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Farine e fai da te... |
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“…la preparazione casalinga delle esca è
un momento, a mio personale parere, di enorme importanza
ai fini dell’esperienza del pescatore poiché lo pone di
fronte alla possibilità di scegliere tra centinaia di
diverse soluzioni obbligandolo a dare sfogo alla propria
creatività.”
Così osserva un celebre angler che ha
illuminato molti di noi in questa Via chiamata
carpfishing…ed allo stesso modo anch’io condivido
pienamente tal pensiero, anche se è lungi da me
paragonarmi a personaggi che hanno segnato la storia di
questa disciplina. Dal motivo iniziale, vorrei
intraprendere il discorso fin dal principio…dal
principio della preparazione dell’esca intendo…ovvero
dalla nascita delle semplici farine che, mescolate tra
loro, danno vita ai magici mix, adorati e
disprezzati da tutti noi, poiché sono alla base del
successo ed a volte la causa dei fallimenti (o così
vogliamo credere). Questo a maggior ragione per le
miscele casalinghe, le quali non sono sempre ben
bilanciate, attrattive e meccanicamente in grado di dar
vita ad un impasto che rolli bene. Fin dall’inizio sono
stato un appassionato del fai da te e pur avendo
utilizzato molti prodotti commerciali, il mio vero amore
resta quello di realizzare il più possibile tutto con le
mie mani, per questo vorrei parlarvi della
preparazione di alcune farine, partendo dal prodotto
come si presenta in natura, dal seme.
Indubbiamente è molto più semplice, per
molteplici motivi, procurarsi le farine già “pronte” sia
nei vari consorzi agrari, mulini, supermercati per non
parlare poi delle offerte che ci riservano le
innumerevoli aziende del settore, le quali mettono a
disposizione degli ottimi prodotti già allo stato finale
e ben bilanciati, di cui io stesso in molte occasioni ne
approfitto volentieri…ma a volte, quando se ne ha la
possibilità, la voglia e soprattutto il tempo (primo
nemico dell’uomo moderno), si può tentare, con ottimi
risultati, la preparazione in casa.
Se vogliamo considerare le farine
principali delle nostre miscele, non si possono non
citare quelle derivate dal mais, dal grano
e dalla soia, delle quali tutti, più o meno ne
conosciamo le basilari caratteristiche e combinazioni,
per cui non staremo qui ad elencarne i dettagli, sarà se
mai oggetto di altro capitolo. Voglio solo ricordarvi
che dai chicchi di mais si ricava basilarmente la
farina bramata e fioretto (le
classiche per polenta che si differenziano per la
granulometria), dal grano duro il pluri lodato
semolino e dai semi di soia, otteniamo la proteica
farina di soia micronizzata. Ovviamente se ne
ricavano molti altri derivati sempre utili per i nostri
mix ma che si allontanano dalle principali e non è
sempre facile realizzarli in casa, quindi possiamo
benissimo in tal caso acquistarli nei moderni mulini o
negozi, visto che le loro quantità in percentuale nel
mix, non incidono sulla spesa totale. Tuttavia non ne
faccio un largo uso, perché il mio motto è stato sempre
“viva la semplicità” e ritengo che un classico mais–semolino-soia-latte
sia in assoluto il miglior base mix esistente. Ci sono
ben altri ingredienti di cui non possiamo esserne
produttori diretti e che sono importantissimi in
aggiunta alla base sopra scritta. Per questi, ci
possiamo affidare con fiducia alle aziende
specializzate.
Colture e semi
di…
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È giunto quindi il momento di mettersi al
lavoro, dunque procuriamoci questi ingredienti in semi
nei vari consorzi o direttamente presso gli agricoltori,
un piccolo molino per cereali (se ne
trovano di vari tipi ed in varie fasce di prezzo, se non
possiamo acquistarlo, cerchiamo aiuto da qualche amico
allevatore o contadino…), un classico setaccio
utilizzato dalle nostre massaie e non ultima, una buona
dose di volontà.
Accessori
occorrenti per la preparazione in casa di farine…
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Trita cereali manuale |
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Molino per cerali
elettrico uso domestico |
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Molino per cerali
elettrico uso agricolo |
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Molino per cerali
elettrico uso agricolo di maggior potenza e capacità |
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Separatore manuale
o crivello (setaccio da massaia) |
Scegliamo il setaccio
del mulino (solitamente ce ne sono a disposizione
di più tipi), sicuramente il più fine, disponiamo un
sacco o un recipiente di raccolta all’uscita del trita
cereali, riempiamo a dovere il serbatoio con i semi che
intendiamo macinare ed accendiamo il motore, avendo cura
di non far passare contemporaneamente un’eccessiva
quantità di prodotto…al resto penserà lui. Alla fine
controlliamo la granulometria ottenuta e, se non ci
soddisfa, ripetiamo l’operazione finché non riusciamo ad
avere uno sfarinato che sia congeniale alle nostre
esigenze. Non sarà facilissimo ottenere farine
micronizzate, per questo ci viene in aiuto il
setaccio manuale, dove con un po’ di “scuotimento”
riusciremo a raffinare ulteriormente le farine (adesso
perfette per i nostri mix) separandole in maniera
approssimativa dalla crusca, che resterà nella
parte superiore del nel nostro crivello.
