Fiume Tevere                                                       di Andrea Passeggieri e Andrea Olivetti   

 

Il Tevere, uno dei corsi d’acqua più grandi d’Italia. Il fiume nasce dal monte Fumaiolo e percorrendo più di 400 km sfocia nel mar Tirreno.

 

Il flusso del Tevere viene regolato da quattro dighe artificiali situate a nord di Roma, dighe che servono non solo a generare corrente ma anche a tenere sotto controllo le piene spesso pericolose del biondo fiume: diga di Montedoglio poco sopra Sansepolcro (AR), la diga di Corbara (TR), che prende il nome dall’omonimo paesino a pochi km. da Orvieto, la diga di Nazzano, e per ultima la diga di Castel Giubileo.

   
 
 
 

 
 

Il Tevere attraversa la città di Roma... visto dal satellite

 

Il Tevere, lungo il suo percorso, ha  rive accessibili, sia per la pesca da terra che dalla barca; quest’ultima rigorosamente con motore a scoppio visto le forti correnti. Il corso d’acqua offre molti spot dove poter insidiare le innumerevoli specie ittiche che lo popolano tra cui carpe, lucci, cavedani, barbi, carassi, breme e ultimamente sono sempre più numerose le catture di siluri di ottima taglia. Nel Tevere vengono praticate molte tecniche di pesca, alcune di queste si tramandano sin dai tempi più lontani.  Quindi non poteva mancare la tecnica del carpfishing, che dagli anni 90 ha incominciato ad essere sempre più diffusa lungo le sue rive.

Fin da subito il fiume ha regalato  prede di buona taglia e non é da escludere che possano essere presenti carpe intorno ai 30 kg., e quasi certamente anche oltre. Il carpfishing praticato nel Tevere è difficoltoso… Il fiume è soggetto a continui cambiamenti provocati dalle grandi piogge, le quali trasportando enormi quantità di detriti modificano di continuo la conformazione del letto del fiume.

 

 

Andrea Passeggieri con una bella regina catturata sul Tevere

Con il mio compagno di pesca Andrea Olivetti, consideriamo la zona che va dalla diga di Nazzano alla diga di Castel Giubileo, il tratto più bello per la tecnica del carpfishing, non solo per le splendide catture, ma anche per la conformazione del fiume e del territorio, ancora abbastanza incontaminato. Le rive possono essere raggiunte da terra, ma spesso dobbiamo utilizzare la barca per arrivare in alcuni spot, sicuramente i migliori, sia dal punto di vista prede che naturale. Nonostante la maggior parte delle nostre sessioni di pesca vengano effettuate a monte della diga di Castel Giubileo, non è da sottovalutare la parte a valle della diga, dove sono presenti spot comunque molto interessanti. I migliori periodi per la tecnica del carpfishing, secondo la nostra esperienza, sono due: da fine inverno (marzo - aprile) fino al periodo di ferma biologica (15 di maggio).

 

 

Andrea Olivetti con una regina del biondo Tevere

 

Nel periodo estivo e quindi con l’aumentare della temperatura, le carpe diventano spesso molto apatiche nella ricerca di alimento, e le catture diminuiscono drasticamente. Il secondo periodo buono parte dalla fine di settembre fino all’inizio dell’inverno. Le sessioni possono comunque protrarsi fino a gennaio. Da considerare che belle catture sono state effettuate durante sessioni di pesca con temperature molto rigide… quindi per i pescatori più temerari non ci sono problemi anche agli inizi della stagione più fredda. Nella pesca praticata nel fiume, ci sono degli accorgimenti da non trascurare, ovvero: pasturazione, terminali e attrezzatura.

 

 

Andrea Passeggieri nella foto di rito

 

La pasturazione, essa può essere effettuata con due metodi differenti: il primo, quello che noi chiamiamo pasturazione ”bomba”,  consiste nel gettare in acqua un notevole quantitativo di boilie di buon diametro, non inferiore ai 24 mm. fino ad a diametri intorno ai 30 mm., cercando di coprire più superficie possibile. Questo tipo di pasturazione viene maggiormente messa in atto su posti già visionati e scandagliati in precedenza ed effettuata due, al massimo tre giorni prima della sessione di pesca. Il secondo lo adottiamo in posti dove intendiamo effettuare pescate a lungo termine e consiste nel concentrare il quantitativo di boilie nei punti ritenuti, dopo attento esame del fondale tramite ecoscandaglio, più interessanti.

 

 

Per quanto concerne invece  le sessioni di pesca, preferiamo non rimanere in una postazione per lunghi periodi, soprattutto quando si effettuano sessioni molto veloci (anche di mezza giornata). Cerchiamo e quindi pasturiamo alcune zone selezionandole sempre dopo attento esame del fondale attraverso l’ecoscandaglio.  Questo ci permette di avere più spot da poter alternare a seconda della stagione, delle condizioni del fiume, del tempo ecc.. Estremamente importanti sono i terminali. Preferiamo adoperare fili guainati o trecciati da 35 lb. a 45 lb., proprio per evitare di avere spiacevoli inconvenienti. Facile perdere le carpe quando si pesca in zone dove la corrente è forte e gli ostacoli sono  tantissimi (sassi, rami, tronchi, radici ecc..). Altro importante accorgimento è quello di usare ami a filo grosso con misure che variano dal n°1 al n°2 come ad esempio i Fox 2XS o Fish Eye K-788 o K-788s, usati quasi esclusivamente con montature D - Rig o Line Aligner. Per il discorso zavorre usiamo piombi o pietre (da noi stessi realizzate) e di peso molto sostenuto. Per quanto riguarda le zavorre in pietra rigorosamente a perdere. Normalmente i pesi  si aggirano intorno ai 200 gr.,  questo per tentare di tenere le nostre esche sul fondo visto le corrente quasi sempre molto forti.

 

 

Altra bella cattura di Andrea Passeggieri

 

Un consiglio per quanto riguarda le canne… di buona potenza.  E’ consigliato non scendere mai sotto le 3 lb., meglio 3,5 lb. in modo da poter contrastare le potenti fughe del pesce. Spesso capita di pescare in prossimità di ostacoli, molto presenti sul fiume Tevere. Bisogna quindi cercare di portare fuori il pesce da queste situazioni nel più breve tempo possibile… altrimenti si rischia di perdere la nostra carpa. E’ essenziale pertanto disporre di attrezzature e montature robuste e potenti, adatte proprio a questo tipo di acque.

 

 

Andrea Olivetti con una bella regina

 

La pesca nel Tevere e’ consentita con solo 2 canne, con la possibilità di usare motori a scoppio.

 

Il periodo di chiusura della pesca alla carpa va dal 15 maggio al 30 giugno.