Zavorre ecologicheNon tutto ciò che pesa…è un piombo
 

Dopo molti anni di largo uso dei classici ‘pesi’ da pesca a fondo, questo piccolo ma indispensabile accessorio, ha vissuto innumerevoli mutamenti fino a diventare un oggetto ‘cult’ del nostro amato carp fishing, con forme, dimensioni e materiali che ben si distinguono dalla classica ‘oliva’ di piombo usata dai nostri precursori…

 

…da sinistra,  le classiche ’olive’  in piombo fino alle più moderne zavorre…

 

 

Tutto questo è avvenuto naturalmente ed in maniera progressiva nel tempo, sia per le ‘mode’, che influiscono anche sulla pesca, sia per adeguarsi alle ‘nuove’ tecniche come il surf casting, per quanto riguarda le capacità di gittata in fase di lancio, il carp fishing, dove la forma e la consistenza sono fondamentali specie modo e nell’estendersi del long range, e così via per tutte le altre tecniche, per le quali si sono sviluppati sempre più prodotti specifici, portando, per nostra fortuna, ad innalzare di livello questo splendido hobby, non più riconosciuto come passatempo della domenica. Oltremodo, abbiamo visto che dall’uso esclusivo del piombo per la costruzione delle zavorre, economico e facile da lavorare, siamo andati verso nuovi materiali, più costosi, ma a detta di molti sicuramente più ‘ecologici’ sia in fase di produzione, sia durante la pesca, dove sappiamo bene che ne vengono persi moltissimi per lasciarli giacere all’infinito nelle nostre splendide acque e questo in maggior ragione da quando si sono sviluppate e diffuse le montature a perdere, fondamentali per recuperare prede ragguardevoli come accade nel carp fishing. Inizia così a subentrare anche nella pesca, il problema della salvaguardia ambientale, cosa molto importante e da sensibilizzare sempre più. Tant’è che da qualche anno, abbiamo visto apparire sul mercato una cosa tanto strana ed altrettanto naturale, ovvero l’utilizzo di zavorre in pietra naturale con piccole asole metalliche da collegare alle clip. Nulla di nuovo diranno molti, infatti più di qualche pescatore avrà già da prima usato pietre trovate nel luogo di pesca, opportunamente legate con del monofilo di diametro minore rispetto alla madre lenza, con l’obbiettivo di farlo cedere in caso di recupero…ma l’avvento di ‘sassi’ già predisposti con asole e girelle, è risultata sicuramente una bella e comoda novità. Lo stesso non si può certo dire per i prezzi che arriviamo a pagare per acquistarli, peggio ancora per le zavorre in materiale ‘ecologico’ di cui ho parlato, belle, mimetiche e ben studiate che fanno sorridere un po’ di più la natura ma rattristeranno sicuramente i nostri portafogli!

L’idea è stata lanciata, dopodichè più aziende hanno iniziato la distribuzione di pietre da lancio…e noi amanti del fai da te non potevamo certo restarcene a guardare!! Infatti, già dalla prima comparsa, il mio amico e compagno di pesca Giovanni, ha iniziato la realizzazione in casa di zavorre in pietra con tanto di girella finale…ed in molteplici misure rispetto a quelle tre/quattro grandezze che si trovano nei negozi. Da quel momento, il contagio è stato irreversibile… Allora non resta altro che procurarsi dei ciottoli di varie grandezze, possibilmente con alto peso specifico in modo da ridurne l’ingombro totale.

Da qui, selezioniamo le più idonee al nostro scopo e con l’aiuto di una bilancia, se ne appunta il peso, in modo da agevolarne la scelta quando siamo in pesca.

 

 
 

 

Tramite un buon trapano con punte specifiche per pietre, di piccolo diametro (3-5mm), una morsa da banco per fissarne i sassi ad un piano di lavoro, iniziamo a creare un piccolo foro in una estremità che sembra a noi più congeniale, ricordandoci che se l’attacco per la clip si trova nella parte di maggior massa, avremo un miglior effetto di auto ferrata.

