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Canale di Ostellato |
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Il canale di Ostellato o Valle Lepri si trova in
Emilia Romagna in Provincia di Ferrara nella parte
bassa della pianura padana. La superficie
Provinciale è di 2631 km quadrati. L’80% è
agricolo, il 2% boschivo e l’8% rappresentato da
fiumi, canali e valli residue delle bonifiche; solo
il restante 10% è occupato da superficie urbana.
Il territorio si sviluppa su quote molto basse:
l’altitudine massima è di 22 metri, la minima (anche
del suolo Italiano) è di oltre 4 metri sotto il
livello del mare. L’orizzonte privo di montagne, il
paesaggio piatto e sconfinato, gli inverni umidi, i
desolati specchi d’acqua delle valli e le campagne
nebbiose costituiscono il fascino della pianura
Ferrarese.
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Il canale
di Ostellato visto dal satellite |
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Gli unici elementi che rompono la monotonia di
questi spazi sono rappresentati da argini, da lievi
sopraelevazioni che indicano la presenza di antichi
dossi fluviali o litoranei, da sagome di campanili che
si ergono dalla campagna e filari di alberi che
costeggiano le strade principali. Come già accennato,
gran parte del territorio Ferrarese è sotto il livello
del mare, e le aree che non lo sono presentano comunque
una pendenza tale da rendere impossibile il deflusso
naturale delle acque piovane. Questo spiega la storica
conformazione acquitrinosa della regione, che viene
costantemente prosciugata da 74 impianti idrovori
distribuiti in tutto il territorio. |
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Il
canale di Ostellato per lunghi tratti, campo gara
permanente è stato patria indiscussa delle più
importanti gare di pesca al colpo, tanto da
diventare uno dei siti di pesca Italiani più
conosciuti.
E’
stato creato negli anni sessanta. Ha una lunghezza
di 54 chilometri, una larghezza di circa 80 metri ed
un’altezza media intorno ai due metri con punte
massime di tre metri. Le sue sponde delimitate da
fitti canneti sono quasi tutte raggiungibili in
auto, questo grazie ad una strada che lo costeggia
lungo tutto il perimetro.
Presenta fondali piuttosto omogenei lungo il suo
corso caratterizzato da parecchia melma, soprattutto
nel centro del canale dove questa, nel corso degli
anni si è accumulata in abbondanza. Solo in
prossimità delle sponde il fondale appare
particolarmente duro, cosa che sembra piuttosto
insolita a chi per la prima volta pesca ad Ostellato
e non ne sa ancora il motivo. Ciò è dovuto
soprattutto alla forte presenza di mitili (cozze di
acqua dolce) di enormi proporzioni che vivono in
massiccia quantità lungo tutte le sponde del canale.
Queste sono un vero polmone per il perfetto
funzionamento dello splendido ecosistema che questo
posto rappresenta. |
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Questi enormi bivaldi, svolgono un doppio ruolo
all’interno del canale: oltre ad essere un
nutrimento essenziale per la maggior parte dei pesci
del canale, sono filtratori continui, 24 ore su 24,
delle acque del posto che, presentano un leggero
tasso di inquinamento, dovuto essenzialmente
all’enorme quantità di concimi e disserbanti che le
acque piovane trasportano attraverso il terreno fino
nelle acque del canale. Infatti la provincia di
Ferrara, e in particolare tutta la valle intorno ad
Ostellato, è oggetto di coltivazione molto
intensiva. In particolar modo questa comprende tutte
quelle coltivazioni di pianura che hanno bisogno di
molti prodotti chimici per ridurre la crescita di
piante indesiderate. E’ facilmente intuibile,
quindi, che il ristagno dell’acqua, non potrebbe
garantire una grande quantità di pesce e vita se non
ci fossero dei veri e propri depuratori naturali
come appunto sono le cozze d’acqua dolce. |
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Oltre alle gigantesche cozze, nel canale sono
presenti gamberi e granchi che nella vita di un
canale sono essenziali garantendo un perfetto
funzionamento nel ciclo di recupero del detrito, che
in ecosistemi di questo tipo è molto abbondante
(data la massiccia presenza lungo le sponde di molta
vegetazione, in particolare canneto, che
ciclicamente muore e finisce in acqua marcendo e
diventando detrito sul fondo).

