Lago di Varese                                                           (le foto dei panorami sono state prese da Wikipedia)
 

Il lago di Varese si è formato 17.000 anni fa alla fine dell’ultima glaciazione, quando la conca in cui si trova fu scavata dal ghiacciaio del Verbano. Situato alle pendici del Monte Campo dei Fiori e delle colline Moreniche, si trova a 290 s.l.m. e si estende su una superficie di 14,9 km2. Le sue acque hanno una profondità media di circa 10 metri ed una massima di 26. La sua lunghezza  è di km 8,5 la larghezza massima di km 4,5. E’ alimentato da acque sorgive e da torrenti e ruscelli che scendono dai monti circostanti, tra i quali il Tinella,  il Fignano, il Nose’ ed il Brabbia il più importante che porta le sue acque dal lago di Comabbio. Negli anni passati il lago era a rischio eutrofizzazione perché il ricambio dell’acqua e la quantità di ossigeno disciolto erano insufficienti per la sopravvivenza dell’ittiofauna.

 
 

 
 
 

 

A seguito di ciò la Provincia di Varese ha istallato sul lago un impianto di ossigenazione che in breve tempo ha migliorato notevolmente la qualità delle acque. L’unico emissario è il Bardello che ha una portata media di acqua di mc. 2,5 al minuto, che si getta nelle acque del lago Maggiore. Originariamente il lago era molto più esteso ed il livello delle sue acque molto più elevato, comprendeva anche il lago di Comabbio, di Biandronno e la palude Brabbia. Le sue rive contornate da fitti canneti, favoriscono abbondante cibo naturale ai pesci presenti: verde vase, lumachine ecc. Sul lago è presente anche una ricca colonia di cozze di acqua dolce che oltre che essere cibo per le carpe, fungono da depuratore naturale del lago. Qui troviamo anche diverse specie di gamberi tra le quali il gambero killer. La sponda del lago è ricca di vegetazione dove la fanno da padroni pioppi, platani, querce, frassini, robinie, salici, ontani, abeti e cedri. La vegetazione acquatica è rappresentata da ampie distese di canneti. Questo, unito al fatto che nel perimetro del lago sono presenti molte aree private, limita non poco le possibilità di accamparsi. Altro grande limite, è la proliferazione di algheti e ninfee che nel periodo estivo riducono ulteriormente le aree di pesca.

 

 

TATTICA DI PESCA E ATTREZZATURE

Il lago di Varese è rappresentato da fondali molto variegati che richiedono un’adeguata tattica di pesca, in base alla zona del lago prescelta. E’ possibile trovare fondali completamente piatti e melmosi, scalini molto marcati, zone rocciose e ghiaiose, erbai, grandi distese di ninfee, ecc. A causa delle diversità strutturali del lago in diverse zone, non mi sembra opportuno dare dei consigli sulla tattica di pesca e sulle attrezzature da utilizzare, in quanto quelli giusti per una determinata zona, sicuramente non lo sarebbero per un’altra con caratteristiche completamente differenti. Personalmente non ho pescato in tutte le postazioni dove è possibile usare un natante, ma grazie all’aiuto di Claudio e Pippo, due carissimi amici della zona, che conoscono il lago come le loro tasche, cercherò di dare una descrizione generica di tutte le postazioni. Colgo anche l’occasione di ringraziarli entrambe della fattiva collaborazione e disponibilità, nei miei confronti, ogni qual volta organizzo sessioni di pesca nella zona Lombarda. Mi sembra comunque opportuno analizzare alcuni problemi creati da ospiti “indesiderati” presenti nel lago.