 

L’occorrente alla preparazione… (consiglio l’ uso di occhiali e guanti di protezione)

 

 

Ancora più preciso e meno pericoloso, è l’uso di un trapano a colonna con morsa alla base dove posizionare le pietre, poiché con un normale trapano, rischiamo maggiormente di creare fori poco precisi e di farci male, ma basta fare attenzione e non prendere ciottoli particolarmente duri (tipo graniti), i quali spesso hanno ‘bruciato’ letteralmente anche le punte più tenaci.

 

Al lavoro con il trapano…

 

 
 

 

Abbiamo ora le nostre belle pietre con un foro (2-3cm sono sufficienti) le quali aspettano di essere completate con un’asola e girella (nei casi di più ‘lusso’) opportunamente fissata nel foro tramite colle bi-componenti, colle a caldo, stop auto-fissanti o altri tipi di colle sintetiche. Personalmente uso colle a caldo in bastoncini, le quali si inseriscono nelle pistole elettriche che troviamo in tutti i negozi di fai da te o centri commerciali, facili da usare, economiche ed efficacissime.

 

Erogatore di colla a caldo

 

 

Resta ora da creare delle asole in ferro (o altro materiale resistente) da inserire nel foro e sagomate in testa (appunto ‘asole’) per essere agganciate alla safety clip o altre montature. Qui potremmo sbizzarrirci come vogliamo ed  ottenere più o meno gli stessi risultati, io uso del semplice filo di ferro da carpentiere non zincato, perché lo trovo semplice da lavorare, economico e poco inquinante. Le pietre commerciali sono fatte anche in altri modi, invece del foro, alcuni tipi hanno un taglio con inserito un ferretto di aggancio con la girella finale, il tutto fissato con colle sintetiche tipo bi componenti. La girella non è indispensabile, ma se vogliamo, in fase di lavorazione del filo di ferro (ne basta uno spezzoncino di circa 8-10 cm, dipende dalla profondità del foro) infiliamo quest’ultimo nella girella stessa e lo ripieghiamo a metà, lasciando nella piegatura una piccola ‘asola’ dove si potrà muovere in tutta libertà. Le due parti inferiori, andranno attorcigliate per qualche giro su se stesse.

 

Spezzoni di filo di ferro con girella, pronti per la creazione    dell’asola…

  Facciamo fare qualche giro su se stesso ai due capi del ferro…si creerà l’asola...

 

Tagliamo le parti in eccesso (in base alla profondità del foro)

In due minuti è tutto pronto

 

Ora puliamo bene il foro con dell’aria compressa, prepariamo la nostra pistola con colla a caldo e versiamone un po’ nell’incavo, pronti ad introdurre il ferro con asola e girella nel foro stesso (altrimenti si raffredda la colla), lasciando quest’ultima ben all’esterno della pietra per essere facilmente agganciabile alla clip.

 

Con la nostra colla a caldo, riempiamo il foro…

 

Con la nostra colla a caldo, riempiamo il foro…

  Prima che raffreddi  il collante, inseriamo il ferro nella  cavità…

 

Lasciamo riposare per qualche minuto e testiamo manualmente l’efficacia del nostro lavoro, se non ci soddisfa o risulta fallace per qualche motivo, ripetiamo l’operazione, onde evitare spiacevoli incovenienti in pesca.

 

Il lavoro è terminato…come vedete non è niente male!

Ora via al test  manuale (trazione)

 

Il lavoro sembra giunto al termine, abbiamo creato delle ottime zavorre, utilizzabili sia per pesca a lancio (brevi distanze) che per il long range, con il pregio di essere naturali, quindi ecologiche al 99% (se vogliamo considerare la minima parte di ferro e colla), mimetiche ed economiche.

Non è poi così poco…

 

Il cerchio iniziale si chiude, dalle semplici ‘olive’ a delle semplici pietre!

  Le nostre ‘zavorre ecologiche’ (con o senza girella), sono pronte all’uso…

 

Inserite in una classica safety clip, possono  entrare in pesca…

 

I risultati di una buona autoferrata a notevole distanza da riva

 

Una saluto a tutti i carpisti…sperando di essere stato ancora utile.