Lago di Bracciano - Lazio  

 

Il Lago di Bracciano é situato a nord di Roma ed occupa una nicchia nei monti Sabatini Di origine vulcanica, si estende su una superficie di 57,5 Kmq, con una profondità che raggiunge i 165 metri ed una circonferenza di 32 Km. circa. Come immissari ha innumerevoli sorgenti sotterranee tra cui quelle termo-minerali di Vicarello. Ha due emissari, l'Arrone che sfocia nel mar nel Tirreno, e l'acquedotto Paolo, che con le sue acque alimenta i giardini e le fontane di Roma, oltre che della Città del Vaticano. Intorno al lago sorgono centri di una certa importanza come Trevignano Romano, Bracciano e Anguillara Sabazia. Essendo il lago a suo tempo discretamente inquinato, fu vietato l'utilizzo di imbarcazioni con motori a combustione.

   

 

Batimetrica del lago di Bracciano

 
 

 
 

Lago di Bracciano e lago di Martignano visti dal satellite

 

Oggi, a distanza di anni dall'introduzione di questa normativa e con la costruzione di impianti di depurazione, le sue acque sono tornate pulite, sintomo questo di una buona gestione da parte delle amministrazioni locali. Intorno al lago, le rive sono ripide e questo non permette grossi insediamenti di vegetazione palustre, come accade invece, ad esempio, su altri laghi di origine alluvionale, (vedi il lago Trasimeno), ma normalmente questa è la caratteristica di molti laghi vulcanici. Di conseguenza, molte specie di uccelli di palude non trovando una sicura sistemazione, dirottano su altre zone, e quindi la loro presenza è limitata o occasionale. Tra le piante emerse, anche se parte delle loro radici si trovano in acqua, troviamo le tife, gli equiseti, le canne,  il crescione e i giaggioli. Le colline poi sono tappezzate da boschi di cerro, farnetto, orniello, carpino, corniolo, frassino, leccio, olmo, l'alloro, il corbezzolo, la filliera e qualche acero, anche se purtroppo la mano dell'uomo ha fatto scempi di ampie zone di verde.

 

 

In totale i territori dei tre comuni del lago Sabatino, Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano, sono coperti da circa 2.300 ettari di boschi. I boschi non hanno soltanto un valore economico per quello che riguarda la produzione di legname e sottoprodotti vari, ma sono praticamente indispensabili per la purificazione dell'aria attraverso le foglie, le quali catturano le particelle sporche  sospese nell'aria  e  con l'aiuto delle piogge le dirottano successivamente nel terreno. Le piante ossigenano l'aria, regolano il regime delle acque, impediscono l'erosione dei terreni, allontanando i pericoli causati dalle inondazioni.

 

 

Purtroppo un grosso problema, sorto negli ultimi decenni, è causato dalle piogge acide. A differenza dei paesi come Germania, Austria, Ungheria ecc.., dove intere foreste sono andate distrutte,  l'Italia, grazie alla sua conformazione geologica calcarea riesce in qualche modo a resistere a questo attacco, neutralizzando in parte le piogge acide. Ma la zona dell'Alto Lazio, geologicamente diversa perchè generata da eruzioni vulcaniche, non ha purtroppo queste difese. Per fortuna che grosse attività industriali non sono presenti nella zona e quindi anche l'inquinamento atmosferico locale non è così eccessivo. Pertanto i boschi intorno al lago di Bracciano sono abbastanza integri, anche se per il futuro l'uomo dovrà pensare sempre di più a certi problemi.

 

 

Nel lago di Bracciano vivono molte specie di pesci, la metà introdotte dall'uomo a partire dalla metà del secolo passato. Una in particolare, il persico sole, importato dal Nord America e famoso per la sua voracità, sta creando grossi problemi. Questo infatti si ciba degli avannotti, facendo razzia anche delle specie pregiate. Altre specie presenti sono il luccio, la tinca, l'anguilla, il persico trota e il coregone. Il coregone, insieme al gambero, anche questo molto presente nel lago, sono le specie che vivono in acque in buone condizioni. Sono le spie della salute di un lago.

