Costruiamo la boilie... farine e ingredienti.
 

Mix, mix e mix…quanta confusione si crea spesso intorno a questa parola, a volte così complicata ed a volte altrettanto semplice…non è infatti facile combinare tanti ingredienti per avere una miscela che funzioni, sia in pesca e sia durante la preparazione delle boilies, cioè nell’impasto.
Per questo, molti ragazzi che iniziano, saltano questa fase dedicandosi esclusivamente a prodotti commerciali. Non che sia del tutto sbagliato, tuttavia ritengo che cimentarsi nella realizzazione casalinga dell’esca, sia un passo importante per assaporare al meglio il ‘senso’ della nostra tecnica.
Di farine ne hanno parlato in molti, sono stati scritti tantissimi articoli e libri specifici, più o meno validi, con i quali nel tempo ognuno ha arricchito il proprio bagaglio. Per cui non inventerò nulla di nuovo, cercherò soltanto di riportare le nozioni principali in modo da aiutare qualche volenteroso amante del self made, intento alla preparazione dell’esca in casa.

 

 

Partendo dal punto fermo che la semplicità è la miglior ricetta, iniziamo la nostra rastrellata dalle componenti principali di una miscela base per boilies.

Semolino: l’ingrediente base per antonomasia di ogni mix, viene ottenuto dalla macinatura del frumento duro, è molto apprezzato dalle carpe, molto digeribile e con ottime doti leganti, di contro ha un basso valore proteico, per cui fa veramente parte delle farine base…anche per il costo che è davvero contenuto. Utilizzabile fino al 40-50%.

Farina di mais: dalla macinatura dell’omonimo seme gradito dalle carpe in qualsiasi ambiente, si ottiene uno dei più efficaci ed economici tra gli ingredienti per mixes.
La farina più comunemente utilizzata, è quella usata per la classica polenta, nelle due varianti principali, fioretto e bramata, che differiscono per la granulometria. Ci sono altri derivati che vengono però usati come complemento, per cui li tratteremo in seguito.
Il valore proteico è molto basso, molto digeribile e ha buone doti leganti, per cui è impiegabile in grandi quantità all’interno del mix. Utilizzabile fino al 30-40%.

Farina di soia tostata: ottimo ingrediente più ricco di proteine e grassi rispetto ai primi due, mantenendo comunque un’ottima digeribilità e doti leganti alte. È ormai assodato che piace alle carpe. Normalmente la più diffusa nel mondo del carpfishing, è quella micronizzata, cioè talmente fine da essere impalpabile, non per questo però non può essere impiegata con macinatura più grossolana. Utilizzabile fino al 20-30%.

Latte in polvere: sembra essere molto apprezzato dai pesci, forse per gli alti contenuti di zuccheri e per il gusto cremoso ed ha più o meno proteine, grassi e carboidrati alla stessa quota. Meno digeribile dei primi tre ingredienti elencati, mantiene buone capacità leganti. Inoltre come tutti i derivati del latte, tende a rallentare l’azione di rilascio della boilies. Quindi non esagerare con la dose, perché oltretutto ha un basso peso specifico, quindi è anche indicato per mix galleggianti. Utilizzabile dal 10-30%.

Con questi quattro elementi, abbiamo già fatto metà dell’opera, restano tuttavia una miriade di altri ingredienti, diciamo di complemento, che si vanno ad integrare ad un base mix generico in varie combinazioni, in funzione dell’ambiente, della stagione e, lasciatemelo dire, delle scelte personali di ogni pescatore.

Affrontiamo ora il mondo dei pastoncini, derivati dall’alimentazione dei volatili che miscelati alle prime farine (di base), danno vita ai classici ed intramontabili bird food (cibo per uccelli) mix, facili ad entrare in pesca grazie alla buona digeribilità ed alla ‘grana grossa’ che donano all’esca.

Robin red: il più leggendario tra tutti i birdfood in circolazione, ha regalato strepitose catture in tutto il mondo. La corophilla rossa e le sue doti spezziate lo rendono un ottimo attrattore di carpe e, già per questo, non dovrebbe mai mancare in un buon mix. Di basso valore proteico, e con doti leganti pressoché neutre, è utilizzabile fino al 20% circa.
 
 

 

Nectarblend: famoso come il fratello in ‘rosso’ sopra menzionato, è più ricco di miele e uova ed è utilizzabile alla stessa percentuale, così come tutti gli altri pastoncini, a meno di particolari che possono contenere più grassi ed oli, per i quali è bene diminuirne sensibilmente il dosaggio.
 

