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In questo
meraviglioso mondo spesso rischiamo però di dimenticarci
quei piccoli accorgimenti che potrebbero rendere più
piacevoli le nostre attese…..
Nella tecnica
del carpfishing s’intraprendono spesso lunghe sessioni
in tutti i periodi dell’anno, e si affrontano
temperature gradevoli ma spesso anche freddi glaciali, i
quali costringono noi carpisti a passare la quasi
totalità del tempo chiusi in tenda.
Per non
rimpiangere di aver lasciato per qualche giorno la dolce
casa con l’intento di aggiornare l’album delle catture,
bisogna sfruttare al meglio quello che il mercato ci
offre per la nostra massima comodità.
Per questo
motivo le aziende ci propongono una vasta scelta
d’accessori proprio per ovviare agli inconvenienti delle
lunghe attese in situazioni meteorologiche spesso
estreme.
Ecco che
allora, a seconda del periodo, si possono prendere in
considerazione le strategie migliori per facilitare la
nostra permanenza durante la sessione di pesca.
Accessori come sedie e lettini servono esclusivamente
per renderci la vita “più comoda” nell’attesa del
fatidico suono sul segnalatore.
Le sedie sono
praticamente indispensabili e utilizzate in tutti quei
momenti in cui il carpista non è occupato a trafficare
intorno alle canne o intento a recuperare il pesce.
Sono il massimo del relax quando dopo pranzo,
soprattutto nelle calde giornate estive e dopo un lauto
pasto ci accompagnano verso la “pennichella”. Sono
leggere da trasportare, soprattutto se accompagnate da
una cinghia porta sedia la quale ne sostiene il peso e
lo distribuisce sulla spalla. Occupano poco spazio nel
nostro bagagliaio, oramai perennemente stracolmo di
borse, portaoggetti, porta canne e quintali di
granaglie. In tutti i casi comunque offrono sempre una
rilassante postazione, particolarmente quando si
utilizzano nelle brevi sessioni e non siamo costretti
quindi a tirarci dietro la tenda. In questo caso è bene
utilizzarle in accoppiata con l’ombrellone,
indispensabile in caso di pioggia e anche come
protezione per il sole. Allo stesso tempo, se i giorni
di permanenza sono molti, ci aiutano, come
precedentemente accennato, in tutte quelle operazioni di
routine che ogni carpista effettua, dalla costruzione
del terminale alla comoda sistemazione per la pappa..
Sono
realizzate in maniera molto semplice, hanno generalmente quattro
“gambette” tutte registrabili in altezza, per garantire
una sistemazione ottima sia in elevazione che in quelle
postazioni dove il terreno non è perfettamente uniforme
e si ha la necessità di livellare, agendo appunto
sull’altezza indipendente di ogni gamba, il piano di
appoggio per il nostro fondoschiena. La maggior parte
dei modelli in commercio hanno lo schienale reclinabile,
molto appropriato in quelle situazioni in cui la
sonnolenza “tormenta” il carpista, ad esempio dopo
un’abbondante carbonara.. altri no (generalmente sono le
più economiche). La scelta di questo optional è
chiaramente a favore del primo modello, anche se in
termini economici spesso la differenza non è di pochi
euro. Ma in tutta onestà il costo maggiore ripaga
sicuramente questa pregevole diversità. Sono rivestite
da tessuti in poliestere o cordura generalmente
imbottiti con gommapiuma per rilassare il nostro
“corpicino” durante le lunghe attese. In alcuni modelli le barre del telaio sono
quasi a contatto con la nostra parte dorsale e quindi è
bene controllare che le imbottiture siano più accentuate
per proteggere in modo adeguato la nostra schiena.
Per gli
amanti del totale relax alcuni modelli hanno adottato un
accessorio estendibile, un’appendice estraibile che
permette di sorreggere le gambe del pescatore in
posizione orizzontale, comodissimo per affrontare
sonni profondi. Questa sedia, la più avanzata in termini
di comodità, a volte può essere utilizzata come lettino
nel caso in cui si decida di allungare la nostra
sessione e dormire ad esempio riparati sotto un ombrellone.
I lettini, a
differenza delle sedie, sono utilizzati quasi
esclusivamente in tenda come sistemazione permanente
per la notte. Comodi comunque anche per sonnecchiare
sotto al sole, in attesa della più definitiva tintarella
estiva.

Sono
chiaramente più ingombranti ma indispensabili quando si
affrontano lunghe sessioni di pesca, per dormire nella
nostra tenda o sotto un ombrellone in tutta comodità.
Essendo più pesante di una sedia è bene dotarlo di una
sacca porta lettino, la quale, oltre che a facilitarne
il trasporto, in quanto distribuisce il peso sulla
nostra spalla, lo contiene chiuso nel suo interno e non
ne permette l’apertura. Succede spesso infatti che
durante il trasporto verso la postazione il lettino si
apra, rendendo la vita del carpista un tantino più
difficile. Se tale accessorio non fosse in dotazione si
può acquistare presso il negoziante di fiducia. I
modelli di porta lettino sono molto simili, cambia
solamente la scelta del materiale di costruzione, in
poliestere o in cordura.
I lettini,
come le sedie, hanno le gambette estraibili
indipendentemente l’una dall’altra. Il numero delle
gambe può variare a seconda del modello da 4 a 6 e
raggiungere in alcuni casi 8 gambe. La differenza in
termini di stabilità è notevole in quanto nei modelli a
4 e 6 gambe, anche se molto stabili, dobbiamo prestare
attenzione a non sedersi sulle estremità, testa o parte
poggiagambe, in quanto non essendoci punti di sostegno,
rischiamo di cadere e piegare o addirittura spezzarne
il telaio. Esistono in commercio proprio per queste
situazioni, delle staffe supplementari da poter
aggiungere e fissare temporaneamente nei punti critici,
a seconda del modello, per migliorarne la stabilità. |