Grazie alla grande quantità di cibo naturale e alla
forte selezione dovuta alla massiccia presenza di
predatori, in prevalenza sandre, alle quali da
qualche anno si sono aggiunti in quantità notevole i
siluri, che garantiscono una buona selezione delle
prede, la taglia media delle catture di carpe negli
ultimi anni si è alzata notevolmente, tanto da
attirare l’attenzione di numerosi carpisti.
Sicuramente anche la forte pressione di pesca a cui
è sottoposto questo canale da molti anni, ha dato il
suo contributo nella crescita media delle carpe con
consistenti quantitativi di esche artificiali.
Infatti, l’introduzione nelle sue acque di quintali
e quintali di granaglie e boilies, ha cambiato
radicalmente il regime alimentare delle carpe
presenti garantendo una crescita maggiore delle
stesse.
Oltre alle già citate specie sono presenti carassi,
scardole, anguille, tinche e qualche grande
esemplare di temolo russo. |
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Nel
mondo della nostra disciplina le “voci” riguardanti
catture si diffondono assai velocemente. In questo
modo il sottoscritto ha saputo della cattura di
carpe oltre i 20 kg, di amur oltre i 30 kg e di
molti siluri che oltrepassano i 50 kg catturati
negli ultimi anni nel canale.
Cosa chiedere di più ad un canale per gli amanti
della nostra disciplina? Erano vari anni che
promettevo all’amico Michele (ottimo conoscitore ed
assiduo frequentatore del canale), conosciuto nel
1996, in occasione delle ferie estive trascorse con
la mia famiglia nel Riminese, che sarei andato per
una sessione di qualche giorno da trascorrere
insieme. Finalmente nel mese di Settembre 2004 e
successivamente in quello di Dicembre, sono andato
nel canale in questione per trascorrere due sessioni
di quattro giorni ciascuna nelle stupende acque del
canale di Ostellato. Mi ha accompagnato in queste
prime sessioni Emiliano Gabrielli, un carissimo
amico con il quale pesco da un paio di anni. La
prima osservazione che mi sento di fare riguardo a
questo canale, è che questo è il luogo dove
sicuramente un carpista può ricaricare le batterie
dopo periodi di magra in posti che frequenta
abitualmente o dopo lunghi periodi di inattività, in
quanto se affrontato in modo corretto, può regalare
molte soddisfazioni. |
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Dopo aver visionato varie aperture nei canneti
abbiamo scelto di pescare fuori dall’ex campo gara,
in una zona meno sfruttata in quanto solo dal 2004
si può pescare liberamente. Giunti sul posto,
abbiamo pasturato il centro e le due sponde del
canale. Abbiamo adottato questa strategia perché nel
canale e nei fiumi in genere, i pesci sono molto
nomadi ed è molto importante cercare di fermare
quelli che passano nella zona prescelta. I carpisti
locali da quanto mi è stato riferito dall’amico
Michele pescano quasi esclusivamente nelle strette
vicinanze del canneto nella parte opposta della
strada che costeggia il canale. Noi a differenza di
loro che hanno la possibilità di abituare le carpe
con pasturazioni preventive abbiamo cercato di
intercettare le carpe “sbarrando” il loro passaggio.
