Lago del Salto
 

La mia passione per la pesca ha radici molto profonde essendo nato a Fiumata, piccolo paese che si trova sulle rive del lago Salto. 

Mio padre per non lasciare il suo paese natio dopo l’inondazione della valle dove ora si trova il lago, si improvvisò come molti altri, pescatore di mestiere e venditore ambulante di pesce, attività che ho proseguito anche io durante la mia gioventù. Sin da bambino però ho avuto una grande passione per la pesca con la canna. Ho iniziato la pesca a fondo all’età di otto anni con un vecchio del paese, (Di Giannantonio Edoardo) morto da molti anni con cui mio padre mi mandava a pescare perchè si fidava ciecamente di lui.

 
 
 
 

 

Ovviamente le possibilità economiche del periodo, le attrezzature e quant’altro non erano come quelle attuali, i mulinelli erano pura utopia, anche il fine era completamente diverso, non si pescava solo per passione, ma soprattutto per mangiare. Ai più giovani ed a quelli che non avevano problemi vivendo in altre realtà potrà sembrare strano come possano essere cambiate le cose in tempi relativamente brevi, ma dovete sapere che ho vissuto con la mia famiglia fino all’età di sei anni in una stanza, che di giorno fungeva da cucina e la notte da camera da letto, non avevamo il bagno, dovevamo servirci di  quelli pubblici per i bisogni fisiologici, il bagno lo facevamo in una bagnarola e potrei continuare all’infinito elencando le problematiche del periodo. Questi sono ricordi indelebili che porterò per sempre nella mia mente, che mi hanno dato una incredibile forza interiore che nel corso degli anni mi ha permesso di ribellarmi a tutte le avversità. Le gravi malattie che ho avuto fino all’età dell’adolescenza, il collegio e potrei ancora continuare per molto, sono solo dei ricordi.

 
 

La nostra “attrezzatura” era composta da canne di bambù, uno spago per lenza, un tappo di sughero per galleggiante ed un piccolo chiodo piegato a forma di uncino per amo. Come esca utilizzavamo un impasto di polenta che ci preparava sua moglie, pezzi di patate, di frutta e vermi. Nel corso degli anni la mia attrezzatura si è pian piano evoluta, sono arrivati i primi mulinelli, le prime bolognesi con le quali ho preso una quantità industriale di carpe che vendevo per acquistare abbigliamento e quant’altro per non gravare sulla mia famiglia. Nel frattempo portavo avanti anche la scuola e l’attività di mio padre che aveva grossi problemi di salute. Debbo onestamente riconoscere che la pesca di mestiere anche se non era mirata esclusivamente alle carpe è stata determinante nel comprendere come si comportano le carpe nelle diverse stagioni, i loro spostamenti ecc, in parole povere abbinata alla pesca con la canna mi ha permesso di acquisire un grande senso dell’acqua che si è rivelato determinante con la tecnica del carpfishing. Nel 1990 mi capitò per caso di leggere un articolo di pesca che trattava questa tecnica, era scritto da un certo Massimo Mantovani. Lo presi con beneficio di inventario perché non riuscivo a credere che si potessero prendere  carpe pescando con l’amo scoperto, del resto fino ad allora ero sempre stato molto metodico nel coprirlo perfettamente con l’esca. Ciò nonostante mi misi alla ricerca di queste boilie che trovai in un negozio di Rieti. In modo molto rudimentale, mentre pescavo in modo tradizionale con le altre canne ne preparai una con le boilie.

 

 
Bolognese da 5 metri, lenza madre diretta fino alla girella dello 0,25, mulinello con capienza di 100 metri, piombo di 60 grammi bloccato sopra la girella con due pallini di piombo morbido e terminale costruito con un dacron di cui non ricordo il nome (drennan?), l’amo mustad numero 8 ed una boilie da 12 millimetri allo scopex completavano “l’opera”.  Il rumore della frizione quando la carpa prendeva filo fungeva da segnalatore. Iniziai a catturare da subito anche se il tempo passato in pesca era ridotto a tre quattro ore al giorno e l’azione di pesca era rivolta anche a tinche, scardole e persici reali. La taglia delle catture era molto alta, andava dai 12 ai 20 kg, questo mi induceva visto la ridotta capienza dei mulinelli a salire subito in barca per seguire la fuga delle carpe. Nella Primavera del 91 iniziai a dedicarmi con maggiore convinzione alla tecnica del carpfishing, abbandonai definitivamente le altre tecniche di pesca perché oramai era scattata definitivamente la molla per il carpfishing. Ero il solo a pescare sul lago del Salto e stavo molto attento nel tenere nascosto agli amici del paese la tecnica che adottavo, non per gelosia, ma perché sapevo la brutta fine che avrebbero fatto le carpe. Il primo a condividere le mie sessioni di pesca fù Roberto Di Battista con il quale ho passato dei momenti indimenticabili.
 
