Lago dell'Accesa - Toscana   

 

Il lago dell'Accesa  è un piccolo ma incantevole specchio d'acqua che si trova nella bassa Toscana. Esattamente nella provincia di Grosseto, nel comune di Massa Marittima, vicino alla cittadina di Follonica, conosciuta soprattutto dagli appassionati della tintarella estiva. Molti pensano ad una sua origine vulcanica, in realtà è di origine carsica. Le rocce carbonatiche sono state erose dalle acque più o meno superficiali. Si sono così formate delle cavità che con il tempo sono crollate, e hanno dato vita in questo modo alla depressione che ospita il lago. Il bacino si trova a circa 110 metri sul livello del mare e si estende su una superficie di 14 ettari. La profondità raggiunge i 36 metri circa. Le sue acque hanno una colorazione particolare, dovuta sicuramente a sorgenti sulfuree.

   
 
 

 
 

Il lago dell'Accesa visto dal satellite

 

 

Si spiegherebbe così anche la temperatura media annuale dell'acqua molto alta, circa 20 - 22 gradi. Il Lago dell'Accesa è comunque e certamente alimentato da acque sotterranee, e di buona qualità. Vi sono sorgenti all'interno del Lago dell'Accesa con punti di risorgenza sul fondale (tra i 13.1 e i 16.1 m di profondità) che fanno ritenere ipotizzabile l'esistenza di un sistema idrologico ipogeo ben sviluppato. L'emissario è il torrente Bruna.

 

Sul fondale uno strato di fango e alghe

 

La profondità e la morfologia dello specchio d'acqua non facilitano lo sviluppo delle elofite (le piante palustri che vivono con le radici in acqua) e delle idrofite radicate (le ninfee e le altre piante acquatiche sommerse), ma nei prati e sulle sponde vivono molte specie interessanti, prevalentemente giunchi ed altre Cyperaceae da terreno umido.
Tra quelle più rilevanti vale la pena di citare il falasco (Cladium mariscus), il giunco-nero comune (Schoenus nigricans), il giunchetto minore (Holoschoenus romanus) e la malvacea Althaea officinalis. Oltre a queste sono presenti le altre specie tipiche delle paludi italiane, nonché diverse carici (Carex sp.) e giunchi (Juncus sp.); in alcune zone si trovano degli isolati individui di salice e di frassino. Il lago si trova in una conca circondata da colline coltivate e boschi di latifoglie e rimboschimenti. Sono presenti fragmiteti, cenosi erbacee di sponda e prati umidi.

 

Il pontile a centro lago completamente circondato dalle cannucce

 

Per quanto riguarda la fauna il lago, in passato, è stato colonizzato con specie ittiche esotiche introdotte per i possibili risvolti legati alla pesca sportiva.
Tra gli insetti è presente la libellula, coenagrion caerulescens, una specie rara, tra gli uccelli invece si nota la presenza del Martin Pescatore e del Gheppio, specie di falco inserita nella lista rossa regionale.

 

 

Il lago è poco conosciuto e questo a causa della poca pubblicità che ruota intorno ad esso. Una fortuna per questa piccola oasi, che infatti si è mantenuta fino ad oggi pressochè inalterata sotto tutti i punti di vista. Le rive, se si escludono piccole porzioni,  sono molto scoscese. Per questo anche la vegetazione in queste zone è assente. Comunque, nella parte a nord, le rive sono completamente tappezzate da giunchi e cannucce.

Per poter pescare tranquillamente a carpfishing occorre posizionarsi nella parte a sud del lago, dove la vegetazione non crea problemi. Si può pescare anche senza un'imbarcazione, lanciando e pasturando comodamente da riva. La barca è vietata e sarebbe opportuno un barchino con ecoscandaglio visto il fondale particolare del lago.

Per quanto riguarda il pesce c'è, e anche di buona taglia, e ho avuto modo di vedere delle bellissime carpe uscire a prendere una "boccata d'aria". Sono presenti anche gli amur e in alcuni periodi dell'anno, sulle rive coperte dalla vegetazione, ho notato dei grossi esemplari "pascolare" in tutta tranquillità. Non penso che sia un lago facile, anche perchè molti carpisti hanno provato per mesi ad insidiare le grosse carpe presenti, senza però ottenere dei risultati apprezzabili. A mio giudizio occorre effettuare una pasturazione molto mirata e sopratutto bisogna guadagnarsi con il tempo la confidenza del pesce.

 

 

Da considerare che durante il periodo caldo, che va da maggio a settembre, il lago è continuamente affollato di bagnanti, non in quantità elevata, ma essendo il bacino di modeste dimensioni, sicuramente questi infastidiscono il pesce. Qualcuno ha pensato bene di mettere in circolo una leggenda metropolitana la quale racconta che nelle acque del lago è presente un coccodrillo, ma fino a questo momento il rettile non si è mai fatto vedere. Sicuramente una storiella inventata da qualche pescatore per tenere lontano gli "abbronzati".