Le carpe sono abbondanti, normalmente di buone dimensioni. Il peso medio si aggira intorno ai 6 - 10 Kg.. Ma il mostro è sempre in agguato. Infatti carpe di taglia intorno ai trenta chilogrammi sono state catturate dai miei amici negli ultimi anni. Certo non è facile imbattersi in tali pesi, ma la costanza nella pasturazione e il tempo dedicato alle sessioni sono le migliori armi per riuscire a portare a guadino questi meravigliosi esemplari. Marco, un mio carissimo amico di Manziana, è riuscito a catturare carpe bellissime, apparse anche sulle riviste specializzate del settore.

 

 

La pasturazione, come dicevo precedentemente, deve essere costante e spesso, prima di riuscire ad agganciare qualche esemplare, bisogna impastare e bollire molti chilogrammi di farine e uova. Le granaglie sono indispensabili per accelerare questo processo di avvicinamento alla cattura. Anche qui, occorrono grossi quantitativi di mais, tiger, bacche d'acero, fave, fagioli ecc.. 

Per le zone di pesca, c'è da fare i conti con le proprietà private, e sono molte. Pertanto, a meno che non si conosca qualcuno disposto a concedere il terreno per sistemare il campo, gli spazi dove poter pescare sono alquanto ridotti. Inoltre le guardie circolano di continuo a far rispettare regolamenti anteguerra. Quindi anche su questo lago la pesca è abbastanza problematica. Le profondità variano a seconda delle zone. Ad esempio, nella parte a sud, Vigna di Valle, dove possiamo visitare il museo dell'aviazione, il fondale degrada lentamente.

 

 

Nella parte nord e nord-ovest, possiamo invece trovare subito grandi profondità a poche decine di metri dalla riva. Come il suo cugino maggiore Bolsena, anche le acque di Bracciano sono condizionate dalla grande profondità. E quindi in primavera la temperatura dell'acqua tarda a salire, compromettendo spesso le sessioni di inizio anno. All'opposto, in autunno le acque tendono a raffreddarsi più lentamente e quindi si possono effettuare sessioni anche a dicembre inoltrato. Gli erbai sono molto fitti durante la stagione estiva. E' bene individuare con l'ecoscandaglio una zona o un corridoio dove il fondale è libero dalla vegetazione e sistemarvi i terminali.

 

 

Da visitare (Fonte Wikipedia)

 

Bracciano. Sulle origini di Bracciano non si hanno notizie certe. Molto probabilmente si trattava di un borgo, sorto lungo il tracciato di un ramo secondario dell'antica via Clodia, intorno ad una delle tante rocche e torri che i nobili del X secolo costruivano per difendersi dalle invasioni dei saraceni. Lo stesso nome "Castrum Brachiani" che risulta nei rari e frammentari documenti del periodo, denota l'origine militare del luogo. Verso la fine dell'XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei di Vico, che trasformò la torre in una rocca e realizzò nuove fortificazioni. Il territorio fu in seguito venduto dai Vico all'ospedale di Santo Spirito in Sassia divenendo poi, nel 1375, proprietà della Chiesa. Nel 1419 papa Martino V cedette il feudo ad un ramo della famiglia Orsini, quello di Tagliacozzo. Da allora il modesto borgo di pescatori ed agricoltori legò i suoi destini ad una delle famiglie più potenti, trasformandosi in una fiorente cittadina; lo stesso castello, una delle più mirabili opere di architettura militare dell'epoca, è diventato il più caratteristico simbolo di Bracciano.

