Lago di Ventina
 

Il lago di Ventina è una delle testimonianze di ciò  che rimane dell’antico Lacus Velinus, che nell’antichità ricopriva quasi la totalità della piana Reatina. Oltre al Ventina che è quello di minori dimensioni ci sono il lago di Piediluco, il lago Lungo (o Cantalice) e il lago di Ripasottile. Fu il console Romano Marco Curio Dentato,  nel 271 avanti Cristo a ordinare la bonifica per evitare le continue inondazioni alle quali era sottoposta la piana. Fece scavare nella roccia un canale lungo circa due chilometri per confluire le acque nella famosa cascata delle Marmore, da dove ancora oggi con altri interventi succeduti nei secoli da parte dell’uomo, precipitano nel sottostante fiume Nera.

 
 

 
 

 

Il lago di Ventina, situato ai confini tra Umbria e Lazio,  è di origine alluvionale, è alimentato da alcune sorgenti che ne mantengono inalterato il suo livello anche l’estate.  E’ inserito in un paesaggio collinare lussureggiante con i morbidi profili delle colline che lo collocano delicatamente al centro di una piccola piana cui fa da imponente sfondo il monte Terminillo. Ha le sembianze di un lago alpino, anche se il profilo dei rilievi boscosi che si riflettono sulle sue acque è assai più dolce. E’ collocato a circa 370 metri sul livello del mare.

 

 

CONFORMAZIONE DEL LAGO

E’ un lago di piccole dimensioni, ha una superficie di 0,12 chilometri quadrati e il perimetro di 1,5 chilometri con una lunghezza di circa 600 metri e una larghezza di 200. A causa delle ridotte dimensioni ed alla ricchezza di rigogliose canne palustri, le postazioni per pescare sono ridotte. Sotto la Statale che costeggia una parte del lago si trova una piccola spiaggia lunga una sessantina di metri dove ci si può accampare comodamente. Durante il periodo estivo però vi è il divieto di montare le tende perché la spiaggia è riservata ai bagnanti. In tale stagione si può pescare solo nei vecchi palchetti situati nella parte opposta del lago. Ci sono cinque vecchi palchetti sistemati alla meno peggio dai carpisti locali raggiungibili da una strada sterrata che costeggia questa zona del lago. Visto che le postazioni dove potersi posizionare sono ridotte, il mio consiglio è quello di cercarne una libera durante i giorni feriali evitando il fine settimana.

 

 

Il lago è contornato completamente da fitti canneti, solo nella spiaggetta e sui vecchi pontili situati nella parte opposta vi sono dei “buchi” dove potersi posizionare con i pod. Dalla Primavera all’Autunno il sottoriva si riempie completamente di ninfee. L’altezza media dell’acqua è sui cinque metri. Il fondale del lago è completamente piatto, si parte dai due tre metri a ridosso dei canneti da dove degrada molto lentamente fino al centro dove arriva a cinque metri. Solo sulla sponda situata a destra della spiaggetta possiamo trovare sette metri di acqua.

 

 

DALL’ALBUM DEI RICORDI

Negli anni novanta ho fatto molte sessioni di pesca sul lago di Ventina, la vicinanza a Rieti mi permetteva di effettuare pasturazioni preventive e di fare pescate anche di una sola notte. A Quell’epoca era pura utopia parlare di pressione di pesca, ci pescavo solo io con qualche amico. Pescandoci mi resi conto che anche se di piccole dimensioni il lago ospitava tantissime carpe di ottimo peso. La taglia dei pesci andava dai quattordici ai venti kg con qualche esemplare sopra i venti, la maggior parte erano bellissime carpe a specchi. Una volta stavo facendo una sessione di qualche giorno con Daniele Carrillo, ci eravamo posizionati sulla spiaggetta e pescavamo sulla parte opposta a ridosso delle ninfee.

 

 

Durante la notte parti una delle mie canne, inizialmente, siccome al centro il fondale è privo di ostacoli, provai a tirare inutilmente il pesce da riva, dopo venti minuti di combattimento fummo costretti a salire in barca perché si era bloccato al centro del lago. In brevissimo tempo ci portammo sopra il pesce ma anche se pescavo con la treccia e con canne da 3,5 libbre non riuscivo a staccarlo dal fondo. Non c’erano ostacoli, il pesce rimase immobile, adagiato sul fondale per una decina di minuti poi, nonostante l’amico Daniele remasse in senso contrario ci porto con la barca all’interno delle ninfee, non ci fu modo di fermarlo era un “treno”. Dopo qualche minuto purtroppo si slamo.

 

 

Faccio carpfishing da venti anni di carpe grandi ne ho prese tante, ma una cosa del genere non mi è mai capitata. Nel lago non mi risulta la presenza di siluri, il che mi lascia pensare che si sia trattato sicuramente di una carpa. Dopo questa avventura ho battuto il lago ancora più assiduamente per cercare di riallamare questo pesce, ma purtroppo senza successo. Dopo la morte del mio amico Filippo Strazzeri annegato nel lago ho smesso di pescarci, ci sono tornato questo inverno dopo dodici anni ed ho trovato il lago molto cambiato. I carpisti locali sono aumentati notevolmente, è molto difficile trovare uno spot libero, non è più possibile effettuare pasturazioni preventive in quanto si rischierebbe di farle per gli altri,  le carpe, sottoposte ad una continua pressione di pesca, sono diventate più sospettose molte  sono state portate via dal lago per essere introdotte in acque private, cosa purtroppo  comune a quasi tutti i laghi della Provincia di Rieti. Attualmente dopo qualche riproduzione della specie andata a buon fine ed a vari ripopolamenti fatti dalla Provincia di Rieti il lago è tornato ad ospitare carpe di ottima taglia per lo più grosse regine, mentre sono diventate molto rare le specchi.