 

 

Si narra anche che ogni anno, il 26 di luglio, in alcuni momenti della giornata, l'acqua, normalmente di colore verde scuro, improvvisamente si accende di una luce misteriosa che sembra provenire dalla profondità  e che emana bagliori rossastri. Inoltre, si racconta che streghe, folletti, fate e maghi dimorano sulle sponde del lago dell'Accesa, e che nelle notti di luna piena si aggirino creature malvagie che non aspettano altro che imbattersi in qualche malcapitato... La gente del posto si tiene abbastanza lontana e se qualcuno fa il bagno di notte sicuramente è un turista e non uno della zona, uno che inconsapevolmente non sa bene a cosa potrebbe andare incontro.

Comunque, leggende a parte, il periodo migliore per la pesca è appunto quello che va dall'autunno alla primavera, quando le acque del lago sono tranquille in tutti i sensi. Considerando inoltre che la temperatura dell'acqua è molto elevata anche durante la stagione invernale, penso non ci siano problemi per pescare anche durante il periodo più freddo.

 

 

Da visitare

Situata nei pressi di Massa Marittima, l'area è organizzata come Parco Archeologico dall'estate 2001. Al suo interno c'è un villaggio minerario etrusco. I reperti dello scavo sono esposti a Massa Marittima nel Museo Archeologico (per informazioni: 0566/902289).
Nei pressi del piccolo lago sono stati rinvenuti una necropoli e un insediamento connessi allo sfruttamento dei giacimenti metalliferi circostanti. Gli scavi, condotti periodicamente dal 1980, hanno riportato alla luce sull'altura a sud-est del lago, numerosi quartieri abitativi dei quali sono visibili solo le fondazioni.
Si tratta di nuclei comprendenti circa dieci case ciascuno, generalmente di due o tre vani. La tecnica costruttiva era quella tipica degli abitati etruschi: fondazioni di pietre connesse a secco e alzato in mattoni crudi o realizzato con la tecnica del graticcio (pali di legno, paglia e argilla); tetto con tegole e coppi; pavimento in argilla battuta. Nel villaggio sono state rinvenute tracce di attività collegate all'estrazione e alla lavorazione dei minerali, rappresentate soprattutto da scorie di fusione.
L'insediamento, che ha avuto la durata di circa un secolo (fine del VII - inizi del VI a.C. fino alla fine del VI) dipendeva da Vetulonia. Il suo abbandono va messo in connessione con la perdita del controllo sulle zone minerarie da parte di Vetulonia a favore di altri centri, in particolare di Populonia.

 

Massa Marittima (tratto da Wikipedia)

Massa Marittima è un comune di quasi novemila abitanti della provincia di Grosseto, a 49 chilometri dal capoluogo. Centro principale dell'area delle colline metallifere grossetane, recentemente è stato insignito del prestigioso riconoscimento "bandiera arancione" del Touring Club Italiano.
La cittadina nacque nell’Alto Medioevo intorno al Monte Regio, la collina dalla quale prendono il nome vini tipici prodotti nella zona, e intorno all’anno Mille vi fu trasferita l’antica sede vescovile di Populonia. Dopo un iniziale dominio pisano, Massa Marittima divenne progressivamente autonoma fino a diventare un libero comune nel XIII secolo. Tuttavia, nel corso del secolo successivo, la cittadina venne conquistata da Siena e rimase sotto il suo dominio fino alla metà del Cinquecento quando entrò a far parte del Granducato di Toscana. Massa Marittima è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

La cattedrale
Il cuore della città vecchia medievale è costituito dalla piazza a forma stellata dove si affaccia la Cattedrale di San Cerbone, costruita nel Duecento in stile romanico pisano, mentre il campanile si ispira ad elementi romanici senesi; la cupola è di forma ottagonale e l’interno, a tre navate, conserva numerose opere d’arte. A sinistra della cattedrale si affaccia sulla piazza il Palazzo Vescovile.

Palazzo Pretorio
Il duecentesco Palazzo Pretorio, che si affaccia sul lato occidentale della piazza dinanzi alla gradinata che precede la cattedrale, ospita il Museo Archeologico e la Pinacoteca nella quale è conservata una celebre opera di Ambrogio Lorenzetti. Accanto al Palazzo Pretorio si trova la duecentesca Palazzina dei conti di Biserno che separa il Palazzo Pretorio dall’imponente mole del Palazzo Comunale, costruito in epoca medievale, al cui interno spicca la cinquecentesca Cappella dei Priori. Sul lato della piazza di fronte al Palazzo Comunale si affaccia un edificio dove si aprono al piano terreno le Logge del Comune. Nelle immediate vicinanze della piazza si trovano le Fonti dell’Abbondanza, costruite nel Duecento e rialzate successivamente di un piano per poter ospitare anche il granaio.

Città Vecchia
Nei vicoli della Città Vecchia sono degni di nota anche la casa natale di San Bernardino e la Palazzina della Zecca, dove venivano coniate in epoca medievale le monete massetane. La Porta alle Silici si trova nel punto di passaggio tra la Città Vecchia e la Città Nuova, ed è collegata con una grande arcata alla Fortezza Senese, collegata a sua volta con la Torre del Candeliere. Sulla vetta della collina sorge l’imponente Castello di Monteregio, edificato in epoca medievale e divenuto la prima residenza vescovile; nei secoli successivi la struttura conobbe un periodo di decadenza.