Vicino le sponde, dove abbiamo trovato un fondale
molto duro, dovuto alla presenza di cozze, abbiamo
pasturato con tiger nut e boilies perché ci sembrava
più indicato per le carpe, mentre nel centro
abbiamo utilizzato solo granaglie miste per attirare
i grossi amur che popolano queste acque, i quali
data la mole e l’indubbia potenza e velocità,
pascolano ovunque nell’alveo del canale, incuranti
delle insidie dei grossi siluri sempre in agguato
sul fondale. |
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L’uso dell’eco in questo ambiente è quasi superfluo
in quanto vi sono pochissimi ostacoli. I pochi
presenti sono facilmente individuabili dall’esterno
e sono piccoli alberelli affioranti nelle immediate
vicinanze delle sponde. Molto utile invece si è
rivelata una canna di bambù lunga circa tre metri
per riuscire a capire la tipologia di fondale nella
parte adiacente il canneto, dove come ho già detto
vi è una presenza di cozze d’acqua dolce a livello
industriale e di una grandezza mai vista in
precedenza. Ci siamo serviti di questo ecoscandaglio
a mano (nome datogli da Michele) prima di calare i
terminali, per sentire dove c’era il cambiamento di
consistenza del fondale (da duro a morbido). Nel
sottoriva abbiamo pescato esclusivamente con boilies
sia affondanti che pop-up e tiger nut. Nel centro
canale abbiamo pescato con la classica coroncina di
mais bilanciata con rig foam dello stesso colore
montate su ami serie 5 della fox, preparati con un
anellino che scorreva sul gambo dell’amo tra i rig
stops, stopper in gomma a forma di goccia
appositamente studiati per la costruzione di finali
antiespulsione. |
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Entrambe i metodi si sono rivelati molto efficaci,
infatti tutte le mangiate che abbiamo avuto nel
centro canale da parte degli amur sono state
tradotte in catture. Micidiale, come ormai costatato
in ogni tipo di acqua, si sono rivelate le boiles
affondanti 3D che hanno indotto in tentazione anche
amur di notevole mole, i più grandi per l’esattezza
ed un paio di carpe abbondantemente sopra i 20 kg.
Senza fare la cronologia delle catture, durante
queste brevi ma intense pescate i risultati sono
stati veramente notevoli: moltissime partenze di
amur con ben 3 pesci sopra i 20 kg fino a 23 kg.e
innumerevoli carpe di ogni razza, dalla classica
regina allungata a quelle alte e tozze, molte
specchio e qualche cuoio. Dopo queste prime due
sessioni assai positive in termini di catture, che
mi hanno dato modo anche di instaurare un rapporto
di amicizia con qualche carpista locale, torno
regolarmente almeno un paio di volte l’anno ad
Osellato in quanto sono rimasto affascinato dal
numero delle catture, dai diversi ceppi di carpe che
si possono incontrare e dall’enorme taglia delle
erbivore, senza dimenticare la disponibilità e la
cordialità che ho trovato negli abitanti di questa
zona del Ferrarese. |
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L’acqua del canale poco profonda favorisce un rapido
riscaldamento con i primi soli primaverili, ciò
favorisce una ripresa molto veloce dell’attività dei
pesci rispetto ad ambienti con profondità maggiori.
In particolar modo le carpe sono le prime a
rimettersi in movimento dopo il periodo invernale in
cui il canale in caso di stagioni particolarmente
fredde arriva a gelare. Già dai primi di Marzo c’è
una discreta ripresa dell’attività delle carpe ed è
uno dei momenti migliori per tentare la cattura di
grossi esemplari femmine di carpa che si preparano
per la fase della frega ed hanno bisogno di un
grosso apporto proteico. La deposizione delle uova
(salvo stagioni anomale) avviene entro il mese di
Maggio.
Lo
stesso vale per i periodi tardo autunnali durante i
quali il rapido raffreddamento dell’acqua rallenta
le attività delle innumerevoli carpe dai 5 ai 10 kg
che popolano il canale , ma abbasserà i freni
inibitori dei grossi esemplari, che in cerca di
scorte da accumulare per affrontare l’inverno, si
faranno facilmente tentare dai vostri inneschi.