 

 

SILURI

Negli ultimi anni i siluri si sono diffusi nella maggior parte delle acque Italiane, soprattutto in quelle presenti nel nord Italia. Il lago di Varese non è sfuggito alla diffusione di questa specie che secondo il mio modesto parere non rappresenta un problema insormontabile come molti vogliono far credere. E’ vero però, che pescando in zone dove cacciano questi “colossi” difficilmente troveremo le carpe. Questo ci impone dei cambiamenti sulla tecnica di pesca da adottare. Abbiamo sempre detto che nella fase iniziale della pasturazione è molto importante abbondare con granaglie miste perché hanno un ottimo richiamo verso i piccoli pesci, che a loro volta attirano l’attenzione delle carpe. Fare questa operazione in acque con alta presenza di siluri è controproducente, infatti questi ultimi amano cacciare in zone dove si trovano grossi branchi di piccoli pesci (carassi, scardole, tinche, carpette ecc). Nel mese di Ottobre di questo anno, ho fatto quattro notti sulla postazione denominata Volo a Vela. Sin da quando mi sono istallato sulla posta, ho notato un grande movimento di piccoli pesci che ben mi faceva sperare anche per le carpe, non conoscendo ancora la presenza dei siluri in queste acque. Durante la sessione, ho catturato esclusivamente pesci gatto e scardole, la stessa sorte hanno avuto due carpisti Tedeschi che vi hanno pescato per alcuni giorni dopo di me. In pratica i branchi di piccoli pesci hanno attirato un gran numero di siluri nella zona, causando lo spostamento delle carpe in altre parti del lago. Tutti i pesci gatto recuperati, nonostante i terminali fossero posizionati in zone molto lontane tra loro, erano morti e con segni molto evidenti lasciati sul loro corpo dai morsi dei “gattoni”. Questo mi lascia pensare che la popolazione di baffoni nel Varese sia molto consistente.

 

 

SCARDOLE

Nel lago sono presenti anche enormi branchi di scardoloni, che solitamente sono i primi ad arrivare sui nostri inneschi. Questo ci impone degli accorgimenti per consentirci di mantenere in pesca con maggior fiducia ed efficacia le nostre insidie. Limitare le granaglie, (ad eccezione delle tiger nut), innescare e pasturare con boilie di diametro generoso, sono tutti accorgimenti da tenere in considerazione per limitare i problemi causati dagli attacchi delle scardole. Un altro sistema molto efficace per proteggere gli inneschi da questi pesci e che si rivela altrettanto efficace dagli attacchi dei gamberi, presenti in grandi colonie sul Varese, è quello di rivestire le palline da innesco con calze da donna.

 

 

NOVE POSTAZIONI PER LA BARCA

Le postazioni dove poter pescare con la barca erano nove. Purtroppo dei carpisti poco rispettosi degli altri, non si sono comportati in modo troppo educato e la postazione nei pressi dell’agriturismo è stata chiusa alla nostra tecnica, quindi in pratica ne restano 8. Nel resto del lago si può pescare liberamente ma solo pescando a lancio, non si può usare la barca.

 

 

CAPOLAGO (Due postazioni)

Capolago si trova nella parte sud del lago; ci sono due postazioni per pescare con la barca. E’ una zona paludosa, contornata da fitti canneti che presenta acque molto basse; il punto di maggiore profondità raggiunge i tre metri. Questo favorisce un più rapido riscaldamento delle acque,  nel periodo primaverile e quindi la formazione di piccoli invertebrati dei quali le carpe si nutrono durante l’arco dell’anno, ma soprattutto nel periodo della deposizione delle uova. Purtroppo le due poste sono sfruttabili solo in primavera, in quanto nel periodo estivo tutta la zona è impraticabile con la barca, in quanto viene invasa totalmente dalle ninfee. I grossi branchi di piccole carpe presenti, molto spesso non permettono di selezionare le più grandi, ma vale comunque la pena tentare in quanto questo settore che è uno dei più produttivi del Varese, in termini di catture. La presenza delle ninfee, ci consiglia di pescare con la treccia per essere più efficaci durante il combattimento. A causa della melma eccessiva presente sul fondale, bisogna ricorrere ad alcuni accorgimenti che ci permettano di pescare al meglio. Una buona soluzione è quella di utilizzare esche staccate dal fondo, in modo che rimangano più attrattive di quelle da pastura, che in poco tempo prendono lo sgradevole odore del fondale.

