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Il lago
Elvella è di origine artificiale.
Costruita nel 1977, contribuisce con le sue
acque a "dissetare" i terreni agricoli delle
valli sottostanti. Il bacino si trova
esattamente a circa 2 chilometri dalla
strada statale Cassia, tra i comuni di
Acquapendente e Piancastagnaio. Lo specchio
d'acqua è abbastanza grande, anche se
durante il periodo estivo risente moltissimo
dei prelievi effettuati appunto per
l'irrigazione. A fine estate infatti, il suo
livello normalmente cala tanto (se si
escludono estati piovose), ma comunque
l'acqua è tenuta sempre ad una buona altezza
in modo da non compromettere la vita che
essa contiene. Il bacino è contornato da
boschi, soprattutto sulla parte destra
rispetto al corpo della diga. Inoltre le
rive sono popolate di piccoli alberelli e
cannucce. Posto ideale per lucci e
boccaloni. |
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Il lago
dell'Elvella visto dal satellite |
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Per
arrivare sul lago, una volta usciti dalla
statale Cassia (sull'incrocio che porta alla
città di Chiusi), si incontra un piccolo
cartello sulla destra che indica appunto la
diga. Si percorre per un altro chilometro
circa una strada abbastanza sconnessa e
infine si arriva davanti al cancello. Si può
accedere tranquillamente al bacino senza
problemi. Solo che bisogna lasciare
l'automobile fuori dal cancello d'ingresso.
Non si può pescare con imbarcazione, ma a
questo ci pensa il responsabile del bacino
(abita sulla casa a destra del corpo della
diga), il quale interviene subito se nota
che non vengono rispettati i regolamenti.
Per tutto il resto non ci sono problemi, ed
è consentito pescare senza nessuna
limitazione.
Essendo il
bacino di "recente" costruzione ospita carpe
di modeste dimensioni, anche se... Ho
battuto la zona alcune volte, ma carpe
superiori agli otto chilogrammi non sono mai
uscite. Devo dire che ho visto però dei bei
gran salti, e sicuramente il lago può
offrire carpe anche di maggiori dimensioni.
Certamente andrebbe battuto con più
costanza. Purtroppo, per pescare
decentemente occorre trasportare tutta
l'attrezzatura dalla parte opposta del lago,
la parte migliore per il carpfishing.
Bisogna camminare non poco però per arrivare
a destinazione e il sottoscritto, vista la
pigrizia, proprio per questo motivo, non ha
mai effettuato una sessione decente su
queste acque. Quindi, penso che sistemare i
terminali vicino al boschetto sommerso, in
questo caso a nord del lago, si potrebbero
insidiare carpe sicuramente di ottime
dimensioni.
E' molto
frequentato da appassionati di pesca
artificiale, visto le grosse prede che il
lago ospita. Boccaloni e lucci
infatti, sono sempre pronti a dare
battaglia. Durante il periodo estivo, quando
nelle ore più calde si cerca di insidiare
qualche Black-Bass, occorre portarsi
dietro una discreta quantità di acqua e un
buon cappello parasole in quanto, vista la
posizione geografica del lago protetto tutto
intorno dalle colline, le temperature
"sforano" raggiungendo valori elevatissimi.
Sembra di essere dentro ad un forno.
Comunque, sentendo le campane degli amici
che praticano tale disciplina, ne vale
veramente la pena.
Anche per
la nostra tecnica un ombrellone è
sicuramente consigliato, anzi obbligatorio. Il periodo migliore
per insidiare qualche bella carpa è quello
autunnale. Questo perchè in primavera le
acque sono molto fredde e durante la
stagione estiva è veramente insopportabile
effettuare sessioni per il gran caldo.
Nei
mesi di settembre - novembre, le condizioni
sono perfette. Il consiglio è quello di
effettuare pasturazioni con mais e boilie
alla frutta o alla crema. Sono i due gusti
con cui ho preso con più frequenza. Durante
il periodo caldo il fondale è molto
affollato di alghe e quindi conviene
staccare l'innesco anche di una decina di
centimetri. Inutile dire che un buon
ecoscandaglio sarebbe il massimo. Ma con il
problema della barca, se non si ha un
barchino dotato di tale sistema, individuare
una zona adatta dove lasciare le nostre
esche diventa un problema. Altra cosa
fastidiosa sono le piante sommerse. Spesso e
volentieri capita di perdere il pesce
proprio a pochi metri dalla riva. Conviene
quindi sondare il fondo anche per questo
motivo, magari utilizzando un piombo e
recuperandolo in modo da capire dove si
trovano certi ostacoli.
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Da visitare
Il Monte Amiata.
L'Amiata, la mia montagna. Un'isola
verde. Completamente ricoperta di alberi, fin sulla
vetta. I paesi arroccati intorno ad essa, sono di
origine medioevale e tutti, chi più chi meno hanno il
loro bellissimo centro storico, quasi sempre sorvegliato da un
castello o da una rocca.
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Il Monte
Amiata in inverno |
In particolare Santa Fiora, oltre alla bella
piazza e il borgo medioevale, ha una parco,
La Peschiera, dove al suo interno si trova un laghetto,
appartenuto ai signori di Firenze e utilizzato, secoli
indietro, per la
pesca alla trota. Tuttora, su questo piccolo bacino, un
bella quantità di trote dai 2 ai 5 kg. aspettano
il pane che i turisti lanciano sull'acqua.
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Santa Fiora
- La Peschiera |
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Santa Fiora
- Il paese vecchio |
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Scorcio sul
borgo di Santa Fiora |
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Sovana e Saturnia
Piccoli paesi alle pendici dell'Amiata,
noti perchè costruiti su antiche dimore Etrusche e
Romane.
Proprio sotto al paesino di Saturnia
l'acqua sulfurea attira i turisti da mezza Europa. Adesso purtroppo il
comune vuole chiudere l'accesso a questa naturale fonte
di benessere. La causa della chiusura è sempre la stessa
"DENARO", che le nostre care amministrazioni vogliono
spillare ai cittadini.
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Tra poco dovremo
pagare per fare il bagno su
queste piscine naturali |
Sovana invece ha tutto intorno una serie
di tombe etrusche bellissime, sicuramente da visitare.
Inoltre la piccola piazzeta del paese è incantevole. La
chiesa, con una piccola cripta, ha poi un fascino tutto
particolare. |
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Una tomba
Etrusca intorno Sovana |
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La piazzetta
di Sovana |
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La chiesa
di Sovana |
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La cripta |
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| Sono posti bellissimi e
anche se la strada per arrivare è piena di
curve, vale la pena "soffrire" un'oretta per
fare un salto in mezzo alla storia.
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Come arrivare
Da Siena o da Roma si percorre la strada
statale Cassia. A pochi chilometri da Aquapendente (da
Roma) e da Piancastagnaio (da Siena), si prende il bivio
per Chiusi. Dopo circa due chilometri, sulla destra, un
cartello indica la strada per la diga dell'Elvella.
Ancora un chilometro di strada secondaria, abbastanza
accidentata e si arriva al bacino.
Regolamentazione della pesca
Essendo un lago privato, se si esclude
l'utilizzo della barca, non ci sono limitazioni, anche
per la pesca notturna. Chiaramente occorre la licenza.
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