Per quanto riguarda le amur è, come già detto,
ottimo cercarle con grosse pasturazione di granaglie
al centro del canale, ma se pescate nei periodi
primaverili questi pesci dopo il risveglio invernale
amano brucare le tenere e giovani canne verdi che
germogliano con l’arrivo delle temperature più
calde.
E’ proprio nei primi metri dalla sponda quindi che è
consigliabile pescare non dimenticando,comunque, che
questi pesci fondamentalmente erbivori, amano
muoversi in grossi branchi nutrendosi di grandi
quantità di cibo, quindi, anche pescando marginale
vicino ai canneti è indispensabile una grande
quantità di granaglie per fermarli più a lungo nella
nostra zona di pesca. |
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L’azione di pesca nel canale è molto diversa da
quella che si fa in altri ambienti, quindi di
conseguenza anche per quanta riguarda le
attrezzature da utilizzare le esigenze sono molto
differenti. Dobbiamo considerare il fatto che
l’utilizzo della barca è vietato nelle zona del
campo gara e consentito (credo ancora per poco) nel
resto del canale solo per pasturare. L’ideale
sarebbe utilizzare un barchino telecomandato che
permetterebbe, oltre di pasturare e portare fuori i
terminali, di avere un approccio di pesca molto più
discreto. La canna ideale secondo il mio punto di
vista dovrebbe avere una potenza tra le 2,75 e le 3
lb, per lanciare con facilità piombi da 100-120
grammi nella sponda opposta del canale che nei punti
più ampi raggiunge gli 80 metri. Queste permettono
di combattere senza problemi anche le carpe e gli
amur più grandi, in quanto come già accennato il
canale è privo di ostacoli e quindi, non abbiamo la
necessità di forzare il pesce. Per quanto riguarda
i mulinelli visto le ridotte distanze di pesca, non
occorre utilizzare quelli con grandi portate di
filo, ma sono sufficienti anche piccoli mulinelli
con capienza di 300 metri che permettono di far
fronte a tutte le esigenze di pesca in simili
situazioni. Pescando nel canale in questione ritengo
che svolgere l’azione di pesca con il nylon (ideale
un buon 0,35) presenti molti vantaggi rispetto
all’utilizzo della treccia. Il nylon è meno visibile
in acqua e trasmette in acqua minori vibrazioni
dovute alla forza della corrente e del vento, ha una
migliore fluididità nel lancio e soprattutto
permette di combattere con maggiore sicurezza gli
enormi amur presenti. Infatti questi ciprinidi una
volta allamati non oppongono una forte resistenza,
ma una volta giunti nei pressi del guadino
sprigionano tutta la loro potenza con velocissime
ripartenze. |
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E’ in questi casi che combattendo il pesce a
cortissima distanza, l’elasticità del nylon permette
di ammortizzare meglio le fughe del pesce,
aumentando notevolmente le chance di cattura. Per
ciò che concerne le montature, utilizzando un
natante non ho notato particolari differenze tra
piombi a perdere montati su line clips, montature in
line e montature elicottero, ma per chi volesse
pescare lanciando le proprie canne, consiglio di
utilizzare montature in line cioè con piombi forati
al centro, o montature elicottero in quanto hanno
maggiori proprietà antigroviglio durante il lancio
rispetto ai piombi montati su line clips. Per
pescare nella parte opposta del canale sono
sufficienti piombi da 100/120 grammi. Per quanto
riguarda i terminali non abbiamo che l’imbarazzo
della scelta in quanto la struttura del fondale ci
permette di pescare con esche affondanti, bilanciate
o pop up. L’unica accortezza che dovremo adottare
sarà quella di utilizzare nella parte finale della
montatura circa un metro di lead core. |
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Il
lead core, oltre alle qualità di mimetismo,
affondabilità ed altro ci permetterà di pescare con
maggiore sicurezza in un fondale caratterizzato
dalla ricca presenza di cozze. Pescando invece al
centro del canale dove troviamo un grande deposito
di melma sono più indicate zavorre 70/90 grammi
perché riducendo il loro peso avremo minori
probabilità che l’eccessivo peso del piombo
sprofondi nella melma con tutto il terminale. Per lo
stesso motivo dovremo cercare di utilizzare piombi
piatti che si adageranno più superficialmente
rispetto ad altre forme.