 
 

BODIO

La postazione denominata Bodio, si può raggiungere in macchina, ma dopo aver scaricato i materiali, occorre rimuovere l’auto in quanto ci troviamo in una zona privata. E’ uno spot ideale per chi ama la pesca a lunga distanza, non sottovalutando però il sottoriva dove le carpe amano cacciare i gamberi. Sia la riva di destra che quella a sinistra della postazione, presentano distese di canneti molto ampie, il fondale è rappresentato da un fondo ciottoloso con enormi massi facilmente rintracciabili con l’ecoscandaglio o ad occhio nudo (quando la visibilità del fondale lo permette). Nella parte destra della postazione, a circa duecento metri da riva, a  3,5 metri di profondità, emergono in un’area circoscritta di circa 5/6 metri numerosi pali sopra i quali i cacciatori avevano realizzato un capanno ora dimesso, per la caccia alle anatre. In questa zona, oltre alle altre specie di cibo naturale, sono presenti le cozze d’acqua dolce ed un numero impressionante di gamberi. Proprio per questo motivo, è uno spot molto frequentato dalle carpe soprattutto in Primavera, Autunno ed Inverno. In questa parte del lago anche se l’azione di pesca si svolge prevalentemente a media e lunga distanza, dovremo pescare con il nylon, unito ad un buon shock leader della stessa natura, in quanto ha una resistenza maggiore della treccia su fondali rocciosi. Anche l’utilizzo di piombi a perdere si rivela molto efficace durante il combattimento, consentendoci di portare un numero maggiore di carpe  a guadino.

 

 

VOLO A VELA

E’ una delle postazioni più famose del lago per le numerose catture che ha prodotto negli ultimi anni. Questo è il posto dove anche il sottoscritto ha fatto la conoscenza con il lago. Era il

E in compagnia di Paolo Franceschini, facemmo una sessione molto positiva con la cattura di molte carpe tra le quali una 24,500 e una 24,600. Per raggiungere questo spot bisogna andare sul lungo lago di Schiranna; da qui carichiamo l’attrezzatura su un natante e ci spostiamo per circa duecento metri sulla destra. Il fondale degrada molto lentamente, raggiunge i 7 metri all’altezza delle boe che delimitano il campo gara del canottaggio. L’azione di pesca si svolge prevalentemente a ridosso delle grandi distese di ninfee per chi pesca sulla destra.  Chi invece decide di pescare sulla sinistra, oltre alle ninfee, deve ricercare le vecchie fascine gettate in acqua da vecchi pescatori per la cattura dei persici reali. Anche se con minore frequenza di catture, sembra dare ottimi risultati anche la pesca a media-lunga distanza sul fondale desolatamente piatto di fronte la postazione; qui sono state catturate le carpe di taglia maggiore. In questa posta non troviamo ostacoli taglienti e visto che l’azione di pesca si svolge a ridosso di ninfee ed a lunga distanza, è necessario pescare con una lenza madre di treccia in quanto permette di percepire in anticipo le mangiate e ci fa combattere con maggiore efficacia le carpe che si addentrano tra le ninfee.

 

 

