Fiume Lot
 

Le occasioni in cui ho sentito parlare di questo fiume sono innumerevoli: me ne hanno parlato vari amici nei discorsi che normalmente si fanno su nuovi posti da affrontare, Gigi Negri, Ronny De Groote,  alcuni carpisti Francesi nella sessione di pesca che feci nel lago di Montbel che si trova poco più a sud, e l’unico comune denominatore è stato sempre lo stesso: la taglia mostruosa che raggiungono le carpe che vivono in queste acque. Onestamente devo riconoscere di non essere uno spasimante del fiume perché prediligo di gran lunga affrontare i laghi, ma quando si tratta di pescare in posti nuovi e soprattutto sapendo che al loro interno nuotano anche esemplari di 30 kg metterei le mie Matrix da 3 lb, anche in una vasca da bagno.

 
 

Per questo, dietro l’invito dell’amico Ronny ho accettato di andare l’ultima settimana del mese di giugno 2005 per una sessione di cinque giorni. Ho portato con me Marco Fioretti, un giovane carpista  21 anni (con il quale pesco molto spesso in un lago del centro Italia), che seppur giovanissimo può già vantare catture di tutto rispetto; il suo record personale documentato da foto e vari testimoni è di kg 27,500. Molti penseranno che solo dei pazzi possono percorrere 2700 km tra andata e ritorno (Rieti-Cahors 1350km) per soli 5 giorni di pesca e soprattutto per pescare in un fiume dove normalmente rispetto ai laghi occorre maggiore tempo per attirare i pesci in pastura.

Non siamo dei pazzi, abbiamo accettato in quanto la nostra azione di pesca doveva svolgersi in un settore lungo solo 4 chilometri e largo 100. Questa parte di fiume, che potremmo in un certo senso chiamare lago in quanto privo di corrente con numerosi ostacoli sommersi (in maggior parte alberi e rami) è delimitata da due cascate (una a monte l’altra a valle). Purtroppo le grosse carpe di questo fiume e di altre acque pubbliche del Sud Ovest della Francia soffrono di un brutto male: viaggiano da acque pubbliche a quelle private dentro grosse cisterne.

La cosa che fa più scalpore è che questo non viene fatto da pescatori di mestiere che in un certo senso, avrebbero tutto il diritto di esercitare la loro professione come meglio credono, ma da pseudocarpisti che si vendono per un pugno di boiles. Questi fanno parte di un noto team Inglese che ha acquistato un lago privato nella zona, dove per pescare occorre sborsare centinaia di euro. In occasione dell’ultimo Carp Italy mi è stato riferito da più persone che tale fenomeno stà prendendo piede anche nel nostro paese, l’appello che faccio a tutti carpisti è quello di denunciare ogni abuso alle riviste del settore, in modo di arrestare sul nascere questi “traslochi” forzati.

 

 

Il fiume Lot nasce dal versante nord del monte Lozere, traversa l’Aveyron, al quale ha donato il suo nome (valle del Lot) e termina la sua corsa a Fumel, dove si getta nella Garonne per una lunghezza totale di circa 500 km. E’ un fiume molto bello che sa regalare quadri selvaggi mozzafiato, tra gole e falesie. Queste acque molto ricche di alimento naturale (rappresentato soprattutto da gamberi, cozze, frutti di bosco e verde vase) sembrano contenere dei veri mostri di acqua dolce, iniziando dalle trote dei primi chilometri, ai barbi record per finire con le numerosissime carpe “Specimen” (nome con cui vengono chiamate le grosse carpe in Francia). Sono presenti anche grossi cavedani, tinche e breme. Sul fiume Lot è stata eretta una diga che forma il lago di Cabanac, divenuto anche esso noto per le carpe enormi “prodotte” nel corso degli anni. Dopo Cabanac il fiume continua la sua corsa attraverso l’Aveyron dove 30 km di fiume sono aperti alla pesca notturna.

 
 

In tutto il percorso vige la pesca NO KILL, tutto il pescato vivo o morto non può essere prelevato (soprattutto per far fronte al problema del trasloco delle carpe). Dopo questo settore il fiume passa nel dipartimento del Lot, e quì le cose cambiano radicalmente. Non ci sono parti di fiume molto lunghe dove può essere esercitata la pesca notturna, ma, in compenso queste sono più numerose. Per rallentare la corrente e rendere il fiume navigabile (nei pressi di CAHORS) sono stati creati numerosi settori lunghi da due a sette chilometri, delimitati da una cascata a monte ed una a valle. In alcuni è vietata la pesca notturna,  in altri è permessa in tutto il settore ed in altri ancora solo parzialmente. Sarebbe impossibile dare indicazioni precise sui percorsi notturni, la cosa migliore è di prendere informazioni una volta giunti sul posto o informarsi preventivamente prima di intraprendere il viaggio, perché annualmente vengono apportati dei cambiamenti.