I terminali più idonei per pescare in questo tipo di
situazione sono senza ombra di dubbio quelli che
prevedono l’uso di esche pop up o esche
perfettamente bilanciate in modo che si adagino
superficialmente sullo strato di melma. Sempre per
lo stesso motivo dovremo realizzare terminali di
lunghezza minima di 30 cm. |
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Per
affrontare il canale di Ostellato durante il periodo
estivo dobbiamo ricordarci che la zona è infestata
di zanzare che come dicono quelli del posto: bucano
le ruote delle biciclette. Per questo non dobbiamo
dimenticare di mettere nello zaino da pesca autan,
zampironi e tutto ciò che serve per difenderci
dall’assalto di questi fastidiosi animaletti. Prima
di partire per questo itinerario dobbiamo prendere
informazioni sulle previsioni del tempo. Le strade
per raggiungere il canale non sono asfaltate, sono
molto disconnesse ed in caso di pioggia non è
possibile raggiungerlo, a meno che non si sia in
possesso di un fuoristrada.
Per gli amanti del rischio consigliamo perlomeno di
portare con sé le classiche catene da neve che in
casi estremi si possono rivelare di grande utilità
per arrivare o ripartire dal canale. |
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VIABILITA’
Da
Bologna uscire a Ferrara Nord, direzione Lidi
Comacchiesi ed uscire a Ostellato.
Da
centro sud prendere E 45 direzione Ravenna. Dopo
Ravenna proseguire in direzione Venezia Ferrara,
proseguire per Alfonsine. Prima di uscire da
Alfonsine troviamo un incrocio con l’unico semaforo
presente nel paese. Girare verso destra in direzione
Anita, Lidi Comacchiesi e proseguire costeggiando le
valli di Comacchio, dopo un paio di chilometri
girare verso sinistra per Ostellato. Prima di
giungere al paese in questione troviamo un ponte da
dove possiamo notare il canale valle lepri. Alla
sinistra del ponte ha inizio il campo gara
permanente, mentre, alla sua destra inizia la strada
sterrata che costeggia la zona libera del canale
percorribile (salvo condizioni meteo avverse) con
l’auto fino alla zona dove ha inizio la zona di
riserva di pesca (la parte a monte delle idrovore). |
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Si può pescare con tre canne, è consentita la pesca
notturna durante tutto l’arco dell’anno, solo dal 25
Maggio al 30 Giugno che coincide con il periodo
della riproduzione, l’azione di pesca si può
svolgere dalle ore cinque alle ore ventiquattro. La
pesca sportiva ricreativa notturna è consentita per
l’intero corso del canale circondariale ad
esclusione del campo di gara denominato “campo gara
di Anita” (km 45). I natanti possono essere usati
solo per pasturare ed eventualmente per recuperare
il pesce, non è consentito depositarci i terminali.