CAMPO DI GRANO

Questa postazione si trova nel paese di Groppello, per raggiungerla bisogna fare circa 150 metri a piedi, oppure arrivati al semaforo (l’unico) di Groppelo svoltare a sinistra e si può mettere la barca in acqua nei pressi del ristorante che si trova a circa 800 metri dallo spot. Qui troviamo un fondale molto vario, con vari scalini e ostacoli di varia natura. Chi pesca a sinistra può sfruttare una piccola ansa a circa 250 metri, all’esterno destro dell’ansa troviamo l’entrata di un piccolo rigagnolo, a dieci metri di distanza troviamo un pilone con la base superiore in cemento e quella inferiore in ferro. Altro punto da sfruttare si trova circa 100 metri dopo l’ansa davanti una villetta bianca, c’è una pianta in acqua e il fondo è molto duro (ciottoloso). Questi sono punti molto interessanti dove sono state catturate molte carpe. Per chi pesca sulla destra a ridosso della postazione (circa 50 metri) c’è una piccola ansa con fondale morbido ricco di ninfee, a metà canneto (circa 150 metri) troviamo un vecchio tronco adagiato sul fondo. Subito dopo c’è un’altra piccola ansetta e andando ancora avanti cè la punta, ottimo posto di passaggio. Anche davanti la postazione ci sono posti interessanti con un primo scalino che dai 4/5 metri va a degradare lentamente fino a tredici metri (a circa 300 metri). Consiglio di utilizzare i beck lead in quanto il campo di grano è anche una metà molto frequentata dai pescatori al colpo che esercitano la loro passione dalla barca.

CAZZAGO BRABBIA

Questa postazione si trova sotto il paese di Cazzago Brabbia, è conosciuta come la palude. E’ un’ansa molto grande contornata da ampi canneti, con acqua molto bassa, il punto più alto raggiunge i 2,80 metri con  fondale completamente melmoso. E’ pescabile dall’Autunno alla tarda Primavera, durante il periodo estivo si riempie completamente di piante acquatiche denominate castagnole che non permettono di pescare. Nel fondale, completamente piatto, vive una grande colonia di cozze d’acqua dolce. Oltre al canneto, non ci sono punti particolari da ricercare, dobbiamo cercare di fermare il pesce con le nostre pasturazioni, a corta, media e lunga distanza. Sulla parte destra della posta, sono presenti le boe legate da  corde che arrivano sul fondo. Queste corde servono a tenere fermi gli ossigenatori che si trovano all’esterno dell’ansa. Sulle corde hanno attecchito le piccole cozze e sono diventate un buon punto di riferimento per pescare, ma rappresentano un duro ostacolo durante il combattimento.

 

 

ANSA MALEDETTA

Si raggiunge in macchina, ci sono due anse, quella a sinistra più piccola di quella a destra, molto più ampia. Sono contornate entrambe da canneti, il fondale di quella a sinistra è prevalentemente ciottoloso e degrada molto velocemente fino ad un massimo di 8 metri. L’azione di pesca si può effettuare nel sottoriva e a lunga distanza, nella riva opposta dove vicino il canneto troviamo circa tre metri di acqua. Il fondale dell’ansa  sulla destra è più fangoso e degrada molto lentamente fino ad un massimo di 12 metri. Sulla destra, all’interno dell’ansa, troviamo degli alberi sommersi su circa quattro metri di fondale. Oltre a questo punto, molto interessante, l’azione di pesa si effettua prevalentemente sulla riva opposta, dove troviamo canneti, ninfee e castagnole. In entrambe le anse è consigliabile pescare con la treccia per un più immediato contatto con il pesce (soprattutto pescando a lunga distanza) e per combattere con maggiore efficacia le carpe che si addentrano nei canneti, tra le castagnole e le ninfee. E’ consigliabile l’utilizzo dei back lead, in quanto questa zona è molto frequentata da pescatori a spinning che insidiano i black bass.

CAMPO GARA DI VOLTORE

Anche questa posta si raggiunge con la macchina e sono presenti due anse. Quella di sinistra è contornata da canneti, alternati a tratti privati, dove sono stati eliminati. Il fondale è ciottoloso e degrada molto lentamente. L’azione di pesca si effettua a lunga distanza, vicino i grandi banchi di ninfee. Qui sono state catturate molte fully scalled. L’ansa sulla destra ha un fondale sabbioso, è contornata completamente da canneti e ha un fondale che degrada molto lentamente. L’azione di pesca si svolge prevalentemente a lunga distanza nei pressi dei canneti. Il limite di questa ansa, stà nel fatto che durante le gare di pesca al colpo è vietato pescare, ed inoltre, nel periodo primaverile ed estivo l’ansa viene presa d’assalto dai pescatori di pesci gatto che disturbano fino a notte inoltrata la zona di pesca. Anche in questa zona si consiglia di pescare con la treccia per i vantaggi che dà nella lunga distanza.