Città Nuova
La Città Nuova si sviluppò al di là dell’antica cerchia muraria. Tra i monumenti sono da segnalare il Palazzo delle Armi in stile rinascimentale, la Chiesa di San Francesco che venne edificata secondo la tradizione dallo stesso santo in stile gotico, la trecentesca Chiesa di Sant'Agostino che venne costruita accanto alla più antica Chiesa di San Pietro all’Orto con la quale condivide il chiostro rinascimentale del Convento degli Agostiniani e, infine, la quattrocentesca Chiesa di San Rocco. La cittadina ospita anche l’Antico Frantoio, la Vecchia Falegnameria, il Museo della Miniera e il Museo di Storia e Arte della Miniera che rievocano le attività del passato.

Convento di Monte Pozzali
Nelle campagne a sud-est di Massa Marittima, nelle vicinanze del torrente Noni, si trovava l’antico Convento di Monte Pozzali. Il complesso religioso sorse in epoca medievale su una collina circondata da boschi e da vallate coltivate a viti e ulivi; intorno al convento si sviluppò un piccolo abitato rurale. Con l’abbandono della struttura conventuale, si verificò un inesorabile degrado del complesso religioso che purtroppo ne ha determinato la scomparsa. Il piccolo abitato rurale è stato riportato agli antichi splendori a seguito di delicati restauri che hanno permesso il recupero di una parte delle originarie strutture murarie in pietra e mattoni. Attualmente il complesso ospita un residence turistico. Su una collina nei pressi di Monte Pozzali si trovano i resti del Castellare, fortificazione risalente al periodo medievale che divenne fondamentale per il controllo del territorio durante gli anni della Repubblica Massetana.

Frazioni di Massa Marittima

Prata
Prata è un borgo medievale situato a nord-est di Massa Marittima. Sorto intorno all’anno Mille e controllato da signori locali, il paese passò sotto il controllo di Siena agli inizi del Trecento; a metà del Cinquecento Prata entrò a far parte del Granducato di Toscana. Il paese è dominato dall’antico cassero medievale con le due torri. La Pieve di Santa Maria Assunta, edificata in epoca medievale, custodisce al suo interno una seicentesca Madonna del Rosario.

Tatti
Tatti è un borgo medievale che si trova a sud-est di Prata, nella parte orientale del territorio comunale di Massa Marittima. Il paese nacque nell’alto Medioevo come possesso dei vescovi di Lucca; successivamente divenne proprietà dell’Abbazia di Sestinga che lo mantenne fino al Duecento quando passò sotto il controllo della famiglia Aldobrandeschi. Nel Trecento, dopo un temporaneo controllo da parte dei Pannocchieschi, passò sotto i Senesi che lo mantennero fino alla metà del Cinquecento, quando Tatti venne inglobato nel Granducato di Toscana. Il borgo di Tatti conserva le antiche mura in pietra con alcune abitazioni, una porta d’accesso e il cassero che sorge sulla vetta della collina. La Chiesa di San Sebastiano, di epoca medievale, custodisce al suo interno una statua lignea cinquecentesca; la Chiesa di Santa Maria Assunta, di origini medievali, si presenta in stile neoclassico a seguito di un intervento di restauro avvenuto nel corso dell’Ottocento; la Chiesa della Santissima Annunziata, edificata anch’essa in epoca medievale, venne completamente ricostruita nel secolo scorso.   

 

Come arrivare

 

Da Roma

Prendere la superstrada Aurelia in direzione Grosseto. Passato il capoluogo maremmano continuare lungo la stessa strada in direzione Livorno. Uscire a Gavorrano Scalo e prendere per Lago dell'Accesa-Massa Marittima.

Da Firenze

Prendere la superstrada Firenze-Siena in direzione sud, arrivati nel capoluogo senese proseguire in direzione Grosseto (S.S. 322) ed uscire a Civitella Marittima. Proseguire per Roccastrada, dopodichè continuare per Ribolla ed in seguito in direzione Lago Accesa.
 

Da Livorno

Prendere l'Aurelia in direzione Grosseto/Roma. Uscire a Gavorrano Scalo e prendere la direzione per Massa Marittima - Lago Accesa.

Da Follonica

Per arrivare al lago bisogna percorrere la strada Aurelia che da Follonica porta a Grosseto. Si prende il bivio che porta a Cura Nuova, si prosegue per Valpiana e si arriva in Località La Pesta.

 

 

Regolamentazione della pesca

Il periodo di divieto per ferma biologica va dal 15 di maggio al 30 di giugno. La pesca è consentita con tre canne. Vietata la pesca notturna anche se è tollerata. Non possiamo stazionare con l'auto, comunque ci si può avvicinare al bacino e scaricare l'attrezzatura. ma una volta effettuata questa operazione bisogna uscire e  parcheggiare l'auto a circa 100 - 150 metri dalle rive del lago.