 

Pescavo solo di giorno in quanto non ero attrezzato per fare la notte, non avevo neanche un ombrellone, per ripararmi dalla pioggia fissai a terra dei pali e preparai una copertura con il telo trasparente. Non potete immaginare cosa darei in questo momento per avere delle foto che dimostrino quanto stò dicendo, ma chi avrebbe mai pensato in quei momenti che in futuro le foto avrebbero avuto una certa importanza? Un mattino della Primavera del 1991 stavo in una zona del lago molto isolata che raggiungevo con la barca, ad un certo punto vidi spuntare tra la nebbia un barchino lungo un paio di metri, a bordo tra una montagna di materiali si intravedeva a malapena una persona che si fermò a circa duecento metri dalla mia postazione. Andai subito a vedere chi fosse questa specie di “marziano” spuntato dal nulla. Rimasi sbalordito quando vidi che era il personaggio che mi aveva dato l’imput per cominciare la tecnica e lui lo rimase quando vide (nonostante un’attrezzatura un po’ ortodossa) i dati delle catture che riportavo in una piccola agendina. Da lì nacque una grande amicizia, Massimo mi fece il lavaggio del cervello per trasmettermi l’importanza di rilasciare il pescato ed in quei momenti scatto definitivamente la molla del carpfishing.

 
   

Acquistai i primi segnalatori, le prime canne da carpfishing e le mie catture con l’aiuto di Max cominciarono a destare l’interesse di tutto il panorama Nazionale della nuova tecnica. Nel 1993 nacque anche il primo video sul C.F. girato con Massimo sul lago del Salto. Nel 1993 sempre sul lago del Salto conobbi  Roberto Ripamonti con il quale ho condiviso dieci anni di pesca che mi hanno permesso di farmi conoscere anche all’Estero. Non ho alcun dubbio nell’affermare che Massimo e Roberto sono le due persone alle quali devo dire grazie per avermi permesso di esprimere le mie qualità. Durante questi anni mi sono tolte molte soddisfazioni personali, sono diventato testimonial delle due maggiori aziende Europee, ho scritto con continuità in Italia, all’estero, ho preso varie copertine nelle riviste Europee, ho partecipato a vari video, ho registrato molte riprese sul canale di pesca di Sky ecc. ecc.

Sono all’incirca dieci anni che non pesco in questo lago perchè dopo avergli dedicato totalmente i primi anni di carpfishing,  ho sentito il bisogno di misurarmi con  altri laghi per maturare nuove esperienze in differenti tipi di acque, ma come dice un noto proverbio: il primo amore non si scorda mai ed ogni volta che ci torno non posso fare a meno di fare una passeggiata sul ponte che lo attraversa nei pressi di Fiumata ed osservare le sponde dove ho avuto i primi approcci con la pesca ed ogni volta rivedo quel piccolo bambino seduto sulle sponde del lago, lottare con attrezzature un pò ortodosse, con le prime carpette della sua vita, gioire ad ogni cattura e portare a casa con molta fierezza i suoi trofei, parlare di rilascio in quel periodo era pura utopia.

DESCRIZIONE LAGO    

Il lago del Salto è un grande bacino artificiale realizzato negli anni 30-40 con lo sbarramento del fiume Salto, per la produzione di energia elettrica e come cassa di espansione per le piene del Salto che procuravano frequenti allagamenti  nella parte bassa di Rieti. E’ situato a 535 metri sul livello del mare, ha una lunghezza di circa 10 Km e la larghezza di uno. E’ collegato tramite una galleria sotterranea al lago del Turano altro grosso bacino artificiale che si trova anche esso nella Provincia di Rieti. Il lago del salto è molto articolato, con insenature e fiordi che penetrano nelle valli scavate dai torrenti. I due versanti del lago sono nettamente differenziati. Su quello di destra, esposto a sud-ovest, si addensano i paesi e i campi coltivati. Mentre il versante di sinistra, esposto a nord-est, è più solitario dell’altro e la strada che costeggia il lago scorre ininterrottamente tra boschi di querce e castagneti.  Nell’area oggi occupata dalle acque sorgevano i paesi di S.Ippolito, Fiumata, Teglieto e Borgo S.Pietro, ricostruiti sulla riva del lago e divenuti piccoli centri turistici, mentre le vecchie mura che restano degli antichi borghi sono divenuti anfratti per le carpe, nonchè  ottime postazioni per la nostra tecnica.    Alla foce del lago S.Ippolito Fiumata si trovano immense praterie interrotte dal vecchio letto del fiume mentre proseguendo verso la diga i fondali diventano piu profondi ed irregolari , con un numero enorme di insenature tra cui cito le piu grandi che sono nell’ordine : la gola di Campolano, la gola di Marcetelli, la gola di Varco Sabino,  di Vascone, di Cerreta ed infine le gole di ponte lungo.