Quest’ultima non va assolutamente
buttata, in quanto è utilissima in aggiunta a miscele
molto fine per aumentarne la granulometria soprattutto
in inverno, |
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oppure si può usare
per la preparazione dei method mix artigianali, dove
aiuta alla disgregazione immediata dell'impasto una
volta in acqua. C’è da specificare che con questo
metodo, andiamo in parte a riproporre quanto fatto dagli
antichi mulini a pietra, dove la separazione dei
prodotti non avviene durante la molitura, dove si
ottiene un macinato integrale (con il mulino
elettrico nel nostro caso), ma dopo (con il separatore
manuale) e comunque non è facile riuscire a separare i
vari tipi di farina e sottoprodotti, così si ottiene una
farina a corpo unico che sarà sicuramente più proteica
delle farine prodotte dai moderni mulini a cilindri ed
anche più scura, in correlazione si avrà una crusca
molto ricca che conterrà anche tritello, farinetta ect…
Dobbiamo infatti considerare che nei moderni mulini,
avvengono dei processi diversi, la molitura consiste nel
far passare il seme attraverso un certo numero di
cilindri scanalati e, procedendo, i cilindri sono sempre
più accostati e sempre più finemente scanalati. La
funzione dei cilindri è quella di sfogliare il grano,
uno strato per volta e sotto questi cilindri sono
posizionati dei setacci, in alto quello con i fori più
grandi e via via che si scende i fori sono sempre più
piccoli, in questo modo si separano i vari prodotti e
sottoprodotti.
Fatta questa breve parentesi, ora ci
ritroviamo con le tre principali farine per tutti i mix
(tranne il latte che verrà acquistato direttamente nei
consorzi agrari o negozi di carpfishing), che
rappresentano soltanto l’inizio del nostro lavoro.
Ecco i primi
risultati…
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Farina di mais |
Semolino o rimacinato di grano duro |
Farina di soia tostata |
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Infatti prepararsi in casa queste tre
farine non è che un “antipasto” per tutte le altre
varietà che ci occorrono. In realtà fare scorta del
semolino o della farina di mais è molto semplice, anche
per l’aspetto economico, diverso è il discorso per
macinati di altre particles abitualmente usate
nella pasturazione dopo ammollo e bollitura, quindi
perché non estrarne in casa la pregiata farina per
inserirla nei nostri impasti?? Ecco quindi, che il
nostro “amico” mulino può aiutarci nuovamente nella
preparazione di farine di ceci, fave o
favino, lupini, fagioli, fioccato di
mais, orzo, sorgo, misto per
colombi, arachidi, tiger nut, girasole, canapa,
crocchette per cani ecc ecc…
Ciliegina sulla torta,
può essere la realizzazione di farine di pellets,
prelibatezza che dona quel tocco di attrattività in più
sia alle boilies (soprattutto da innesco) sia nei method
self made. Unica attenzione sta nel momento della
frantumazione di semi oleosi o di pellets al pesce,
poiché la forte presenza di oli e grassi può causare
problemi al mulino elettrico. Mi è capitato infatti più
volte di arrivare a far spegnere il motore rischiando di
rompere il tutto, proprio perché durante la molitura si
era formata all’interno del setaccio (dove stanno i
martelli che tritano) un agglomerato talmente
impalpabile ed appiccicoso che non riusciva ad
oltrepassare le cavità del crivello. La forte presenza
di grassi, se da un lato rende questi preparati super
attrattivi, ci disturba oltretutto nella conservazione,
infatti tenderanno ad un irrancidimento dopo breve
termine, per questo ne consiglio una preparazione
oculata per le sole quantità che si intendono utilizzare
nel breve periodo e comunque occorre conservarle con
attenzione, pena il dover buttare, oltre che danaro, un
buon lavoro.
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| Alcuni esempi di
semi e farine “secondarie”… |
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Questa è solo una parte, come già detto
le farine ottenibili sono moltissime…ma non finisce,
perché vorrei illustrarvi, come ultimo argomento, la
realizzazione dei macinati da ingredienti che hanno la
funzione di arricchire nel gusto e nell’attrattività la
boilie, spesso usati sotto forma di estratti liquidi.
Basta procurarsi un semplicissimo “macinino” da
caffè oppure un frullatore di
piccola capacità, poiché queste sostanze si usano in
bassa percentuale nella realizzazione di mix. Non ci
resta che dar sfogo alla nostra fantasia, in commercio
si trovano con facilità pacchi “convenienti” di anice
in semi, finocchio, pepe nero, semi per
uccelli, ecc ecc… Da sempre i pescatori di carpe
usano l’anice per la preparazione dei loro impasti o
nella polenta, perché non approfittarne anche noi,
aggiungendo altre squisitezze?? L’elenco anche qui
sarebbe lunghissimo, potremmo macinare anche l’aglio
(da far asciugare preventivamente), la cipolla,
il rosmarino, la cannella, le bucce di arance, di
limone e chi più ne più ne metta… |
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Il vecchio “macina” caffè… |
Alcune prelibatezze… |
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Giunti al termine, vi ricordo ancora
l’importanza della conservazione di tutti questi
sfarinati, personalmente, oltre che riporli in luoghi
freschi e asciutti, utilizzo delle vaschette per gelati,
facilmente reperibili in ogni bar-gelateria, le quali mi
garantiscono un’ottima protezione, essendo nate per
prodotti alimentari. |
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Contenitori per gelati… |
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Con ciò vi saluto, sperando di essere
stato utile a qualche volenteroso self maker… |
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