   

 

ATTREZZATURE CONSIGLIATE

Per ciò che riguarda le attrezzature ideali per affrontare nel migliore dei modi il lago, l’esigenza di un natante  si rivela di vitale importanza non tanto per conoscere la conformazione del fondale che è desolatamente piatto, ma per posizionare i terminali, per recuperare le prede e per raggiungere i palchetti se si vuole lasciare la macchina sulla statale. L’uso del natante però deve essere fatto nel pieno rispetto degli altri, bisogna considerare che il lago è di piccole dimensioni quindi è opportuno cercare di pescare in spazi ristretti senza pescare con le canne di traverso, altrimenti con tre o quattro rod-pod si occupa tutto il lago, l’ideale per un lago di queste dimensioni sarebbe l’obbligo di pescare solo a lancio. Come poggia canne avremo bisogno di picchetti molto alti, o di rod-pod  che permettano anche di poter indirizzare le canne verso l’alto, infatti in molti casi, questa sarà la scelta giusta per superare in altezza i canneti, o per oltrepassare il muro di ninfee che in alcune zone si protrae per lunghi tratti. La grande presenza di queste piante acquatiche, ci impone di pescare con la treccia, in quanto, nella maggior parte dei casi, le carpe allamate si portano all’interno di questi ostacoli vegetali, sui quali il materiale in questione ha un effetto tagliente. Inoltre c’è da considerare che in molti casi, per pescare in modo ottimale, dovremo posizionare i terminali in barca, lontano dalla postazione, e la treccia, essendo pressoché priva di elasticità, ci permetterà di avvertire in anticipo (rispetto al nylon) la mangiata e ci consentirà di entrare subito in contatto diretto con il pesce.  Nella stagione fredda invece avviene tra le grosse radici delle ninfee e molte volte le carpe riescono ad addentrarsi nei fitti canneti, questo ci impone di utilizzare piombi a perdere montati sulle clip porta piombo per avere maggiori possibilità di portare a buon fine il combattimento.

 

 

Le led clips sono specificatamente studiate per il recupero di pesci in ambienti ingombri di vegetazione. Nei casi in cui il terminale rimanga incagliato negli ostacoli presenti nel fondale, la pressione del pesce si concentra direttamente sul braccio della clip, determinando la perdita del piombo e facilitando il recupero della preda. Inoltre in caso di rottura della lenza, la carpa avrà maggiori possibilità di liberarsi della zavorra. Non bisogna trascurare il centro del lago, molto spesso regala delle belle catture. In questo caso visto che pescheremo lontani dagli ostacoli vegetali, potremmo pescare con piombi inline.

 

 

PASTURAZIONE E TERMINALI

Come ho già detto sono da evitare le pasturazioni preventive in quanto il rischio di trovare lo spot occupato nel momento di iniziare la sessione di pesca sarebbe troppo elevato. Le ridotte postazioni di pesca impongono un approccio diverso da laghi molto più grandi dove è ancora possibile prepararsi il posto in anticipo. In simili ambienti non è mai facile entrare in pesca, non abbiamo la possibilità di scegliere il posto ma dobbiamo accontentarci di quello che troviamo libero, non sappiamo quante e quali esche ha utilizzato chi ci ha preceduto, se pasturiamo troppo rischiamo di saturare il posto, se non lo facciamo rischiamo di non attirare le carpe. Personalmente evito di pasturare anche con il mais per non attirare la minutaglia, ci sono molte carpe di piccole dimensioni, tinche e scardole, getto nella zona dell’innesco una manciata di tiger nut e un paio di etti di boiles per canna e poi mi regolo in base alle mangiate delle carpe.

 

 

Le tiger nut vanno anche innescate in quanto le carpe del Ventina sembrano avere un debole per questo tubero. Consiglio di forarle con il tiger nut drill e di inserire un pezzo di sughero come mostrato nella foto in modo di alleggerire l’innesco. Anche per gli inneschi con boiles consiglio terminali che permettano di annullare il peso specifico delle stesse. In questo caso potremo utilizzare esche pop up innescate su ami con D rig o fare un innesco snow man (omino di neve) che prevede un innesco doppio con una pop up montata su un’affondante in modo di annullarne il peso.

 

 

REGOLE DI PESCA

Per pescare in Provincia di Rieti oltre alla licenza governativa bisogna munirsi di un tesserino che ha validità annuale e permette di pescare in tutte le acque della provincia di Rieti. Il suo costo è di dieci euro per i residenti nella Provincia e di venti euro per gli altri e può essere ritirato in Provincia o in uno dei negozi che si trovano a Rieti: carp & co, Fausto Penzo, Boccasanta Adriano e Ferretti Giancarlo, tutti questi negozianti sono anche muniti di materiale da carpfishing. E’ consentita la pesca notturna, si possono utilizzare tre canne, è consentito usare il motore elettrico

 

 

VIABILITA’

Provenendo da Roma bisogna prendere la superstrada Rieti Terni. Percorsa tutta la superstrada ed usciti da una galleria dovremo mantenerci sulla destra e seguire le indicazioni per labro, colli sul velino. Dopo circa 300 metri c’è un incrocio a T, gireremo a destra e dopo circa 200 metri raggiungiamo il lago. Provenendo dal Nord Italia percorreremo l’autostrada A1, usciremo a Orte, da qui prenderemo la superstrada Orte Terni. Giunti a Terni proseguiremo verso Rieti percorrendo la SS79, prima di entrare sulla superstrada Terni Rieti troveremo le indicazioni per Colli sul Velino, dopo meno di un km raggiungeremo il lago.