 
 

COME E’ CAMBIATO

I posti che ho per ora citato danno regolarmente pesci durante tutto l’arco dell’anno, e sono quelli dove ho preso molti pesci al di sopra dei 20 kg. Negli anni novanta la taglia media delle catture era sui 15 kg. Bisogna anche tener conto che nei primi anni che ho attuato questa tecnica i pesci non conoscevano le boiles, infatti sono stato il primo a provare con questa nuova tecnica e quindi conoscendo le loro abitudini e  presentandogli un’esca che hanno dimostrato di gradire sin dal primo giorno il mio compito è stato molto facilitato. Pensate che  per i primi tre anni di carpfishing ho catturato  tantissime   carpe facendo solo battute diurne.  Il record del lago è rappresentato da una comune di kg 29,8 catturata nel 1991 da un pescatore della zona con  canna bolognese e mais nella zona di Fiumata pescando nel sottoriva.  Con il passare degli anni, si è divulgata la tecnica del carpfishing, il numero di carpisti presenti sul lago è aumentato   ed ovviamente, nei posti sopra citati la taglia delle catture si è abbassata notevolmente, perché le carpe piu grandi hanno “scoperto” molto velocemente l’inganno e sembrano frequentare queste zone  solo nel periodo della frega che solitamente avviene nel mese di Maggio. Inoltre queste sono le zone più ricche di vegetazione acquatica ed i grossi amur che sono stati immessi in numero spropositato si sono impadroniti di esse e naturalmente la grossa carpa per natura più  solitaria si è dovuta adattare ad altri fondali. Attualmente questo problema sembra in parte superato, molti amur catturati non venivano rilasciati e la cattura degli amur si è fatta molto più rara, anche se questo non fa testo in quanto il livello del lago nell’ultimo anno è rimasto quasi al livello massimo anche in estate e quindi i grossi amur che sono rimasti avevano una grande disponibilità di cibo naturale. Bisogna anche tenere conto che praticamente tutti i carpisti frequentano queste zone perché sono quelle più comode e che danno pesci più facilmente, inoltre c’è da considerare  che in questi luoghi è stata sperimentata la pesca notturna per diversi anni e anche ciò spiega l’ovvio allontanamento delle prede più grandi. Da qualche anno sul Salto è vietata la pesca professionale e forse è venuta a mancare la selezione del pesce, basta pensare alla taglia media delle catture del lago di Bolsena dove questa viene esercitata, per rendersi conto quanto essa sia importante, anche se ovviamente pescare dove non si possono mettere le reti ci fa molto più piacere. Il lago a seguito di varie riproduzioni della specie andate a buon fine si è riempito di carpe di piccola taglia e questo rappresenta un grosso limite per la cattura delle più grandi. La stagione ideale per pescare limitando il problema delle piccole sarebbe l’inverno, ma purtroppo in questa stagione vedo il lago desolatamente vuoto di carpisti.

 
 

PASTURAZIONE

Il lago del Salto è un lago di grosse dimensioni, i posti dove potersi istallare per insidiare le carpe sono moltissimi, anche perché praticamente non c’è un posto che dico uno, che non viene da esse frequentato; infatti le carpe del Salto sono molto nomadi e soprattutto dalla Primavera all’Autunno fanno lunghi tragitti giornalieri. Solo in Inverno riducono i loro spostamenti ed è meglio evitare il “lago aperto” a favore delle grosse insenature presenti. Quanto detto sopra ci permette di effettuare pasturazioni preventive prima di recarci a pescare, cosa non più possibile in piccoli ambienti per il numero sempre crescente di adepti della nostra tecnica. Negli anni novanta bastava pasturare con molto mais e qualche boiles per assicurarci le mangiate delle carpe senza avere alcuna forma di disturbo delle altre specie. Verso il 1995 a seguito di una spropositata immissione di amur da parte della Provincia di Rieti, comincio a crearsi qualche problema, soprattutto quando utilizzavamo il mais. Attualmente il numero di amur si è ridotto notevolmente, ma utilizzare il mais in pastura rimane un grosso problema a seguito dell’immissione dei cavedani che si sono riprodotti in numero impressionante. Per evitare in parte il problema cavedani consiglio di limitare l’uso delle granaglie alle sole tiger nut, unite a boiles di grandi dimensioni (20, 24 mm). Il lago è popolato di gamberi e cozze d’acqua dolce che fanno ormai parte integrante della dieta alimentare delle carpe. Per offrirgli un alimento che si avvicini il più possibile a ciò che trovano in natura consiglio di pasturare con boiles realizzate con mix concepiti con farine di carne e pesce.