 

Ne esistono infatti tanti altri tipi, tra i quali sicuramente il red factor, biskò, prosecto insectivorus e così via fino a quelli più ‘complessi’ messi a disposizione dalle aziende del settore, le quali vi hanno aggiunto degli ingredienti particolari, come i gamberetti, farine di larve, spezie miste ect…
Tuttavia i vari pastoncini possono rendere l’impasto duro, perché assorbono molta acqua, ed in base alle percentuali di uova presente all’interno, variano le proprietà leganti. A vantaggio offrono una granulometria più grossolana che aiuta il rilascio veloce delle componenti liquide e sono praticamente tutti molto digeribili. La percentuale da utilizzare varia generalmente dal 5 al 30% max.

Proviamo adesso ad incamminarci alla ricerca di elementi più proteici, che utilizzati in combinazione ad un base mix, o meglio ancora con i birdfood, sono in grado di aumentarne il valore nutritivo ed attrattivo.
Andiamo sulle farine animali, citando in primis quelle di pesce da noi più abitualmente impiegate, ovvero quelle di…

…aringhe,che è forse una delle più economiche ed utilizzate, ricca di proteine e di grassi, è consigliabile non esagerare nel dosaggio, date le proprietà sleganti.

…di sarda, molto digeribile e con proprietà leganti superiori alla prima, è utilizzabile in percentuali maggiori.

…di pesce bianco, economica e facile da reperire, è anch’essa alla base di molti fishmeal, meno digeribile quindi non superare il 15-20%.

…di gamberetto, apprezzata dalle carpe sia polverizzata che allo stato grossolano, dove ancora si individuano resti di gambero, è un pò più digeribile delle prime, ma non possiamo comunque esagerare nelle dosi, in quanto oltre che slegante, è molto leggera, tanto da essere consigliata per la realizzazione di mix galleggianti. Restiamo intorno al 7-8% aumentando in caso di mix per pop up.

Ne esistono molte altre, tra le quali di merluzzo, di calamaro, di tonno, di salmone ecc… tutte più o meno molto proteiche e nutritive e con scarse proprietà leganti. Mescolate tra loro in varie parti, creano i fishmeals che a loro colta aggiunti ai birdfood mix danno forma ai birdfish, forse i più completi mix da carpe.
Restando in tema di proteine, non possiamo sorvolare le farine di carne, poco digeribili e poco leganti per questo raramente utilizzate, spesso le si troviamo nelle crocchette per cani e gatti macinate. Come per le farine di pesce, offrono buona permeabilità all’esca e sono soprattutto indicate per la pesca nella bella stagione, quando le acque sono calde. Utilizzabili in basse percentuali, sono in ogni caso molto attrattive.
Poi ancora…
Farina di crisalide, molto digeribile, mediamente proteica, slegante, ma viene riconosciuta velocemente dalle carpe, forse perché deriva dalle ‘larve’ ??… usarne una esigua quantità.

Farina di fegato, proteine a volontà, attrae molto le nostre amiche anche per i grassi presenti, mediamente digeribile, ha proprietà leganti più o meno neutre, fa nascere i bird liver mix, va usata in basse percentuali, 5-10%.

Torniamo su alcune delle altre farine vegetali usate in linea di massima come complemento, partendo da quella di…

…di grano tenero, difficilmente se ne sente parlare nel carp fishing odierno, forse per la sua eccessiva semplicità, è molto legante, ricca di carboidrati, ben digeribile e soprattutto molto economica…probabilmente anche per questo meno blasonata!!! Molto fine, va arricchita con ingredienti più grossolani e spesso può essere usata per aiutare alcuni impasti ‘difficili’. Se usata in eccesso, potrebbe rendere troppo colloso l’impasto, mediamente va bene al 20-30%.

… arachidi ricca di oli, molto proteica, consigliabile per l’uso estivo e inizi autunno, tende a slegare nell’impasto, ma lo rende ben permeabile e ruvido. Un buon peanut mix può aiutarci ad allontanare i fastidiosi pesci gatto ecc… Utilizzare nell’ordine del 20-25% max.

… canapa scarsamente legante, ha buone capacità attrattive, grazie anche alla presenza di oli naturali. Usare in basse percentuali. Attenzione, tende all’irrancidimento se mal conservata.

…di tiger, dalla particle più ‘selettiva’ tra le utilizzate nel carp fishing moderno, si può ottenere una farina con scarse capacità leganti, ma ricca di carboidrati, grassi e mediamente assimilabile dal pesce. Gradita dalle carpe come nella sua forma originale, tuttavia è bene inserirla in piccole dosi.

… melassa, dolcifica ed attrae moltissimo, l’unica pecca è la scarsa capacità di legare all’interno del mix, per questo va usata in basse percentuali, 5-10%.