 
 

La taglia media delle catture varia da un posto all’altro, comunque è molto alta ed in alcune zone si aggira sui 15 kg, come ad esempio lungo il percorso notturno nel tratto cittadino di Cahors che contiene un numero impressionante di carpe comuni, specchi, linear e fully scaled dai 15 ai 20 kg. Questo è uno dei settori più redditizi con una grande presenza di carpe, è facilmente accessibile e permette di ridurre il materiale allo stretto necessario.

 

 

E’ un settore meno “selvaggio”, ma che si presta (soprattutto per i locali) anche per sessioni di poche ore pescando a lancio, mentre nei tratti fuori dai centri abitati  è necessario possedere un’inbarcazione per scandagliare il fondo,  per avere maggiori possibilità di tirare fuori le carpe dagli ostacoli, e soprattutto perché gli accessi per raggiungere il fiume in macchina sono molto limitati, infatti ci sono molte zone di proprietà privata ed altre che sono impraticabili, con pareti che piombano a picco sull’acqua.

 
 

L’azione di pesca in questi tratti non ha nulla a che vedere con la pesca in fiume. Le numerose cascate rallentano molto la corrente dell’acqua, tanto da sembrare di pescare in un lago, dove sono presenti numerosi ostacoli sommersi nell’immediato sottoriva, ed in alcuni punti anche nel centro, in prossimità di ponti o di curve dove si formano durante le piene invernali anche alcune isole. La corrente è quasi nulla, basti pensare che in condizioni normali si riesce a pescare senza problemi nella sponda opposta con piombi di 120, 140 grammi. Questo non è possibile nei periodi di forti piogge sia per il conseguente aumento della corrente che per l’arrivo di detriti vari (rami, foglie, erbe ecc) che vanno a posarsi sulle lenze.

In questi casi occorre aumentare il peso delle zavorre che dovranno essere necessariamente a perdere per aumentare le possibilità di avere la meglio con pesci di grossa mole che cercheranno di infilarsi nei numerosi ostacoli presenti. Per lo stesso motivo bisogna pescare con la treccia che essendo meno elastica del nylon permette di avvertire in anticipo la partenza e di entrare subito in contatto diretto con la carpa. Personalmente ho utilizzato la gravitron da 25 lb, alla quale ho legato come shock leader circa dieci metri di armadillo da 45 lb. Nella parte finale di quest’ultimo ho aggiunto circa un metro di leadcore nel quale ho inserito una line clip portapiombo. Tutti i terminali utilizzati sia per le esche pop-up che per le affondanti, li ho realizzati con l’insider chè è composto da armadillo da 25 lb ricoperto da un materiale plastico che oltre ad aumentare le percentuali antigroviglio ed una migliore presentazione, garantisce anche una maggiore resistenza all’abrasione.

 
 

Siamo giunti  nella città di Chaors, dove avevamo fissato l’appuntamento con Ronny. Dopo i saluti di rito tra amici che non si incontravano da molto tempo, abbiamo raggiunto il settore dove avevamo preventivato di pescare. Purtroppo abbiamo trovato la postazione occupata da altri carpisti che erano in pesca, avrebbero smontato l’indomani, ma le loro risposte non ci hanno rassicurato infatti, ci hanno informato che erano in pesca da due giorni senza avere visto una partenza. Un po’ delusi per non poter pescare da subito dove avevamo preventivato, ci siamo spostati in una zona un po’ più a valle, decisi a farci una sola notte per poi spostarci nell’altra postazione. In realtà siccome quest’ultima si è liberata nel tardo pomeriggio, di notti nel primo posto ne abbiamo fatte due catturando quattro piccole carpette e due cavedani.

 
 

Ci siamo subito resi conto che le condizioni di pesca non fossero ottimali per la cattura dei grossi esemplari soprattutto in una zona di passaggio pressoché priva di ostacoli sommersi. Le carpe avevano finito da poco la deposizione delle uova, non pioveva da circa un mese ed il giorno c’erano i classici 40° all’ombra. L’amico Ronny che vivendo in Belgio è abituato a temperature molto più rigide, per i primi due giorni di pesca  non ha montato la tenda, preferendo dormire  all’aperto “sotto un manto di stelle”. Nonostante tutto l’altra postazione ci concedeva maggiori opportunità di cattura in quanto ricca di ostacoli di vario genere.