L’azione di pesca si può svolgere con il lancio da
terra o tramite l’ausilio di un barchino
telecomandato. Si possono usare esche del tipo
“boilies” granaglie e legumi (mais, ceci, fave,
piselli, arachidi, ecc). E’ consentito utilizzare
tutti i tipi di ami senza ardiglione, guadino di
adeguate dimensioni ovvero con lato di apertura non
inferiore a cm 80, e dotato di rete idonea a non
danneggiare la pinna caudale del pescato, ovvero con
maglia non superiore a mm 20 ed è obbligatorio
l’utilizzo di un apposito materassino dove poggiare
il pesce per la slamatura. E’ vietato detenere sulle
sponde del Canale quantità superiori a kg 4 di
pastura. Quantità superiori devono essere detenute
in macchina. Tutti i pesci catturati con la tecnica
del carpfishing devono essere rilasciati. |
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POPOLAZIONE ITTICA
La popolazione ittica è rappresentata da:
anguille,carassi, carpe, amur, cavedani, lucci,
lccioperga, persici reali, pesci gatto, scardole e
siluri. Sono presenti tutti i tipi di carpa, carpa
regina, specchi cuoio, fully scaled e qualche rara
linear. Sono presenti in grandissimo numero le carpe
erbivore (amur) introdotte a partire dal 1975 in
canali di bonifica e bacini artificiali del
Ferrarese e del Bolognese per scopi di pesca
sportiva e, soprattutto, per il controllo della
vegetazione acquatica infestante. Parlando con i
vecchi pescatori del posto ho saputo che prima
dell’immissione degli amur il canale era quasi
completamente infestato da erbe e fitti canneti che
rendevano l’azione di pesca quasi impossibile.
Purtroppo la scomparsa degli erbai dovuta in parte
all’uso dei disserbanti ed in parte all’opera dei
“giardinieri acquatici” (amur) sembra scomparsa la
tinca che non trova più l’ambiente ideale dove
attecchire le proprie uova per la riproduzione. |
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NOTIZIE UTILI
La
Provincia di Ferrara in collaborazione con
l’università degli studi di Ferrara ha realizzato un
vademecum del pescatore dove sono riportati gli
attrezzi e le modalità di uso consentiti per la
pesca, i periodi di divieto, le misure minime del
pescato, l’elenco delle specie ittiche presenti ed
altre notizie utili per pescare nelle acque
dell’Emilia Romagna. Non mancano alcuni aspetti di
ecologia delle acque interne della Provincia, cenni
sull’origine ed evoluzione del territorio Ferrarese,
il sistema idrografico, il programma ittico ed
altro.
Oltre a questo ha realizzato una cartina molto
dettagliata, utile per favorire con maggiore
chiarezza dove si trova la fitta rete di canali
presenti nella zona del Ferrarese, veramente un gran
bel lavoro che dovrebbe essere preso ad esempio da
altre Province. Il materiale può essere richiesto
nei negozi di pesca della zona o direttamente alla
Provincia di Ferrara. Durante le mie sessioni di
pesca passate nel canale in questione ed in
occasione dell’enduro organizzato dal signor
Paglierini, ho avuto modo di constatare che le acque
del Ferrarese sono una vera isola felice per i
carpisti, questo grazie anche all’Arci Pesca che ha
avuto un ruolo determinante nel riconoscimento dei
nostri diritti ed alcuni negozianti della zona che
da anni lavorano in simbiosi con le varie
istituzioni locali per permetterci di svolgere con
relativa “tranquillità” la nostra tecnica. |
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RECAPITI TELEFONICI UTILI
PROVINCIA DI FERRARA Servizio Protezione Flora e
Fauna- ufficio Pesca tel:0532/299727
Corpo di Polizia Provinciale tel:0532/299731
Corpo di Polizia Provinciale Pronto Intervento tel:348/0448042
Comune di Ferrara Ufficio Pesca tel:0532/419615
Comune di Ostellato tel:0533680379
Guardia Medica Ostellato tel:335/7128652-335/7128665
NEGOZI DI PESCA
Per
ulteriori informazioni su eventuali cambiamenti
delle regole di pesca, per acquisti ed altro è
possibile contattare i seguenti negozi di pesca
presenti in zona:
ORI
DORIANA Via 20 Settembre N°1 44020 Ostellato (FE)
tel:0533/680784
PAGLIARINI
Via Roma N°45 45034 Canaro (RO) tel:042/5940017
Paglierini.sas@libero.it
MIBA
PESCA SPORT Via Mantova 200 Vigarano Pieve (FE) tel:0532/715794
mibasnc@libero.it |
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