 

 

PESCI PRESENTI

La fauna ittica è rappresentata da lucci,tinche, barbi, persici trota, persici reali, scardole, alborelle, cavedani, pighi, bottatrici, anguille e naturalmente le nostre amate carpe. Negli ultimi tempi si stanno facendo sempre più frequentemente, catture casuali di siluri da parte dei carpisti.

REGOLAMENTAZIONE

L’attività di pesca alla carpa denominata carpfishing, diurna o notturna, senza imbarcazione è consentita su tutto il litorale del lago di Varese ad esclusione del periodo di divieto dal 1 maggio al 30 giugno, nel rispetto della normativa vigente e della regolamentazione provinciale. Pescando da riva senza l’ausilio della barca non occorre ulteriore permesso supplementare oltre la licenza di pesca e la tessera FIPSAS.

La pesca alla carpa con l’uso dell’imbarcazione è consentita, in quanto compatibile con le altre forme di pesca, esclusivamente da un’ora prima del tramonto a un’ora dopo l’alba nelle zone individuate dalla Provincia di Varese. In tali aree l’attività di pesca con l’imbarcazione è consentita in un’area di 200 metri di larghezza come segnalate dalle apposite tabellature della FIPSAS di Varese, e di non oltre 300 metri  verso il centro del lago. La pesca con il supporto di natante è consentita nelle zone individuate dalla Provincia, per raggiungere la postazione di pesca e la pasturazione, per portare le esche sul luogo di pesca e per il recupero del pesce allamato. Per la pesca con l’uso dell’imbarcazione occorre:

-il possesso di licenza in regola con i versamenti

-il permesso di pesca rilasciato dalla FIPSAS di Varese, per la pesca da riva.

-il permesso per l’uso dell’imbarcazione, annuale e nominativo rilasciato dalla Cooperativa dei Pescatori Professionisti del lago di Varese, in quanto titolare del diritto esclusivo di pesca, che si quantifica in accordo delle parti in 100 euro; il permesso per l’imbarcazione dovrà riportare il numero della tessera FIPSAS.

-la pasturazione dovrà essere segnalata da un gavitello riportante i dati del pescatore.

In caso di trasgressione alle presenti disposizioni si applicano le sanzioni previste dalla Legge Regionale 12/2001; nel caso di reiterata inosservanza delle vigenti disposizioni in materia, è data altresì facoltà alla Cooperativa  dei pescatori, per la pesca da natante e alla FIPSAS di Varese per la pesca da riva, compatibilmente con i rispettivi atti istitutivi, di ritirare il relativo permesso, dandone opportuna comunicazone alla Provincia, inibendo la pesca e la navigazione, senza obbligo di rimborso o indennizzo alcuno. La pesca con la tecnica del carpfishing è autorizzata a titolo sperimentale per la durata di 12 mesi dall’approvazione delle presenti disposizioni provinciali. Allo scadere del termine dei dodici mesi sperimentali sarà facoltà della Provincia di Varese, verificatene le condizioni, riproporre la fruibilità del Lago di Varese per l’attività del carpfishing a tempo determinato o indeterminato. Parlando con alcuni pescatori locali, ho saputo che per l’anno 2009 ci saranno alcuni cambiamenti sul regolamento, e che molto probabilmente, ci sarà un aumento delle postazioni dove poter pescare con la barca.

PERMESSO BARCA

Per fare il permesso annuale per la barca, bisogna raggiungere il paese di Calcinate Del Pesce. Qui bisogna chiedere del signor Nicolini Gianni (pescatore di professione) via dei pescatori 23 Calcinate del pesce inferiore, seguire indicazioni campo sportivo.