 
 

IL RITORNO

Per la stesura di questo articolo, sono tornato a pescare sul Salto dopo la bellezza di dieci anni. Dopo una pasturazione preventiva di due settimane (tre volte a settimana), in compagnia di Paolo Franceschini e Cristiano Coralli, abbiamo fatto una sessione di quattro giorni. Per il problema cavedani abbiamo utilizzato esclusivamente tiger e boiles anche se qualcuno è venuto a farci visita ugualmente. In quattro giorni abbiamo preso moltissime carpe dagli otto ai quindici kg, tutte regine e una bellissima fully scaled presa da Paolo. La taglia media delle catture è stata sui dieci kg, ma sono sicuro che pescando nella stessa zona in Inverno, momento durante il quale le più piccole sono meno attive, la taglia media aumenterà vertiginosamente. Per questo abbiamo deciso di portare avanti la pasturazione per tutto l’Autunno, fino al sopraggiungere dell’Inverno per sperare di catturare le grosse carpe e gli enormi amur che popolano queste acque.

 
 

TATTICA DI PESCA 

 

PRIMAVERA

In questa stagione troviamo le carpe nei bassi  fondali , perché li la temperatura dell’acqua è maggiore e sono, in fin dei conti, le zone destinate alla riproduzione quando  la temperatura dell’acqua raggiunge i 18 20°C. In generale quindi in questa stagione il fondale ideale sarà compreso tra 1 e 6 metri e ben difficilmente vi saranno delle catture a profondità  maggiori. Visto che ricercheremo fondali bassi ovvero, nella maggioranza dei casi, l’immediato sottoriva, vi sono  le solite regole che dobbiamo rispettare per avere delle buone catture, (evitare i rumori, utilizzare i beck lead per adagiare la madre lenza a terra ecc ecc).  In questa stagione consiglio di pescare nella zona di S. Ippolito, nella gola di Campolano ed in tutte le altre insenature perché sono le zone dove normalmente avviene la riproduzione.

 

ESTATE

Dopo la deposizione delle uova abbiamo un ulteriore aumento della temperatura dell’acqua ed ho notato che le carpe più grandi  si spostano  da queste zone cercandone altre più tranquille fuori dalle insenature ed in acque più profonde. Personalmente  in Agosto durante il giorno ho preso le carpe piu grandi dai 10 ai 20 metri di acqua, mentre la notte è produttiva anche nel sottoriva  in zone molto tranquille irraggiungibili senza l’ausilio della barca. In questa stagione consiglio di pescare dalla zona che va da Borgo S.Pietro alla diga per quanto riguarda il lato di destra esposto a sud-ovest, mentre per l’altro esposto a nord-est consiglio di pescare dall’uscita della gola di Marcetelli fino ad un km circa dalla diga. Qui   vi sono i fondali più alti, zone poco sfruttate ed alcune addirittura vergini, ovviamente non saranno le più agevoli e le più redditizie in termini di catture, ma sono quelle dove la taglia media delle catture è più alta. Non fatevi ingannare dai fondali che degradano velocemente perché sono delle rotte obbligatorie che le carpe più grandi  compiono giornalmente per spostarsi in zone rocciose ricche di gamberi e prive di disturbi esterni. In questa stagione sembrano gradire molto  boiles al pesce e mix al pesce con un aroma fruttato poiché nel lago oltre ai già citati gamberi sono presenti le cozze di acqua dolce. Molto spesso  inoltre mi è capitato  di  trattenere nelle sacche di mantenimento grosse carpe   per notare al momento del rilascio che avevano ricurgitato piccoli pesciolini. Per  gli amur non ci sono preferenze perché in detta stagione normalmente il livello delle acque si abbassa, di conseguenza  non trovano più le erbe che sono il loro nutrimento principale ed attaccano tutto ciò che gli viene presentato.   

