei pesci e non per ultimo per la salvaguardia dei fondali dove andremo a depositare le nostre esche. Per quanto riguarda l'uso dei mix consiglio di utilizzare quelli che si trovano in commercio con un occhio di riguardo a quelli offerti dalle ditte piu serie che sicure di ciò che immettono sul mercato scrivono sulle confezioni tutti gli elementi che compongono il mix o le boiles già pronte. Troppi carpisti si improvvisano biologi alimentaristi esperti in ittiologia formulando in casa i propri mix credendo che siano di qualità superiore a quelli che si trovano in commercio, altri credono che basti fare le boiles in casa per garantirsi una maggiore qualità rispetto alle ready-made.  Credetemi fabbricare un buon mix è molto difficile ed è una cosa che non si puo improvvisare,  alcuni tipi di farine sono introvabili o lo sono a costi esorbitanti, molte altre andrebbero usate in tempi brevi ed invece vengono utilizzate dopo lunghi periodi, quando oramai hanno perso tutti i principi nutritivi. Anchio per i primi anni quando trovare mix e boiles già pronte era pura utopia mi preparavo i mix in casa. Devo onestamente riconoscere che con essi ho catturato molte carpe, ma l'ho fatto quando avevo un intero lago a disposizione in quanto all'epoca ero il solo a pescare sul lago del salto. Nonostante ciò e nonostante un grosso impiego di granaglie ed un ridotto impiego di boiles dopo pochi giorni inevitabilmente le carpe si allontanavano dalla zona pasturata. Dopo aver cambiato il sito di pesca (anche se nelle strette vicinanze) ricominciavo a catturare con continuità, perchè evidentemente il mix con cui erano concepite le mie palline non era ben formulato sotto il punto di vista proteico, energetico ed era di scarsa digeribilità. Fortunatamente da allora sono stati fatti passi da gigante per ciò che concerne le esche. All'epoca non c'erano riviste del settore in Italia ed era molto difficile raccogliere dati interessanti su cui basare le proprie esche. In quel periodo c'era la convinzione che esche concepite con mix HNV (alto valore nutritivo) con un tasso proteico del 60/70% facessero la differenza. Questa convinzione arrivava dall'Inghilterra dove le carpe per sopperire alla mancanza di cibo naturale venivano regolarmente catturate con questi mix. Praticamente le carpe non avendo cibo naturale mangiavano tutte le esche artificiali ad alto valore nutritivo per sopperire a ciò che non trovavano in natura.  In Italia la morfologia dei piani d'acqua sia per grandezza che per la presenza di alimento naturale è totalmente differente dalle acque inglesi di conseguenza questi mix si sono rivelati un autentico fiasco.  Nel corso degli anni le cose sono cambiate notevolmente. Grazie agli studi fatti su carpe contenute in acquari, riproducenti il piu possibile il loro ambiente naturale, è stato possibile affermare con certezza che il tasso proteico ottimale per l'alimentazione della carpa è del 30/40%.  Un buon mix per essere definito di qualità deve essere:

 1) attrazione immediata; deve contenere farine ricche di idrati di carbonio e amminoacidi, in modo da farla identificare dalla carpa come alimento naturale.

 2) attrazione a lunga durata; questa si ottiene con un mix ricco di tutti gli elementi che determinano il fattore crescita del pesce, con proteine, carboidrati, vitamine e amidi ben bilanciati tra loro.    

 
 

3) Digeribilità; un buon mix deve essere di facile digeribilità perchè la carpa è un animale a sangue freddo che ha la temperatura corporea che varia in funzione dell'ambiente acquatico in cui si trova. Quando la temperatura dell'acqua scende si abbassa anche la temperatura corporea della carpa diminuendo le sue funzioni vitali tra cui la digestione.