… patata, dal tubero stesso, usato fin dai tempi che furono per la cattura di carpe, possiamo utilizzare questo macinato, semplice ed economico, per dare apporto di carboidrati al mix ed essendo abbastanza digeribile può essere usata fino al 20-30%.

…ceci, generalmente super micronizzata, è ricca carboidrati, lipidi con buona percentuale di proteine, è mediamente digeribile e con buone doti leganti, usare anche in dosi superiori al 20% inserendo però ingredienti ‘grossolani’ all’impasto, altrimenti troppo fine.

… riso, molto economica ed impalpabile, quindi abbastanza legante, è ricca anch’essa di carboidrati, ma scarsamente proteica, è ben digeribile dai pesci, serve principalmente ad indurire la boilies, specie quando abbiamo necessità di combattere attacchi di gamberi e pesci gatto…usando ad esempio mix con farine di pesce. Si inserisce mediamente intorno al 10-15% ed è spesso utilizzata all’interno del base mix.

…glutine di mais, ha qualità leganti medie ed poco digeribile, da un notevole apporto proteico e si usa anche per aiutare la dispersione aromatica nell’esca, in dosi non superiori al 15-20%.

…germe di grano, originarie piccole scaglie, si presentano tuttavia come farina molto fine, utilizzata principalmente per aumentare la digeribilità nei mix ‘pesanti’ sotto questo aspetto. Molti carboidrati e medio contenuto di proteine, è anche un ottimo legante. Utilizzabile in varie percentuali, considerasi che non è troppo economica.

Concludiamo con un cenno ad un paio di derivati del latte tra i più usati come complemento, escluso il latte stesso già descritto nella parte base del mix…

Caseina, uno dei derivati più proteici del latte, legante, tende a far indurire la boilies e ci fa ridurre i tempi di cottura, a vantaggio delle parti liquide che tendenzialmente vengono perse nell’ebollizione. Altra cosa importante, specie per lunghe pescate o fondali ‘puzzolenti’, è il fatto che garantisce un lento rilascio degli aromi e quindi assorbe meno i cattivi odori. È tutt’ora molto costosa e per le sue doti ‘super proteiche’, anche se ben digeribile, va usata con parsimonia, pur se, specie modo in passato, veniva considerata addirittura come possibile ingrediente di volume, soprattutto per la teoria HNV…molto discutibile secondo il mio modesto parere!!


Albumina, un po’ meno proteica della prima, digeribile e legante, tende a compattare e quindi a far indurire la boilies, riduce anch’essa i tempi di bollitura…le dosi, come sopra sono molto discutibili, anche se direi di non superare mai il 15-20%.
In ultimo, nella fase di preparazione, è sicuramente l’uovo…utilizzabile sia come in natura (il bianco ed il rosso) sia in una delle sue componenti, l’albume o il tuorlo.
 

 

Più comunemente, almeno nel mondo del self made, viene utilizzato l’uovo intero, fondamentale per legare qualsiasi impasto, con i suoi grassi e proteine e con le sue buone doti emulsionanti…pena la poca digeribilità.
L’albume, cioè il bianco dell’uovo, reperibile in molti esercizi commerciali in bottiglie o recipienti tipo ‘tetrapak’, risulta molto più digeribile e, in alcuni casi, anche più economico. Indicato per boilies non troppo ‘pesanti’.
Meno utilizzato il tuorlo sotto forma disidratata, legante allo stesso più o meno come l’uovo intero ma ugualmente poco assimilabile dalle carpe.
Delle aziende produttrici di mix e boilies, evidenziano come top qualitativo il mancato uso di uova, mix che si impastano con sola acqua in quanto già completi di leganti naturali…altre esaltano l’uso di uova fresche, altre se ne stanno zitte e chissà alla fine quale sarà il meglio…bisognerebbe chiederlo alla carpe!?!

Molti altri possono essere gli ingredienti primari di una miscela…pur se ritengo che la metà di quelli elencati sono più che sufficienti alla ‘carriera’ di ogni carpista…l’ordine di descrizione, apparentemente sparpagliato, è basato principalmente alle fasi di costruzione del nostro mix…dalla base ai più complessi.
Alcune aziende vantano l’uso di prodotti per alimentazione umana, sicuramente più curati sotto molti aspetti penalizzati però dal costo eccessivo…i prodotti per l’uso zootecnico o animale in genere, sono certamente i più usati e dal costo più accettabile…non per questo poco validi!! Ricordiamoci che tra i fattori più importanti ci sono, la freschezza e la semplicità, seguita dalla digeribilità nel caso di lunghissime pasturazioni, il resto è…discutibile.
A presto.