 

AUTUNNO

Secondo la mia esperienza maturata in questo lago questo è il migliore periodo dell’anno perché la carpa è alla continua ricerca di  cibo per  accumulare quei grassi che le saranno utili a superare l’inverno  inoltre c’è da considerare che in questo periodo, solitamente il livello delle sue acque scende  ulteriormente, il cibo naturale inizia a mancare ed il pesce perde quei freni inibitori che solitamente ha in altre stagioni. Consigliare zone in questo periodo non è molto semplice in quanto tutte le zone sono produttive tenendo a mente che dopo l’estate le nostre amiche lasciano gli alti fondali.  

 

INVERNO

Considerando che in questo periodo con l’abbassamento della temperatura la carpa ha dei rallentamenti del fabbisogno alimentare bisogna ridurre notevolmente la quantità di esche da gettare in acqua ed occorre individuare tutti i possibili ostacoli sommersi vicino ai quali i branchi di carpe si raggruppano e da cui difficilmente si allontanano. Altre aree sempre favorevoli sono le insenature che offrono  riparo dai venti ed inoltre hanno fiumiciattoli che vi si immettono e quindi mantengono alto il livello di ossigenazione dell’acqua e forniscono cibo ai pesci creando le condizioni favorevoli allo stazionamento. In questo periodo tornano buoni i posti consigliati per la primavera anche perché l’azione di disturbo dei carpisti si riduce drasticamente, in quanto molti di essi in questa stagione preferiscono starsene in luoghi molto più caldi.

 

 

ACCESSIBILITA'

Tutto il perimetro del lago è percorribile in macchina.

I punti di accesso per scendere al lago con la macchina per scaricare le attrezzature si trovano a S. Ippolito, Fiumata, Borgo San Pietro, diga salto e nella gola di Varco Sabino, da queste zone, caricando i materiali in barca  si possono raggiungere le postazioni ritenute più ottimali.     

 

VIABILITA'

Il lago del Salto si trova nell’Italia centrale. Dal nord Italia bisogna prendere l’autostrada A-1 Milano - Roma, bisogna uscire a Fiano Romano ed imboccare la SS. 4 salaria per Rieti. Giunti a Rieti bisogna prendere la SS. 578 Salto Cicolana, giunti al bivio di Concerviano si può prendere la superstrada e raggiungere   prima Borgo e poi Fiumata,  oppure si può proseguire per la SS. 578 e raggiungere la diga del lago, da qui è possibile fare il giro del lago da ambo i lati.

   

 

REGOLE DI PESCA

Attualmente sono in vigore tali norme: si può pescare con tre canne, è consentita la pesca notturna anche se c’è il sentore che il nuovo assessore di caccia e pesca voglia apportare dei cambiamenti che in tal caso vi saranno comunicati nei prossimi numeri della rivista. Si possono usare natanti anche con motore a scoppio fino ad un massimo di 4 HP.  Il lago del Salto si trova in Provincia di Rieti, per pescare in tutte le acque principali che ricadono in tale Provincia oltre alla licenza governativa, bisogna essere in possesso di un tesserino del costo di 20 euro, 10 per i residenti nella Provincia di Rieti. Il numero di conto corrente per fare il versamento è il seguente: 14611024. Tale tesserino può essere richiesto presso gli uffici Provinciali o presso i negozi di pesca della zona.  Nel periodo che va dal 15 Maggio al 30 Giugno la pesca alla carpa rimane chiusa tuttavia non si hanno problemi se dopo una cattura si fanno immediatamente le foto di rito e si restituisce la libertà al pesce senza  metterlo nelle apposite sacche di mantenimento. Per la   pesca agli enormi amur che popolano queste acque non è prevista alcuna chiusura  in quanto la temperatura delle nostre acque non raggiunge temperature ottimali per  la loro riproduzione.  

 

COZZE D’ACQUA DOLCE E GAMBERI

Sul lago è presente una grande colonia di cozze di acqua dolce. Le prime testimonianze della loro presenza le abbiamo avute intorno all’anno 1995. Le anodonte, rappresentano una buona percentuale della dieta delle carpe del Salto; non è difficile, quando il livello delle acque scende, notare grossi giacimenti di frammenti dei loro gusci.

 

 

POPOLAZIONE ITTICA

La popolazione ittica è rappresentata da cavedani, alborelle, scardole, carassi, tinche, black bass, persici sole, persici reali, lucci, anguille, amur ed i vari tipi di carpe (specchi, cuoio, regina e fully scaled). Da qualche anno è stata accertata anche la presenza di siluri.