Le ditte più anziane del settore hanno capito l'importanza dell'esca naturale e si stanno orientando verso la produzione di esche altamente bilanciate sotto il profilo nutritivo e che contengono molti elementi che le carpe trovano in natura, in modo di cercare di "copiare" con le dovute proporzioni il  nutrimento naturale. Penso che le trigga ,trigga ice,  e assassin 8 siano un buon esempio e rappresentino a parer mio il futuro delle esche da carpa. Le esche concepite con mix di scadente qualità coniugate con dosi eccessive di aroma danno risultati solo nel breve periodo e sono destinate a diventare completamente inefficaci nel lungo termine soprattutto in acque sottoposte a forte pressione di pesca. Quelle costruite con mix ben equilibrati e che raggruppano i vari elementi (proteine,grassi, vitamine e minerali) continueranno ad essere accettate dalle carpe per moltissimo tempo. Questo avviene perchè la carpa non si nutre per il gusto di mangiare come ad esempio possiamo fare noi per i dolci , la cioccolala, le caramelle ecc, ma mangia tutto ciò che apporta dei benefici al suo metabolismo. Nello stesso tempo soprattutto se ci troviamo in ambienti ricchi di alimento naturale nel lungo periodo arrivano a snobbare completamente esche che non apportano nulla di interessante al loro fabbisogno alimentare. Personalmente non riesco a spiegarmi per quale motivo in acque francesi (S.Cassien, Deer, Forest D'Orient) sottoposte ad una massiccia pressione di pesca si continua a ricatturare carpe molto grandi mentre in Italia in molti casi (Salto, Scandarello ecc. ecc.), le carpe grandi sembrano scomparse. Forse i carpisti Francesi sono più bravi di quelli Italiani? Non credo. Credo invece che in Francia sono circa 20 anni che viene praticato il carpfishing, e per primi lo hanno fatto gli Inglesi, i veri pionieri di questa tecnica. Ciò secondo me ha contribuito a far capire ai Francesi l'importanza dell'esca di qualità. Queste ultime sia se realizzate con mix di ottima fattura che ready made di qualità  sono molto costose, ma secondo me è meglio usarne poche buone che attirano le carpe piuttosto che molte che le allontanano.

 
 

Con questa teoria vengono regolarmente catturate carpe a S. Cassien utilizzando una decina di boiles (di ottima qualità) per ogni canna in pesca. In Italia un pò per essere  partiti in ritardo rispetto ad alcuni paesi del Nord Europa, un pò per colpa degli articolisti che scrivono sulle riviste (io in primis) che forse hanno tardato o trattato superficialmente, l'argomento esche. Purtroppo ho notato che nei vari negozi di pesca che frequento ci sono giacenze di ottimi mix, mentre vanno via come il pane mix e ready made da 4 o 5 euro al kg che considerando i vari passaggi che le portano dal produttore al consumatore costeranno all'origine non oltre un euro. Provate a chiedervi per un attimo quali tipi di ingredienti e di quale qualità possano essere utilizzati per la formulazione di tali prodotti. Io scopo di questo mio articolo è quello di far capire ai meno esperti che l'uso di tali prodotti non è assolutamente necessario, anzi addirittura deleterio nel lungo termine. Sono in molti a credere che basti usare delle palline rotonde e ben profumate per ottenere ottimi risultati, ma la realtà è ben diversa. E' assai più redditizio l'uso delle granaglie molto più naturali ed economiche che vengono accettate da sempre dalle carpe. Nello stesso tempo il mio scopo non è quello di parlar male di aziende che producono solo esche economiche, ma di spronarle a commercializzare prodotti qualitativamente più idonei per i nostri scopi, facendo capire loro quanto sia importante nel lungo termine l'utilizzo di esche che apportino il giusto valore nutritivo ai pesci. Anche perchè credo fermamente che prodotti che non danno risultati nel lungo termine saranno destinati a giacere sugli scaffali dei negozi, perchè dopo la carpa anche il carpista si renderà conto della loro inefficacia.

 
 

Ultimamente mi sto dedicando esclusivamente alla pesca in laghi naturali che reputo i più difficili soprattutto nei casi di laghi con scarsa o nulla pressione di pesca. Per le mie sessioni sto utilizzando esclusivamente il big fish mix, il trigga ed il trigga ice mix per quanto riguarda le self- made e le trigga, trigga ice, le fruit special e le salmon caviar e black pepper per le ready- made. Il mio obiettivo è quello di dare alle carpe un mix di buon valore nutritivo, facilmente assimilabile, che gli apporta realmente dei benefici a livello proteico e soprattutto che si avvicini il piu possibile all'alimento che trovano in natura. Con questo sistema ho avuto risultati costanti negli anni pescando in alcuni casi nella stessa postazione. Un esempio molto rappresentativo possono essere il lago lungo e ripasottile dove per mancanza di spazi idonei ero costretto a pescare sempre sullo stesso hot-spot catturando con costante continuità. In conclusione credo fermamente che conoscere l'habitat e ciò che comprende il regime alimentare della carpa unito all'uso di esche di qualità è di vitale importanza ai fini dei risultati. Con questo si spiegano gli ottimi risultati di carpisti che catturano con continuità, in acque dove molti altri falliscono.