 

Il castello di Bracciano

 

Anguillara Sabazia si trova sul Lago di Bracciano a 32 km a Nord ovest di Roma. È servita da una stazione ferroviaria (fuori paese), nella quale fermano i treni provenienti da Roma o da Viterbo. Nei pressi della cittadina si trova, in località "La Marmotta", un villaggio neolitico risalente a 8.000 anni fa, ora sommerso dalle acque del lago, dove sono stati recuperati importanti reperti, tra cui cinque piroghe costruite circa 8.000 anni fa, ora esposte, una presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, l'altra presso dei locali ricavati in un vecchia costruzione nei pressi della stazione, attigui agli uffici del 118 (via anguillarese, 145). Il nome deriva da un'antica villa romana, detta "Angularia", perché edificata dove il lago forma un angolo. Ad anguillara è presente la sorgente di acqua effervescente naturale 'Clavdia (Claudia). Lo stabilimento di imbottigliamento è gestito dalla Sanpellegrino s.p.a., mentre la fonte è in gestione al comune. Inoltre pagando esclusivamente il parcheggio, è permesso a chiunque di riempire tramite le 12 apposite fontane a disposizione, quanta acqua si vuole.

 

Trevignano Romano. Nello stemma del comune creato forse nel XIV secolo, compaiono tre viti, ma il nome di Trevignano sembra non avere niente a che vedere con questo, piuttosto si collega al toponimo "Trebonianum", del quale, nonostante non si conosca bene l'origine, si hanno prove sicure dell'esistenza storica. Trebonianum è il nome di un antico fondo situato nella zona, ma è anche citata dal Nibby, un famoso storico, una villa dell'epoca di Augusto, chiamata "triboniana", inoltre nel linguaggio umbro è presente una radice che indica "luogo abitato" dalla quale potrebbe derivare proprio la parola Trebonianum (varie teorie fanno pensare che un tempo gli umbri fossero stanziati proprio nella zona del lago). Rimane dunque incerta l'origine della parola Trebonianum ma è certo che il nome attuale del paese derivi da una delle parole citate sopra, piuttosto che, come è convinzione popolare dalle tre viti presenti nello stemma. Il castello eretto verso il 1200 per ordine del papa Innocenzo III, fu in seguito reso più possente sotto gli Orsini. Erano tre le cinte murarie che dal lago alla sommità della collina difendevano il borgo. Sul lato nord la fortezza era difesa da una trincea che la separava dall'altipiano antistante, mentre a sud la difesa naturale era il lago. Le distruzioni arrecate dai soldati del Borgia nel 1497, l'incuria cui è stata per secoli lasciata, l'offesa delle intemperie e alcune piccole scosse telluriche, hanno ridotto oggi questa poderosa fortezza ad un cumulo di rovine. Recentemente il territorio circostante è stato riassestato e oggi è possibile accedere ai ruderi attraverso un sentiero. L'edificio della chiesa è situato sopra il centro storico, e vi si apprezza un panorama stupendo. La chiesa fu eretta verso il 1500 e dedicata alla Madonna Assunta in cielo, sulle fondamenta di un antico edificio sacro in stile gotico, venne poi ristrutturata completamente negli anni dal 1780 al 1794 dall'architetto Pelucci. Il campanile è stato ricavato da una delle torri della rocca e conteneva 4 campane, oggi ne restano solo due; una completamente restaurata per via di una spaccatura. All'interno si possono osservare opere di un certo interesse, sicuramente però la più importante è l'affresco dell'abside che ha come soggetto la dormizione, o morte, della Madonna e la sua assunzione e incoronazione in cielo. L'opera venne compiuta nel 1517 da un pittore della scuola di Raffaello. Certi particolari indicano che il maestro, se non ha collaborato direttamente all'esecuzione dell'opera, ne abbia almeno tracciato il bozzetto.

 

Regolamento

 

Sono consentite tre canne. La pesca notturna è vietata. Occorre la licenza Cat. B. Si può usare la barca ma solo con motore elettrico. La pesca è vietata nel periodo che va dal 15 maggio al 30 di giugno per ferma biologica.