 
 

La sponda opposta alla nostra era molto ricca di alberi semi sommersi e di grossi rami caduti nel fondo, mentre nel centro del fiume dove c’era un lieve rialzo si era formato una specie di isolotto con tronchi d’albero, rami ed altri ostacoli. Ronny deluso dalle condizioni climatiche trovate non ha neanche posizionato le canne da carpfishing, preferendo andare durante il giorno con un amico Francese ad insidiare i grossi barbi che vivono nelle acque del Lot. Il terzo giorno ci siamo spostati nell’altra postazione dove abbiamo effettuato altre tre notti di pesca.  Senza annoiarvi con la cronologia delle catture, qui le cose sono andate molto meglio, abbiamo preso diverse carpe di taglia media (sia specchi che regine) che considerando le condizioni ambientali trovate ed affrontando un ambiente a noi sconosciuto non sono assolutamente da disprezzare.

 
 

Abbiamo calato i nostri terminali molto vicini agli ostacoli con vari stringer e sacchetti solubili con boilies  spezzate e pellets. Non sapevamo quanta pastura avessero gettato in acqua i carpisti che ci avevano preceduto, ma il fatto che non avessero avuto alcuna partenza in quattro giorni di pesca lasciava presagire che una buona parte fosse rimasta nel fondale, quindi abbiamo evitato di pasturare.  Oltre alle carpe abbiamo catturato cavedani, breme ed “un capriolo”. Il piccolo abbandonato dalla mamma era ferito ad una gamba e non riusciva a nuotare liberamente. Ronny e Marco lo hanno raggiunto con la barca sul centro del fiume mentre le sue forze andavano scemando.  Subito dopo abbiamo telefonato all’amico Fred che in compagnia di Ronny lo ha portato in un centro di recupero faunistico.

Durante questa sessione sono mancate le carpe record del Lot, ma siamo andati via comunque molto soddisfatti per avere catturato in condizioni poco ottimali per la pesca, basti pensare che le centinaia di cavedani e breme del fiume in quei giorni erano letteralmente in frenesia alimentare e riuscivano a spazzare via in poco tempo chili di mais fino ad aggredire le boilies più grandi . Tempo e lavoro permettendo, credo che tornerò sicuramente per effettuare un’altra sessione di pesca perché sono rimasto affascinato dalla bellezza incontaminata di questo Fiume.

 
 

REGOLE DI PESCA

E’ permessa la pesca con quattro canne, l’utilizzo di un natante e del motore elettrico. Nel periodo che và dall’1 Giugno al 30 Settembre si può acquistare la carta vacanze che ha una validità di 15 giorni. Il suo costo è di euro 28 e dà diritto a pescare su tutto il percorso del fiume e nella maggior parte dei dipartimenti del sud della Francia. Con essa sarà consegnato un depliant dove sono riportate molte notizie utili per la pesca ed una cartina dove sono evidenziati molto chiaramente i dipartimenti dove ha validità la licenza ed i settori dove è permessa la pesca notturna.

 
 

Per ulteriori informazioni ed eventuali cambi di regolamentazione si può contattare il Presidente del CARP NATURE BASSE VALLEE DU LOT nella persona del sig JEAN PHILIPPE VIAULE TEL: 05 65 35 09 37

CLUB HALIEUTIQUE INTERDE’PARTEMENTAL 23, rue Henry De Turenne Résidence “Concorde1” 66100 PERPIGNAN TEL: 04 68 50 80 12 – FAX: 04 68 50 85 40

L’ENTENTE HALIEUTIQUE DU GRAND OUEST 9, rue Kérautret Botmel CS 26713 35067 RENNES CEDEX TEL: 02 99 22 81 80 – FAX: 02 99 22 81 81

POSTI DA VISITARE Da non perdere il paesaggio romantico del querce, il ponte valentré all’entrata della bellissima Città medioevale di Cahors

ACQUISTI E PERMESSI DI PESCA Oltre alla Cittadina di Cahors sono presenti  lungo il corso del Lot molti paesini dove è possibile fare tutti gli acquisti necessari alla permanenza, ivi compreso il permesso di pesca. Prima di partire comunque bisogna fare una lista completa dei prodotti da carpa che servono per la spedizione in quanto il punto di pesca prescelto potrà trovarsi distante dal posto dove si intende pescare.