Lago Scandarello - Lazio   

 

Il lago Scandarello è un bacino artificiale costruito sbarrando il torrente omonimo che si getta nel fiume Tronto vicino alla città di Amatrice in provincia di Rieti. Le dimensioni dell'invaso sono circa tre chilometri di lunghezza per una superficie di circa 48 ettari. Le sue acque quasi cristalline raggiungono una discreta profondità e ad invaso pieno, sotto al corpo della diga, scendono intorno ai 50 metri. Ha un perimetro intorno ai 10 chilometri e presenta molte insenature. Le strade sono  assenti, l'unica che raggiunge le rive del lago è la strada che porta alla piccola frazione di La Conca, poche case proprio in prossimità dell'invaso. Intorno al lago, il paesaggio è molto bello, praticamente incontaminato, e le montagne  e i boschi di cerro sembrano sorvegliare il bacino.

   

Le zone del lago evidenziate con i nomi sono le più battute dai carpisti, quindi...

 
 

 
 

Il lago Scandarello visto dal satellite

 

Pescare in queste acque risulta più difficile di quanto sembri. Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, il livello del bacino varia di molto durante il passare delle stagioni. Si passa infatti da situazioni in cui le acque lambiscono i boschi a periodi in cui il lago sembra quasi dissolversi tanto scende di livello. Durante la stagione estiva infatti, oltre che al prelievo dell'acqua per l'alimentazione delle turbine Enel, c'è anche il prelievo da parte degli agricoltori per l'irrigazione. Ecco che quindi ci si trova a confrontarci con situazioni sempre diverse, appunto dettate proprio da questi motivi.

 

La zona dell'acquario

 

Sicuramente il periodo più infelice per insidiare le carpe sul bacino di Scandarello è appunto durante la stagione delle piogge. Le rive raggiungono i boschi di cerro e le carpe riescono a trovare il cibo da tutte le parti. In questi casi si può tentare di agganciare qualche pesce posizionando le esche in prossimità del bosco. Quando invece le acque incominciano a scendere, durante il periodo estivo, le nostre carpe pascolano sulle zone più profonde, zone che coincidono con il letto del torrente. L'individuazione di queste zone è abbastanza semplice.

 

 

Con l'eco dovremmo trovare la più profonda depressione, ed è proprio in quel punto che possiamo calare le esche, con buoni risultati. Qualche grossa carpa sarà sicuramente  in attesa delle nostre boilie. Ma il periodo migliore in assoluto è durante la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno. La molla sembra scattare quando le acque cominciano a risalire e contemporaneamente a raffreddarsi. Le carpe diventano più sfacciate proprio per accumulare i grassi indispensabili per poter passare tranquillamente l'inverno.

 

 

Altro argomento importante per poter catturare qualche carpa in più è quello della scelta del posto. Il lago, con la sua conformazione, passa da zone sassose a zone con fondali completamente coperti di fango. Individuare quindi uno spot migliore ecc.. faciliterà sicuramente le catture. La tecnologia ci viene incontro fornendoci ecoscandagli sofisticati i quali fanno "le lastre" al fondale. Altro modo è quello d visitare il lago durante il periodo della secca, osservando le zone migliori per poi fissarle su un GPS o Global Positioning System (da non confondere con il GPRS o General Packet Radio System, tecnologia di telecomunicazioni che consente di inviare e ricevere dati digitali in forma di pacchetto, attraverso la rete di telefonia mobile). A seconda del periodo di secca, possiamo infatti osservare visivamente i punti migliori e addirittura camminare dove poi nella stagione successiva, quando il livello sarà cresciuto, andremo a posizionare le nostre esche.

 

La zona del ponte sommerso in secca
 
Una foto scattata da Fabrizio proprio da sopra al ponte sommerso. Come si può vedere l'acqua è praticamente assente.
 
La zona del ponte sommerso, ma stavolta all'inizio dell'estate, quando l'acqua è ancora abbondante. La differenza è tanta.

 

Per quanto riguarda la scelta del terminale, bisogna tenere in considerazione che le carpe di Scandarello ne hanno viste di cotte e di crude, data la forte pressione di pesca. Il consiglio è quello di utilizzare terminali il più possibile invisibili, magari montati su fluorocarbon, con boilie bilanciate poco aromatizzate, oppure con esche naturali, sempre bilanciate come ad esempio delle tiger nut.

Nel lago sono presenti carpe di tutti i tipi e di grossa taglia. Per gli amanti dell'artificiale queste acque contengono boccaloni e soprattutto lucci di grosse dimensioni. Sono anche presenti siluri, trote, tinche, carassi e scardole.

 

Come arrivare

Per arrivare al lago bisogna percorrere la strada che da Rieti porta in direzione di Ascoli (circa 58 km), oppure da Amatrice sempre in direzione di Ascoli per circa 3 chilometri. Troveremo poi le indicazioni per la piccola frazione di La Conca.

 

Regolamentazione della pesca

Il periodo di divieto per ferma biologica va dal 15 di maggio al 30 di giugno. La pesca è vietata per una distanza di 100 metri dal corpo della diga. Occorre un tesserino (dal costo di 20 euro) rilasciato dalla provincia di Rieti (per informazioni contattare l'ufficio caccia e pesca al numero 0746,286269), tesserino valido per un anno su tutto il territorio della provincia.